8 ottobre – 27^ Domenica del T.O.

Il canto della vigna

«Udite un’altra parabola: C’era un padrone di casa, il quale piantò una vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l’uva e vi costruì una torre; poi l’affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in viaggio. Quando fu vicina la stagione dei frutti, mandò i suoi servi dai vignaiuoli per ricevere i frutti della vigna. Ma i vignaiuoli presero i servi e ne picchiarono uno, ne uccisero un altro e un altro lo lapidarono. Da capo mandò degli altri servi, in numero maggiore dei primi; ma quelli li trattarono allo stesso modo. Finalmente, mandò loro suo figlio, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio”. Ma i vignaiuoli, veduto il figlio, dissero tra di loro: “Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciamo nostra la sua eredità”. Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei vignaiuoli?» Essi gli risposero: «Li farà perire malamente, quei malvagi, e affiderà la vigna ad altri vignaiuoli i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo». Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri”? Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti (Matteo 21, 33-43).

La parabola raccontata da Matteo è presente anche nel vangelo di Marco (Mc 12, 1-9) e di Luca (Lc 20, 9-19), nella fonte Q e nel Loghion 65 del vangelo di Tommaso; questo fa pensare che fosse presente nella tradizione orale delle prime comunità cristiane.

Anche se non conosciamo la versione originale di Gesù, il racconto della vigna e dei vignaioli assassini doveva aver colpito l’immaginazione e conteneva un messaggio ritenuto importante.

E’ possibile che ci siano state aggiunte redazionali dei vari autori (ad esempio il racconto del Vangelo di Tommaso è molto più breve), ma tutti fanno riferimento agli stessi testi dell’antico testamento in particolare al canto della vigna di Isaia (Isaia 5, 1-7) che è la metafora che Gesù deve aver usato per parlare del popolo di Dio.

Occorre ripensare al significato attribuito a questa parabola attraverso i secoli. Già la chiesa primitiva ne aveva dato un’interpretazione di comodo: veniva utilizzata nella polemica contro gli Ebrei che avevano ucciso Gesù, il figlio di Dio, inviato dal padrone della vigna e per questo sarebbero stati puniti e distrutti. Questa interpretazione si è mantenuta anche nella chiesa cristiana per molto tempo. Continua a leggere

Foglio di Comunità – n° 10/2017

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 30/09/2017

LE EUCARESTIE

DOMENICA  15 ottobre : giornata regionale delle Cdb a Torino

DOMENICA  29 ottobre :  ore 10, presso il FAT (vicolo Carceri 1)

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ASSEMBLEA  DI  COMUNITA’

Lunedì 23 ottobre, alle ore 21, presso il FAT, al posto del gruppo biblico

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GRUPPO  BIBLICO

Ogni lunedì sera ore 21, al FAT: stiamo leggendo il libro della Genesi.

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GRUPPO  DONNE

 Sabato 7 e domenica 8 ottobre Carla e Doranna parteciperanno al coordinamento nazionale Donne Cdb a Bologna. Ci incontreremo martedì 17ottobre, ore 21, a casa di Maria Del Vento per riferire e approfondire le proposte che emergeranno a Bologna

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GRUPPO  RICERCA

 Ci incontriamo giovedì 5 e 19 ottobre, come sempre a casa di Paola ed Elio. Abbiamo cominciato  a leggere il libro Sovrane di Annarosa Buttarelli (ed. Il Saggiatore 2013).

Il gruppo, diventato numeroso, è aperto a chiunque voglia aggiungersi.

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UN ABBRACCIO MOLTO AFFETTUOSO…

A Maria Franca, che ha assistito sua mamma fino alla morte e che ora rientrerà a Pinerolo. Ci stringiamo a lei con tanto affetto.

A Elsa, che ricordiamo sempre nelle nostre Eucarestie. Le auguriamo tanta serenità.

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AGENDA DELLA PACE 2018

Come l’anno scorso la Segreteria Tecnica ha commissionato alla rivista CONFRONTI un certo numero di Agende 2018 (formato 10×15) al cui interno, a tutta pagina, c’è l’inserzione pubblicitaria/informativa delle Comunità Cristiane di Base. Anche la nostra Cdb ha prenotato alcune copie che sono già disponibili e che potete richiedere per voi o da regalare.

Luciana

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VIOTTOLI

Stiamo preparando il prossimo numero della Rivista. Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Prossima redazione: domenica 1 ottobre ore 20:45, presso la sede della CdB

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2017: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108    BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Vi invitiamo inoltre a richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili alcune raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi. Sul nostro sito www.cdbpinerolo.it cliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2016.

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GRUPPO “USCIRE DALLE GUERRE”

Il gruppo è convocato per lunedì 16 ottobre alle ore 17 presso la sede della CdB di via Città di Gap 13 a Pinerolo.

All’ordine del giorno abbiamo la preparazione dell’incontro con un gruppo di amministratori e amministratrici della città di Pinerolo.

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CITTADINANZA ONORARIA A ABDULLAH OCALAN

 Venerdì 29 settembre l’Amministrazione Comunale di Pinerolo ha conferito la cittadinanza onoraria al leader del PKK (v. volantino sul foglio cdb di settembre).

Domenica 1 ottobre il comitato “Pinerolese per il Kurdistan” sarà in piazza Facta a Pinerolo dalle ore 15 con: materiale informativo, testimonianze di attivisti, dibattiti… e un po’ di festa.

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INCONTRO REGIONALE CDB

Le Comunità Cristiane di Base del Piemonte si riuniscono Domenica 15 OTTOBRE 2017, ore 10 a Torino presso l’associazione “Opportunanda” – via Sant’Anselmo 28 per un incontro con Adriana Valerio sul tema: La Buona Novella di Gesù di Nazareth e le parole delle donne. Presentazione e introduzione al tema a cura di Doranna Lupi.

La relazione di Adriana Valerio si articolerà in 4 momenti, con esegesi dei seguenti brani del Vangelo: 1) il Magnificat; 2) la Samaritana; 3) la Cananea; 4) l’annuncio di Maria di Magdala.

Al termine di ogni intervento sarà letta una poesia tratta dal libro di Rita Clemente “Evangelium Foeminae”. Leggeranno i testi Rita Clemente e Ausilia Galotti. Ci sarà spazio per un breve dibattito, con riflessioni e domande da parte delle e dei partecipanti. Nel pomeriggio: celebrazione dell’Eucaristia Il pranzo sarà autogestito, come sempre.

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IL SINODO VALDO-METODISTA risponde al saluto delle Cdb inviato in occasione del loro Sinodo

Alle Comunità Cristiane di base
Segreteria tecnica Nazionale

Torre Pellice, 21 agosto 2017

Cari fratelli, care sorelle nel Signore,

nel ricambiare, a nome del Sinodo, il saluto da voi rivolto alla nostra assemblea desidero esprimerVi sincera gratitudine per il vostro pensiero di preghiera e per gli auspici da voi espressi in vista di una intensificazione della nostra collaborazione.

E’ sempre arricchente l’incontro con altre comunità di fede e la sintonia su molti temi a voi e a noi cari è segno di una reale possibilità di approfondimento delle nostre relazioni.

Confidando nella vostra vicinanza in preghiera, in questi giorni di lavori sinodali, vi saluto con viva e sincera fraternità.

Il Presidente del Sinodo
Peter Ciaccio

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COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
c/o Cdb Viottoli
Via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO)
e-mail: segreteria@cdbitalia.it

L’insegnamento della religione – Comunicato stampa

Ad ogni ripresa delle attività scolastiche si ripropone, fra gli altri, il problema dell’insegnamento della religione cattolica nei diversi ordini di scuola. Le Comunità cristiane di Base italiane avvertono l’esigenza di riproporre proprio questo argomento, tanto più oggi, nel contesto della società italiana sempre più segnata da caratteri multietnici e multiculturali.

E’ ormai convinzione comune ad ogni approccio laico e scientifico che le religioni, la storia del loro formarsi, l’analisi dei loro universi simbolici, le diverse manifestazioni cultuali, debbano essere oggetto di un approfondimento multidisciplinare che spazi dalla storia alla filosofia, dalla letteratura all’estetica, dall’antropologia alla psicanalisi.

A fronte di ciò appare pertanto tanto più incongruo e antistorico il fatto che nelle scuole italiane, l’IRC, ovvero l’insegnamento religioso nelle scuole, (con tutte le ambiguità pedagogiche che tale termine comporta) sia appannaggio monopolistico della Conferenza Episcopale Italiana. Non ci sfugge che tale conseguenza sia il portato del particolare regime concordatario in vigore in Italia che più volte le CdB italiane hanno denunciato non solo per il suo carattere antidemocratico ma anche per i suoi connotati antievangelici.

Tuttavia gli stessi dati della CEI denunciano come nella scuola secondaria quasi un quinto degli studenti, non avvalendosi dell’IRC, contribuiscano ad aggravare la grande ignoranza del fenomeno religioso, tanto più grave oggi in quanto sarebbe auspicabile una minima conoscenza (si pensi alla alfabetizzazione digitale che ha toccato invece tutti gli strati della popolazione, anche a prescindere dall’età), non solo della Bibbia ma quantomeno del Corano e delle altre tradizioni cultuali presenti nel nostro Paese.

Nella logica di questo ragionamento sarebbe un segnale significativo, da parte della Chiesa cattolica italiana operare per rendere plurale la conoscenza e non già l’insegnamento (che sarebbe compito della famiglie e delle comunità religiose), delle diverse religioni e quindi disattendere unilateralmente il dettato concordatario, astenendosi dal nominare gli insegnanti destinati all’IRC. Chissà se la sensibilità di papa Francesco riuscirà ad ispirare un gesto così profetico in grado di scuotere non solo la Chiesa ma la stessa società italiana?

Proprio questa stessa sensibilità dovrebbe spingere gli studenti di ogni ordine e grado e le loro famiglie a richiedere di non avvalersi dell’ora di religione confessionale nella consapevolezza che l’articolazione multiculturale della società italiana richieda oggi la rinuncia ad ogni privilegio come premessa di una convivenza basata sul rispetto, sull’interazione delle differenze, sulla ricerca della pace civile.

Le CdB italiane invitano ad una riflessione misurata e a compiere gesti conseguenti e coerenti con la loro ispirazione e la loro storia e, pertanto, intendono promuovere il diritto al rifiuto ad avvalersi dell’IRC.

Le Comunità cristiane di Base italiane
Pinerolo (TO), 27 settembre 2017

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UOMINI  IN CAMMINO

Il gruppo UinC 1 si riunisce al FAT giovedì 12 e 26 ottobre alle ore 18,45

Il gruppo UinC 2 si riunirà nella sede dell’ARCI martedì 10 e 24 ottobre, alle ore 21.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.
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Apriamo a Pinerolo un  CENTRO  DI  ASCOLTO  DEL  DISAGIO  MASCHILE

Dopo circa due anni di preparazione e di formazione, lunedì 2 ottobre diventerà operativo anche a Pinerolo – in via Bignone 40 – uno sportello di ascolto e di presa in cura di uomini che commettono violenze nelle relazioni intime e familiari.

L’orario di apertura è il seguente: lunedì dalle18 alle 20; giovedì dalle 16 alle 18.

Si può telefonare al 3661140074, scrivere a liberidallaviolenzaodv@gmail.com oppure venire di persona. Il servizio è gratuito e si svolge nel massimo riserbo.

Dopo il primo contatto telefonico, il servizio si articola in colloqui individuali, per verificare e valutare le motivazioni, seguiti da un percorso di gruppo, della durata di alcuni mesi, in cui verranno affrontati e approfonditi i vari aspetti dei comportamenti violenti nelle relazioni affettive. Al termine di questo percorso verrà proposto ai partecipanti di consolidare il proprio cambiamento inserendosi stabilmente in un gruppo di auto mutuo aiuto.

Trova il coraggio di chiedere aiuto

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CAMBIARE  SI  PUO’

L’associazione Liberi dalla violenza sta organizzando incontri pubblici per far conoscere il Centro alla popolazione del territorio pinerolese.

Il primo si svolgerà giovedì 5 ottobre alle ore 21 nei locali della Galleria Scroppo a Torre Pellice.

A Pinerolo è in programma per il 20 ottobre. Appena pronto, diffonderemo il volantino dettagliato.

Altre iniziative sono in programma per raccogliere fondi, necessari in questa fase di avvio:

  • Sabato 21 ottobre: serata di BALLI OCCITANI al Tiglio di Miradolo
  • Sabato 28 ottobre: serata di MUSICA CLASSICA a Torre Pellice

Cominciate a segnare le date in agenda: riceverete i volantini con i programmi dettagliati.

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SIAMO  STATI  A  PALERMO…

… dal 14 al 18 settembre, per incontrare il neonato gruppo uomini di quella città. Ma, siccome eravamo quasi tutti – e Maria – anche della nostra cdb, su proposta di Augusto Cavadi abbiamo incontrato anche una piccola comunità “religiosa” che si riunisce nella sua “casa dell’equità e della bellezza”, e che è intitolata ad Albert Schweitzer (la comunità, non la casa).

Sono uomini e donne che negli ultimi 20-30 anni hanno frequentato diverse chiese protestanti, liberandosi a poco a poco da ogni condizionamento gerarchico, e da 3 anni hanno deciso di troncare ogni rapporto con le chiese. La domanda che ci hanno posto, e intorno alla quale ci siamo confrontati/e per più di 2 ore, è stata formulata così: “E’ via via crollata in noi la fede nel peccato originale, nella divinità di Gesù, nella sua redentività, nell’onnipotenza di Dio… possiamo ancora dirci cristiani/e? Crediamo nell’amore, nel bene… come ci dobbiamo comportare sul piano liturgico?”. Ci siamo vicendevolmente raccontati le forme e i contenuti delle nostre ricerche, delle nostre pratiche e delle nostre preghiere, sentendoci in grande sintonia con loro.

Era presente anche il coordinatore regionale di Noi Siamo Chiesa, Salvatore Menna, con la moglie Antonietta. E un’altra donna, Fausta, che ci ha lasciato questa riflessione: “La responsabilità è un peso per chi se la assume, e questo lo/la rende esterno/a, diverso/a, rispetto al gruppo, lo/la fa essere “un sacerdote” in posizione di gerarchia”. Confesso che ogni tanto mi torna in mente e penso che è diversa la responsabilità di chi si assume compiti pastorali, di guida, di leadership… dalla responsabilità di chi liberamente si assume, magari a rotazione, qualche compito (servizio, ministero) utile alla vita del gruppo, della comunità.

L’altra riflessione che ho registrato è di Augusto Cavadi: la differenza oggi non è più verticale (tra cattolici, ebrei, ortodossi, protestanti, musulmani…), ma è orizzontale, tra i conservatori di tutte le chiese e i liberi ricercatori, le libere ricercatrici. E ha invitato quella comunità ad aprirsi e a partecipare al “mondo di base”. Li/le abbiamo invitati/e al nostro prossimo seminario nazionale e alcuni di loro hanno detto che verranno…

La domenica, poi, siamo andati alla chiesa dell’Albergheria, retta da Cosimo Scordato, prete che già conoscevamo, dove si riunisce una comunità molto vivace e partecipe: il 20% abitanti del quartiere, mentre l’80% è composto da donne e uomini che vengono da ogni dove, attratti/e dalla predicazione e dalle iniziative coordinate da Cosimo e da chi collabora con lui. Prima della messa abbiamo avuto un’ora di scambio di esperienze.

E alla sera ci siamo incontrati/a con due uomini e due donne del gruppo lgbt Alidaquila, che ci hanno raccontato la loro esperienza e descritto una Palermo sostanzialmente non omofoba. Noi abbiamo anche potuto osservare una notevole integrazione tra le diverse etnie che la abitano, alcune da moltissimo tempo: la Sicilia è il più vicino tratto di “sponda nord” del Mediterraneo… Abbiamo già trasmesso i loro saluti alla Scala di Giacobbe, ma li rinnoviamo con piacere dalle pagine di questo foglio.

Un altro incontro intenso è stato quello con il gruppo uomini e poi quello “triangolare” con il GU e un gruppo di donne rappresentanti di associazioni femministe di Palermo. E’ stato, questo, uno scambio più delicato, che in alcuni momenti ha rischiato di scivolare nella polemica. Ma siamo riusciti/e a mantenerlo sul piano dello scambio di esperienze e di riflessioni condivise sulla cultura patriarcale (Michele), che è strutturale in noi e da cui dobbiamo liberarci “per il bene della nostra maschilità” (Augusto).

Francesco Seminara ha illustrato i due filoni principali del loro lavoro di gruppo: interventi nelle scuole e, da circa 7 mesi, autocoscienza di gruppo, pur con molte remore. Ho apprezzato molto l’intervento di Stella, che ha sostenuto, al di là di limiti e difficoltà, la grande importanza simbolica dell’esistenza di un gruppo uomini anche a Palermo: “Abbiamo bisogno del cambiamento maschile, e adesso c’è un gruppo di uomini che cammina su questa strada. E’ importantissimo!”. Noi ci camminiamo da 24 anni… a loro auguriamo di resistere nel tempo, per incontrare altrettanta felicità.

Una nuotata nel delizioso mare di Mondello e una visita guidata – da Sergio e Pippo – alla cattedrale di Monreale hanno completato alla grande il poco tempo che abbiamo potuto dedicare al turismo, in una città dal centro storico incantevole e notevolmente recuperato, negli ultimi anni, dal degrado.

Beppe Pavan

1 ottobre – 26^ Domenica del T.O.

Disponibili ad agire, dire sì ogni giorno

«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Dicono: «L’ultimo». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli (Matteo 21, 28-32).

La situazione che si presenta in questi versetti è una conseguenza dei precedenti, in cui Gesù si trova nel tempio dove stava insegnando ed ha una disputa con i sacerdoti che gli chiedono chi gli ne ha dato l’autorità ed egli risponde loro ponendo domande a cui i sacerdoti non sanno rispondere.

La questione dei due figli spinge i suoi uditori, e noi, a riflettere sulla propria capacità e disponibilità, di agire in ogni situazione che la vita ci presenta.

Vi sono due figli che, alla richiesta del padre di prendersi cura della vigna, prima rispondono in maniera diversa e poi, in modo altrettanto diverso, opposto a quello che è stata la loro prima risposta, agiscono.

Può venire spontaneo identificarci con uno dei due, ma io penso che a volte siamo l’uno e a volte l’altro, o contemporaneamente un po’ l’uno e un po’ l’altro; questo per il semplice fatto che non sempre ci troviamo pronti e capaci di affrontare il momento o la difficoltà che ci si presentano, oppure perché abbiamo bisogno di tempo per riflettere, per interiorizzare ciò che ci interpella, per maturare una scelta (il più delle volte da sentire anche nostra per poi agire). Continua a leggere

24 settembre – 25^ Domenica del T.O.

All’ultima ora…

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale, sul far del giorno, uscì a prendere a giornata degli uomini per lavorare la sua vigna. Si accordò con i lavoratori per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscì di nuovo verso l’ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna e vi darò quello che sarà giusto”. Ed essi andarono. Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. Uscito verso l’undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?” Essi gli dissero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dà loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi”. Allora vennero quelli dell’undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. Venuti i primi, pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch’essi un denaro per ciascuno. Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: “Questi ultimi hanno fatto un’ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo”. Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te. Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?” Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi» (Matteo 20, 1-16).

Matteo inserisce la parabola dei lavoratori chiamati a tutte le ore tra il racconto del giovane ricco seguito dal dialogo con Pietro sulla ricompensa per i discepoli (cap.19,16-30) e la richiesta di ottenere due posti di prestigio per i propri figli fatta dalla madre di Giacomo e Giovanni (20,20-28).

Questi racconti terminano con le affermazioni di Gesù: “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi” (19,30), “Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi” (20,16) e “..ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere primo tra voi, si farà vostro schiavo..”(20,26-27).

E’ evidente quanto sia importante per i discepoli trasmetterci il messaggio di Gesù sul Regno di Dio che capovolge i criteri predefiniti e discriminanti di ogni organizzazione sociale. Il più piccolo mangia il più grosso, il più furbo “frega” il più ingenuo, il più veloce ottiene il posto migliore e così via…, mille e mille esempi di una logica che non fa altro che dimostrare una cosiddetta “legge naturale” che perpetua l’esistenza di primi ed ultimi, dove questi, gli ultimi appunto, sono perennemente considerati inutili o dannosi oppure invisibili, anonimi. Continua a leggere

17 settembre – 24^ Domenica del T.O.

Veniamo al mondo per essere felici… e ci comportiamo da imbecilli

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.  Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello» (Matteo 18, 21-35).

La più classica delle competizioni maschili, “Chi è il più grande?..” (v 1), offre a Matteo lo spunto per mettere in bocca a Gesù una lunga e articolata sequenza di consigli sulla qualità delle relazioni di cui gli adulti devono essere capaci, esercitandovisi in tutte le situazioni: nei confronti, in particolare, di bambini e bambine (1-14), uomini e donne in formazione, ma anche di ogni “fratello” (15-35), senza scuse plausibili per sottrarvisi.

Il linguaggio è durissimo nei confronti di chi dà scandalo e pecca: sarebbe meglio affogare con una macina al collo… tagliarsi e gettare lontano la mano o il piede… cavarsi un occhio… piuttosto che rendersi responsabili dello smarrimento e della perdita esistenziale di uno solo “di questi piccoli”.

A questo punto Matteo sembra cambiare argomento, passare a un ipotetico ‘punto 2’: “se tuo fratello pecca contro di te…” (v 15); si apre il paragrafo che ci è sempre stato presentato come dedicato alla “correzione fraterna”. Ma è difficile non leggerlo collegato ai quattordici versetti che lo precedono e non vederci anche un suggerimento sull’”aiuto” reciproco necessario per uscire dalla situazione di “peccato” in cui si trova chi “dà scandalo ai piccoli”. Quale adulto/a può chiamarsene fuori? Continua a leggere

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