14 ottobre – 28^ Domenica del T.O.

Non basta osservare la legge

Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com’è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio». Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi» (Marco 10, 17-31).

E’ un capitolo ricco, questo, e mi riesce impossibile commentare il brano di oggi senza legarlo al contesto.

Comandamenti

All’inizio del capitolo (1-12), nella discussione con i farisei, Gesù dice la sua sulla legge di Mosè circa la possibilità per un marito di ripudiare la moglie. E nell’incontro (17-22) con quel “tale” che “aveva molti beni” elenca i principali comandamenti della legge mosaica. Mi vengono due riflessioni.

Nell’insegnamento che riserva ai discepoli Gesù si schiera decisamente contro il potere degli uomini nei confronti delle donne. Nei vv 11-12 troviamo sottolineata la “reciprocità” nelle relazioni: è adulterio in tutti i casi, anche in quello previsto da Mosè “per la vostra durezza di cuore” (v 5). Ma sono passati due millenni e c’è voluta una fortissima pressione delle donne perchè la cultura predatoria maschile non fosse più considerata un’attenuante nei cosiddetti delitti d’onore e perchè la violenza sessuale maschile fosse riconosciuta, anche nella cristiana Italia, “contro le donne” e non più “contro la morale”.

La cultura patriarcale dei discepoli, messa a tacere da Gesù nei riguardi delle donne, cerca di rifarsi subito dopo sui bambini (13-16): li scacciano in malo modo perchè, si sa, i bambini “rompono”… E Gesù insegna loro ad amare e rispettare anche i cuccioli. Continua a leggere

7 ottobre – 27^ Domenica del T.O.

La durezza del vostro cuore

E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio». Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva (Marco 10, 2-16).

Non parlerò né del divorzio né delle violenze sui bambini in quanto tali, anche se l’attualità potrebbe spingere noi tutti ad affrontare questi due temi. Chi vorrà approfondire storicamente la posizione di Gesù sui due problemi potrà farlo facilmente altrove.

Questa premessa è necessaria se si vuole affrontare questo passo di vangelo guardando oltre le consuete interpretazioni «moralistiche» che spesso ci vengono proposte; ciò non toglie che possano avere anch’esse una loro certa validità.

Però, a volte, bisogna essere inattuali per cercare di sentire le acque che scorrono nel sottosuolo, bisogna fermarsi per ascoltare il ciangottio degli uccelli tra gli alberi. Presi troppo dall’attualità si rischia di non comprendere appieno il significato, non tanto delle parole, quanto dell’atteggiamento che Gesù dimostra in questi due brani del Vangelo di Marco.

Si rischia di essere distratti dalla cose, non prestando attenzione ai fatti. Con questo non intendo dire che l’attualità, con le sue domande che ci interpellano direttamente, non sia importante, ma semplicemente che, a volte, bisogna cercare più a fondo. Continua a leggere

Foglio di Comunità – n° 10/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 30/09/2018

LE  EUCARESTIE

DOMENICA 14 ottobre ore 10 : prepara Memo

LUNEDI 29 ottobre ore 21 : prepara Carla

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ASSEMBLEA DI COMUNITA’

Lunedì 29 ottobre ore 21,30 (dopo l’Eucarestia)

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GRUPPO BIBLICO

Martedì 2 ottobre, alle ore 21, presso il FAT, Beppe ci presenterà il libro del Deuteronomio. Poi gli incontri proseguiranno ogni lunedì (salvo il 29 ottobre in cui ci sarà l’Eucarestia) sempre alle ore 21 e continueremo la lettura del Vangelo di Marco.

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GRUPPO RICERCA

Giovedì 4 e 18 ottobre: inizieremo la lettura del libro “Il contratto sessuale” di Carole Pateman, mentre il libro “Stupro a pagamento”, di cui abbiamo parlato sul foglio cdb di settembre, sarà letto individualmente. Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

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DI RITORNO DA RIMINI

dove si è svolto, nei giorni 21 – 22 – 23 settembre 2018, il 10° incontro europeo delle comunità di base sul tema: “Cristiane e cristiani per un mondo più giusto e per una chiesa povera”

“E’ stato un bell’incontro”: questo il giudizio sostanzialmente unanime, non solo nostro durante il viaggio di ritorno, ma anche di chi siamo riusciti/e a salutare personalmente, italiani/e e “stranieri/e”… gli abbracci, poi, non conoscono ostacoli linguistici.

Eravamo circa 120 donne e uomini, metà dalle CdB italiane e metà da Austria, Belgio, Francia, Spagna, Svizzera.

Venerdì sera abbiamo completato la fase della conoscenza reciproca coinvolgendoci allegramente in trascinanti valzer viennesi e in alcuni balli della tradizione occitana, che unisce idealmente e culturalmente Italia nord-occidentale, Francia meridionale e Catalogna spagnola.

La giornata di sabato è stata interamente dedicata al tema dell’incontro, introdotto da un appassionato e apprezzatissimo intervento di Riccardo Petrella. Lo sbobineremo e pubblicheremo integralmente sul prossimo numero di Viottoli. Dai nostri appunti ve ne ricaviamo lo schema:

1- Ci ha chiesto: siete pronti a ribellarvi al sistema dominante?i cui principi-base sono l’utilità, la violenza e la disuguaglianza. Dobbiamo rifiutare, cominciando nel nostro cervello, l’idea che la povertà sia un fatto ineluttabile di natura; parliamo piuttosto di “impoverimento”, perché si tratta di un processo storico, generato da noi e a cui noi possiamo e dobbiamo porre fine, abbattendo i fattori strutturali che lo generano: in particolare ha elencato la guerra, il sistema finanziario e i paradisi fiscali, il diritto di proprietà privata sull’essere vivente, l’ineguaglianza del reddito (redistribuirlo non serve a nulla)…

2- Come praticare questa rivolta? Nessuno ce lo può dire, perché le cose da fare le impariamo insieme.

3- Per questo è importante la comunità locale. Bisogna ricostruire i beni comuni pubblici: difendere il “pubblico” significa avere cura della comunità globale della vita della terra, perché non esiste comunità locale senza diritti universali. Due proposte:

  • Superare l’antropocentrismo
  • Celebrare la vita, non Dio, perché Dio è la vita, la vita è Dio.

Nel pomeriggio abbiamo partecipato ai diversi laboratori, preparati e animati da persone e gruppi delle varie nazionalità. Impossibile darne conto in questo breve report.

Possiamo invece ringraziare la CdB del Cassano che domenica mattina ci ha convocati/e attorno a una mensa eucaristica ricca di suggestioni e di riflessioni, centrate soprattutto sulla indispensabile consapevolezza che tutti e tutte siamo migranti e che ci dobbiamo reciproca accoglienza e incondizionata solidarietà.

L’assemblea ha anche letto nelle varie lingue e approvato il documento finale, che trovate pubblicato a parte.

Concludiamo con un pensiero affettuoso e riconoscente a Benedetto Musacchia, morto alla vigilia dell’incontro: un abbraccio ancora, a nome di tutte le comunità italiane ed europee, alla sua famiglia e alla sua comunità, quella del Cassano di Napoli.

E un invito a tutti e tutte: la prossima volta non facciamoci intimidire dalle lingue straniere che non conosciamo, perché gli/le studenti della Facoltà di Lingue di Bologna-Forlì sono state bravissimi/e!

Luisa, Memo, Carla, Beppe, Luciana, Eliana

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10° INCONTRO EUROPEO DELLE CDB – ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO SUI MIGRANTI

Le Comunità Cristiane di Base provenienti da vari paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Belgio), riunite a Rimini nei giorni 21, 22 e 23 settembre 2018 per il 10° incontro europeo, dal titolo “Cri- stiane e cristiani per un mondo più giusto e per una Chiesa povera”, a conclusione dei lavori dedicati al tema della povertà, fondamento della vita della comunità che Gesù di Nazareth ha annunciato, e alla luce degli eventi drammatici che stanno segnando la vita del nostro continente per quanto concerne il rapporto con i poveri ed i migranti, non possono lasciare questo convegno senza aver espresso la loro profonda indi- gnazione per come la “fortezza Europa” sta affrontando i temi dell’immigrazione.

Il Continente Europeo, che ha sempre vantato nelle sue origini e nel suo spirito la cultura cristiana, oggi, in aperto contrasto con il messaggio evangelico che individua nel povero e nel migrante la figura stessa del Cristo, erige fili spinati e cordoni difensivi nel mar Mediterraneo, organizza respingimenti e detiene in mo- do indegno in cosiddetti “centri di accoglienza” migliaia di disperati, spinti sulle nostre coste da guerre, persecuzioni e fame.

Dal 2014 ad oggi più di 16.000 migranti hanno lasciato la vita nel mar Mediterraneo, diventato un mare di morte.

Il vento dei nazionalismi e dei populismi, che soffia forte in tutte le nazioni, sta alimentando il fuoco dell’intolleranza e del razzismo e sta facendo crescere, senza motivi reali, la paura per il “diverso”, accusa- to di crimini che non ha in alcun modo commesso.

Nel mondo globalizzato le transazioni finanziarie, denaro e merci circolano nella rete in totale libertà, che non è assicurata a uomini e donne che per necessità lasciano il loro paese.

TUTTO CIÒ È DISUMANO: non è ammissibile che le nazioni più ricche della terra, che da sempre sfrut- tano i popoli dell’Africa, creando le condizioni per il sorgere di conflitti che insanguinano da decenni sia il continente africano sia il Medio Oriente, oggi chiudano le loro porte a tanta sofferenza.

DICIAMO BASTA alla segregazione di migliaia di disperati in Libia che, priva di uno stato di diritto, non è un porto sicuro, per cui ogni respingimento verso quel territorio equivale, spesso, ad una condanna a mor- te.

DICIAMO BASTA ai milioni di euro che l’Europa, pur di bloccare la “rotta balcanica”, elargisce ad una nazione come la Turchia che, sotto il pugno di Erdogan, sta oscurando sempre più i valori democratici. DICIAMO BASTA ad ogni delegittimazione delle ONG che tante vite hanno salvato.

CI RIVOLGIAMO CON FORZA alla comunità dei credenti e ai loro pastori perché vivano con coerenza la loro fede, respingendo, come contrario al messaggio evangelico, ogni atteggiamento di discriminazione e di razzismo e si adoperino per predisporre, nei limiti delle loro disponibilità, forme di accoglienza degne di questo nome.

CHIEDIAMO AL PARLAMENTO EUROPEO di respingere con determinazione le derive xenofobe e razziste che stanno emergendo nel nostro continente, allorché governanti senza scrupoli e mossi unicamen- te da brama di potere spargono il seme della paura e dell’intolleranza, riversando sui migranti le responsa- bilità di una crisi economica e finanziaria che ha tutt’altre origini.

RIVENDICHIAMO politiche umanitarie che tengano in considerazione non solo i profughi di guerra, ma anche quelli economici ed ambientali, frutto perverso del nostro modello di sviluppo e di uno stile di vita da cui dipendono gli attuali sconvolgimenti climatici.

AUSPICHIAMO la creazione di ulteriori corridoi umanitari che permettano ai migranti di raggiungere in sicurezza l’Europa, in modo da evitare loro anni di profonda sofferenza e rischi concreti di morte, prenden- do a modello le esperienze già in atto che hanno dimostrato tutta la loro validità.

CI IMPEGNAMO, lasciando questo convegno dedicato alla “Chiesa dei poveri”, a far sì che le nostre pic- cole comunità operino ogni giorno per favorire e praticare azioni di accoglienza e annunciare, con fiducia, il messaggio liberante di Gesù, che si è identificato con i poveri e i migranti, nella profonda convinzione che i veri crocifissi della storia siano loro e non quelli affissi alle pareti di tante istituzioni religiose e laiche come meri simulacri senza vita.

Le Comunità Cristiane di Base europee
Rimini, 23 settembre 2018

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E’ MORTO BENEDETTO MUSACCHIA

Giovedì 20 settembre è morto Benedetto Musacchia, della CdB del Cassano di Napoli.

Famigliari, fratelli della Comunità, amici hanno tanti motivi per ricordarlo e piangerlo, le CdB italiane hanno avuto in lui un deciso sostenitore della funzione del collegamento per la continuità e l’efficacia della loro presenza nella chiesa di baseitaliana.

Sistematicamente presente alla riunioni del Collegamento nazionale, partecipava con saggezza alla ricerca delle soluzioni per le difficoltà che s’incontravano e dei problemi che spesso nascevano nella definizione dei programmi comuni.

Alla sua memoria continuiamo ad ispirarci nel cammino intrapreso, uniti nella diversità.

Le Comunità di Base italiane

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ADDIO AD UN FRATELLO CARISSIMO

Dopo una lunga malattia stamane il nostro carissimo Benedetto ci ha lasciato.

Il grande dolore di questi momenti stringe il nostro cuore e un mondo di esperienze svolte insieme, unite ad una valanga di ricordi, ci travolge.

Grazie, Benedetto, per tutto quello che ci hai saputo donare.

Il tuo entusiasmo, la tua generosità, la tua profonda partecipazione alla vita comunitaria, il tuo impegno per tutto il movimento delle CdB, il tuo profondo affetto per i più piccoli della comunità, le tue provoca- zioni forti e stimolanti anche se scomode, e tanto altro ancora, vivono indelebili nei nostri cuori.

Un abbraccio grande va ad Anna Maria, Davide, Francesco, Daniele e a tutti i membri della sua famiglia. La tua e la nostra fede nel Vangelo ci danno la certezza di una vita vera che continua insieme dentro cia- scuno di noi; una vita che continuerà a produrre frutti per la nostra comunità, che cammina lottando per un mondo più giusto a dimensione degli ultimi e dei poveri.

VIVI FRA NOI, FRATELLO BENEDETTO 

La Comunità di Base del Cassano

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MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI

E’ organizzata per domenica 7 ottobre. Partiranno due pullman da Torino e uno da Carmagnola: il costo è di 30 € a testa. Fate pure riferimento a me o a Valter Passet per prenotarvi e organizzare le auto per l’andata e il ritorno ai due pullman. Il più presto possibile.

Beppe

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 PER I 50 ANNI DELL’ISOLOTTO

Sabato 27 e domenica 28 ottobre la Cdb dell’Isolotto di Firenze festeggia i propri 50 anni di vita con una due giorni di incontri, testimonianze e riflessioni, dal titolo “1968-2018 eppure il vento soffia ancora. Fare comunità: pratiche e ricerche a confronto”. Della nostra comunità, e anche a nome della Segreteria Tecnica, parteciperà Beppe. Speriamo che altri e altre delle cdb del Piemonte vogliano aggiungersi.

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GUERRA E MIGRAZIONE

Il Coordinamento Pinerolo “18 giugno” e Mondadori Bookstore Pinerolo, con il patrocinio del Comune di Pinerolo, ha organizzato un ciclo di quattro incontri sul tema “Guerra e Migrazione”. Il primo si svolgerà venerdì 12 ottobre, alle ore 21 presso la Sala del Circolo Sociale, via del Duomo 1 (1° piano) con un intervento di Domenico Quirico su “Migrazioni, un problema di diritto”.

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VIOTTOLI

Laredazione si incontrerà martedì 9 ottobre alle ore 21, a casa di Carla e Beppe.

Stiamo preparando il n. 2/18 che ospiterà, tra l’altro, anche la relazione introduttiva svolta da Riccardo Petrella al Convegno Europeo di Rimini e alcuni materiali inerenti al tema affrontato: “Cristiane e cristiani per un mondo più giusto e per una Chiesa povera”.

Ringraziamo chi continua ad accogliere con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (so- cio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi.

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.it cliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

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MEDICI CON L’AFRICA

Abbiamo ricevuto la lettera del Presidente del CUAMM Piemonte, Giuseppe Ferro, che ci ringrazia per il sostegno che anche l’anno scorso abbiamo mandato loro con la colletta di Natale (220 €).

Ci ricorda in cosa consiste il loro impegno: “andando periodicamente nei villaggi somministriamo vaccinazioni, profilassi e controllo del peso per i più piccini, insegniamo alle mamme a preparare cibi nutrienti con il poco che hanno a disposizione e le convinciamo a rivolgersi alle strutture sanitarie dove sono assistite da personale qualificato. Riabilitiamo gli ospedali e i centri di salute con ristrutturazioni, attrezzature e medi- cinali”.

Accogliamo l’invito a rimanere al loro fianco con la colletta del prossimo Natale.

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UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi riprenderanno con il seguente calendario:

  • Il gruppo UinC 1 si riunirà al FAT giovedì 11 e 25 ottobre alle ore18,45.
  • Il gruppo UinC 2 si riunirà venerdì 5 e 19 ottobre sempre al FAT, alle ore21.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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GRAN BALLO OCCITANO DI SOLIDARIETA’

Sabato 13 ottobre alle ore 21 presso il Centro Pedagogico di Danze Popolari a Bricherasio, fraz. Cappella Merli, strada Avaro 4. Suonerà il gruppo dei Descarpentas. Ingresso ad offerta (minimo 5 €): l’incasso sarà devoluto all’associazione di volontariato “Liberi dalla Violenza”.

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VERSO IL 25 NOVEMBRE

Presto sarà pronto il volantino che riporterà il calendario delle varie iniziative che abbiamo concordato con l’Amministrazione Comunale di Pinerolo: cinema, musica, dibattiti e sabato 24 novembre mattina una manifestazione di donne e di uomini che richiameranno l’attenzione della città sulla necessità urgente di porre fine alle violenze maschili contro le donne.

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AD UN AMICO CHE OGGI È CONTRO I MIGRANTI

Caro amico, è il momento della separazione. I nostri cammini prendono due direzioni diverse.

È tempo di vedere la differenza che ci divide, di chiarire ciò che ci separa, dopo che per una vita abbiamo alimentato tutto ciò che ci univa.

La crisi della Diciotti, che a prima vista è (quasi) tutta italiana, è in realtà l’ultimo atto – perché ormai lo ritengo tale – di una divisione netta fra due filosofie, di due concezioni separate e contrapposte di un mo- dello di umanità.

Non ne faccio una questione politica, nè partitica, perché è invece argomento che fa da fondamento all’umanità futura, che riguarda dunque l’antropologia che vogliamo impostare per il domani, per il mondo cioè che popoleranno i nostri figli e i figli dell’umanità intera.

Già ci hanno provato i nazismi e i fascismi di altri tempi, come anche i comunismi reali sparsi su tutto il globo terrestre: quello che si portava avanti – e che oggi si ribadisce con veemenza e con violenza è la concezione di un essere umano funzionale a una ideologia o comunque alle convenienze di chi ha già i suoi privilegi.

Mi vergogno di essere italiano, rappresentato cioè da chi governa l’Italia oggi, ma mi vergogno grande- mente anche di essere europeo, rappresentato da un Sistema che esclude invece di includere, un Sistema che guarda solo ai benefici finanziari o di consenso sociale in qualsivoglia relazione, un Sistema che ci inocula una fottuta paura di perdere ciò che stiamo comunque perdendo: i privilegi di appartenere alla parte ricca del mondo (che continua a sfruttare, spremendola, quella povera).

Mi vergogno perciò di appartenere a questo Occidente, che ancora vuole imporre agli altri popoli, alle altre culture, alle altre filosofie, la dominazione della propria economia, della propria politica, della pro- pria cultura e della propriafilosofia.

Mi vergogno di appartenere alla parte ricca del mondo. È per questo che mi dedico a quella povera.

Sono infatti convinto che bisogna convertirsi radicalmente ai più poveri e al loro mondo, per poterci ar- ricchire finalmente in solidarietà, compassione, sapienza, giustizia, fede e forza di liberazione per essere radicalmente felici.

Per completare la vostra opera, state insistendo in modo sistematico sul fatto che i migranti siano in per- manenti “crociere vacanziere” e che, quando arrivano in Italia, si dedichino allo sport più diffuso al gior- no d’oggi: perdere il tempo dietro a un telefonino e infastidire, molestare e intimorire la gente. È proprio in questo modo che su costoro si realizza invece una profezia raccontata in antichità (un’antichità peren- nemente attuale) da un ebreo, di nome Isaia: «Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba, non ho sottratto la faccia agli insulti e aglisputi».

Non è un fatto di fede in Dio, ma di passione per gli esseri umani che soffrono e devozione per quelli che si identificano con essi. Credo dunque a questo genere di umanità, e rinnego come falsa e deviante quella che voi propugnate.

Fra le due non vi può essere alcun compromesso, come non vi è compromesso fra la luce e il buio, né è più possibile continuare ipocritamente a far finta che si può stare contemporaneamente di qua e di là.

Carlo Sansonetti
(co-fondatore e attuale presidente dell’Ass. “Sulla Strada”)

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LA RICCHEZZA GENERA SEMPRE PIU’ POVERI

Per continuare a riflettere sui temi del convegno europeo di Rimini, dove Riccardo Petrella ci ha invitato, ad e- sempio, a parlare di impoverimento e non di povertà e ha sostenuto la necessità di lottare per l’uguaglianza del reddito e non per la sua redistribuzione. Trascriviamo quasi integralmente l’articolo di Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica ed Etica sgr, pubblicato sulla rivista Qualevita di settembre 2018.

CHE COSA SAPPIAMO DELL’ANDAMENTO MONDIALE DELLA POVERTÀ?

L’Istituto Credit Suisse ha pubblicato l’ottava edizione del Global Wealth Report: una relazione interes- sante e sfortunatamente eloquente. Secondo il report la ricchezza globale ha ripreso a crescere (+ 6,4% sull’anno precedente), risultando addirittura superiore del 27% ai livelli pre-crisi (da 52.074 dollari per adulto nel 2007 a 56.540 nel 2017).

Il dato più significativo è che la ricchezza è cresciuta, ma si è ulteriormente concentrata. Aumentano i milionari: dal 2007 ad oggi ce ne sono 8.740.000 in più, metà dei quali negli USA (620.000 nell’area Eu- ro), raggiungendo quota 36.000.000 (Credit Suisse se ne aspetta 44.000.000 nel 2022). Però la ricchezza è diminuita in Africa, nell’Area Asia-Pacifico ed è piatta in America Latina. I ricchi hanno aumentato la loro ricchezza decisamente di più di quanto sia successo aipoveri.

Se stiamo uscendo dalla crisi internazionale, lo stiamo facendo con un aumento della disuguaglianza. I- noltre, la ripresa della crescita si è concentrata soprattutto nei mercati finanziari più che nell’economia produttiva o di servizi, cioè nell’economia reale, dove nulla è cambiato dall’inizio della crisi.

Le distanze si allargano: il 10% più ricco della popolazione mondiale detiene l’88% della ricchezza, l’1% il 51,1%, cioè quanto il 99% della popolazione (all’inizio del millennio l’1% più ricco della popolazione deteneva il 25,5% della ricchezza).

Chi colpisce soprattutto questa povertà? Tra le fasce dei non-ricchi si trovano soprattutto i giovani: i Mil- lenials che magari hanno una formazione migliore dei loro genitori, ma hanno meno chances di loro di possedere ricchezza (casa, reddito, pensioni, ecc.). Il rapporto dimostra come i Millenials se la cavino peggio dei loro genitori alla loro età, pur appartenendo a gruppi di popolazione meno numerosi, che quin- di dovrebbero soffrire meno la concorrenza nell’accesso al mercato del lavoro. Invece non è così, forse anche perchè negli anni della crisi si sono ulteriormente ridotti gli investimenti pubblici.

MENO FINANZA SPECULATIVA, PIU’ ECONOMIA REALE E ACCESSO AL CREDITO

Perchè i divari continuano ad aumentare? La diminuzione della povertà è un obiettivo da perseguire. E’ un tema connesso da sempre con la giustizia, in particolare ad una equa distribuzione delle ricchezze ed alla possibilità di dare pari opportunità a tutti anche per il loro sviluppo economico. La società si dovreb- be adoperare perchè sia data a tutti la possibilità di superare le differenze dovute al luogo di nascita, al contesto sociale, alle condizioni culturali, alla situazione economica della propriafamiglia.

Ricevere credito è un diritto umano, per questo occorre agire e trovare modalità, come il microcredito, affinché le persone possano accedere al credito per migliorare la propria condizione economica attraverso lo sviluppo delle proprie capacità. E’ questo un aspetto importante della finanza etica. (…)

Occorre anche che della finanza etica si considerino le idee di cambiamento della finanza, in modo da riportarla più vicina all’economia reale. Ciò che sta avvenendo negli ultimi anni è l’introduzione di nuovi meccanismi finanziari che fanno crescere le disuguaglianze e non favoriscono la redistribuzione (…).

Sta succedendo con le grande istituzioni finanziarie: poche decine di loro controllano volumi di scambio molto maggiori del PIL. Sono quindi in grado di orientare le scelte economiche, politiche dei governi, impedire cambiamenti ad un sistema che mantiene ed accresce ricchezza e potere nel mondo finanziario stesso.

LE REGOLE POSSIAMO DETTARLE NOI CAMBIANDO I NOSTRI COMPORTAMENTI

Occorre allora che ci rendiamo conto che anche da semplici utenti possiamo avere un ruolo per cambiare una situazione strutturalmente portata a spostare le ricchezze verso pochi, creando multinazionali più im- portanti di grandi paesi (la prima società di borsa ha un capitale maggiore dell’Iran, paese ricco di petrolio con circa 80 milioni di abitanti).

Per farlo dobbiamo porci delle domande sul cambiamento che vorremmo, sulle cose da chiedere ai gover- ni, alla finanza e alle piattaforme informatiche di cui siamo utenti.

I social network e il web possono essere un nuovo modo per far sentire la propria voce, ma anche per sce- gliere in base a criteri di utilità sociale e ambientale. Si può chiedere di non essere solo utenti collaborato- ri, ma democraticamente proprietari dei social stessi.

Tassare le transazioni finanziarie è un buon modo per recuperare soldi da redistribuire laddove si trovano e al tempo stesso disincentivare la finanza lontana dall’economia reale. Una lotta seria all’elusione fisca- le, ottimizzando la tassazione, sia nei paradisi fiscali sia ripensando gli sgravi alle grandi imprese, aiute- rebbe a non far pagare proporzionalmente più tasse ai poveri attraverso le imposte sul loro lavoro o sui consumi.

Farsi domande su dove vanno i soldi dei risparmiatori e se contribuiscono ad un mondo migliore oppure no: è qualcosa da chiedere assolutamente alle banche per spingere il mondo ad essere più giusto.

* * * * *

Nell’atrio dell’ONU, a New York, si leggono queste parole:

Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, sono della stessa essenza. Quando il tempo affligge con il dolore una parte del corpo (anche) le altre partisoffrono. Se tu non senti la pena degli altri, non meriti di essere chiamato uomo.  Saadi di Shiraz, poeta e mistico persiano musulmano (Iran 1203-1291)

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