Foglio di Comunità – n° 12/2017

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 30/11/2017

LE EUCARESTIE

DOMENICA 10 dicembre: molte e molti di noi saranno presenti al seminario a Rimini

NATALE di GESU’: DOMENICA 24 dicembre ore 21 presso il FAT (vicolo Carceri 1) cCelebriamo la memoria della nascita di Gesù con la Veglia natalizia. Come facciamo da qualche anno, durante l’eucarestia faremo una colletta per continuare a sostenere “Medici con l’Africa”

| 

ASSEMBLEA DI COMUNITA’

Lunedì 18 dicembre, alle ore 21, presso il FAT, al posto del gruppo biblico.

|

GRUPPO BIBLICO

Ogni lunedì sera ore 21, al FAT: stiamo leggendo il libro della Genesi.

|

GRUPPO RICERCA

Ci incontriamo giovedì 14 e 28 dicembre, come sempre a casa di Paola ed Elio a Mira- dolo di S. Secondo. Continueremo la lettura del libro Sovrane di Annarosa Buttarelli (ed. Il Saggiatore 2013). Il gruppo, diventato numeroso, è aperto a chiunque voglia aggiun- gersi.

|

UN ABBRACCIO MOLTO AFFETTUOSO…

A Maria Franca, che siamo ansiosi/e di rivedere.

A Elsa, che ricordiamo sempre nelle nostre Eucarestie. Le auguriamo tanta serenità.

A Ugo che si riprenda al più presto e a Maria che gli è a fianco con tanta forza ed energia.

|

AGENDA DELLA PACE 2018

Come l’anno scorso la Segreteria Tecnica ha commissionato alla rivista CONFRONTI un certo numero di Agende 2018 (formato 10×15) al cui interno, a tutta pagina, c’è l’inserzione pubblicitaria/informativa delle Comunità Cristiane di Base. Ne abbiamo an- cora alcune copie che potete richiedere per voi o da regalare.

Luciana

 |

VIOTTOLI

E’ in spedizione il numero 2/2017 della rivista. Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segna- lazioni, recensioni, ecc.

Per chi ancora non lo avesse fatto, vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2017 e, volendo, ad anticipare quella del 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108 BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Vi invitiamo inoltre a richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per infor- mazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili alcune raccolte complete con tutti i nume- ri della rivista dal 1992 a oggi. Sul nostro sito www.cdbpinerolo.it cliccando su VIOTTO- LI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamen- te, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2016.

|

GRUPPO “USCIRE DALLE GUERRE”

Confermiamo l’incontro che avremo il 5 dicembre con alcuni/e consiglieri/e del Comune di Pinerolo per proseguire il confronto, avviato finora in sedi separate, su come passare da un’economia ed una politica di guerra ad una politica ed un’economia di pace, a parti- re da noi e dalla nostra città. Siamo molto lieti/e e fiduciosi/e per l’adesione che hanno dato alla nostra proposta. Vi terremo informati/e.

|

SEMINARIO NAZIONALE CDB
“BEATI GLI ATEI PERCHE’ INCONTRERANNO DIO”
RIMINI 8-9-10 DICEMBRE 2017

Della nostra comunità saremo una decina e ci occuperemo dell’organizzazione tecnica. Sarà faticoso, ma sicuramente una bella e coinvolgente esperienza.

Ai/alle partecipanti al seminario nazionale delle Cdb di Rimini:

Visto il numero di iscritti/e (170) saremo sistemati oltre che nella casa per ferie dei Sale- siani (dove svolgeremo il seminario) in altri tre hotel nelle immediate vicinanze (meno di 100m) per le notti e la colazione; pranzi e cene saranno invece tutti presso la casa per ferie.

Il pagamento della pensione completa (o dei soli pasti) e dell’iscrizione verranno effet- tuati presso la segreteria del seminario e non nei rispettivi hotel: ecco perché sarà possi- bile solo il pagamento in contanti (non essendo provvisti come segreteria tecnica delle CdB del POS).

La registrazione dei documenti e l’assegnazione della camera verrà effettuata per i tre hotel presso le rispettive reception, mentre per coloro che alloggeranno nella casa per fe- rie sarà al momento dell’iscrizione; tutti/e coloro che arriveranno il giovedì pomeriggio saranno alloggiati nella casa per ferie, mentre tutte le camere singole (e molte doppie) saranno situate nei tre hotel esterni.

Venerdì 8/12 alle ore 18:45 si svolgerà nel salone/teatro della casa per ferie, per chi lo desidera, la presentazione della mostra delle opere di Karin Peschau “Donne forti, donne ribelli, donne della RiformAzione”; interverranno la pittrice e Bruna Peyrot. La mostra sarà ospitata (in parte) presso la casa per ferie e nei locali della Chiesa Valdese di Rimini.

I gruppi di lavoro che seguiranno le relazioni di sabato 9/12 saranno 7, composti ognuno da 20-25 partecipanti e facilitati da una/due persone delle CdB di: Oregina, via Città di Gap, NordMilano, Verona, Isolotto, San Paolo, Cassano. Ogni gruppo si confronterà sulle medesime tematiche (emerse nelle due relazioni) e preparerà un breve resoconto che verrà presentato la domenica mattina. La scelta del gruppo avverrà al momento dell’i- scrizione.

Sabato 9/12 dalle ore 14:30 alle 15:15, introdotto da Gianni Novelli, verrà proiettato nel salone/teatro, per chi lo desidera, il video-testimonianza realizzato da Protestantesimo, del funerale di Giovanni Franzoni;

Per quanto riguarda il momento di festa autogestito del sabato sera (che molto proba- bilmente, per esigenze organizzative, verrà spostato alle 21.30) invitiamo le comunità (e chiunque lo desideri) a portare dolci (o cibi salati) da condividere ed eventuali strumenti musicali per allietare la serata; è confermato, in contemporanea, l’incontro del collega- mento nazionale delle CdB in cui dovremmo definire alcune questioni riguardanti l’in- contro europeo del 2018 e decidere la data del successivo collegamento da fare tra la fine di gennaio e metà febbraio.

La segreteria tecnica delle CdB

 |

CAPODANNO AL FAT

Anche quest’anno ci ritroveremo il 31 dicembre per salutare l’anno nuovo nei locali del F.A.T. con ritrovo alle ore 19 per la cena. I volontari e volontarie del F.A.T. prepare- ranno gli agnolotti sotto la guida di Angelo. Per il resto, ognuno/a porti qualcosa da con- dividere. A seguire, giochi vari e dalle ore 23 si sorteggeranno i premi della lotteria. Per motivi organizzativi le adesioni dovranno giungere entro giovedì 28 dicembre. Si può contattare Domenico o altri/e volontari/e del F.A.T.

|

UOMINI IN CAMMINO

Il gruppo UinC 1 si riunisce al FAT giovedì 7 e 21 dicembre alle ore 18,45

Il gruppo UinC 2 si riunisce al FAT martedì 19 dicembre alle ore 21

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

|

CENTRO DI ASCOLTO DEL DISAGIO MASCHILE

E’ operativo a Pinerolo – in via Bignone 40 – uno sportello di ascolto e di presa in cura di uomini che commettono violenze nelle relazioni intime e familiari.

L’orario di apertura è il seguente: lunedì dalle18 alle 20; giovedì dalle 16 alle 18.

Si può telefonare al 366 1140074, scrivere a liberidallaviolenzaodv@gmail.com op- pure venire di persona. Il servizio è gratuito e si svolge nel massimo riserbo.

Dopo il primo contatto telefonico il servizio si articola in colloqui individuali, per verifi- care e valutare le motivazioni, seguiti da un percorso di gruppo, della durata di alcuni mesi, in cui verranno affrontati e approfonditi i vari aspetti dei comportamenti violenti nelle relazioni affettive. Al termine di questo percorso verrà proposto ai partecipanti di consolidare il proprio cambiamento inserendosi stabilmente in un gruppo di auto mutuo aiuto. Trova il coraggio di chiedere aiuto CAMBIARE SI PUO’

|

CENTRO ANTIVIOLENZA “SVOLTA DONNA ONLUS”

 Siamo un gruppo di donne accomunate dalla volontà di offrire ascolto, accoglienza e so- stegno alle donne vittime di qualsiasi forma di violenza e di promuovere, attraverso ini- ziative di informazione e comunicazione rivolte alla popolazione, una cultura alternativa a quella della violenza di genere.

 Nell’intento di agire a favore di tutta la collettività, la nostra Associazione si propone di:

– attivare forme di ascolto ed accoglienza alle donne che subiscono violenza at- traverso l’operato del Centro di Ascolto Telefonico Svolta Donna con il numero verde gratuito 800 093 900

promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione sul tema della violenza attraverso la programmazione di iniziative pubbliche e la presenza dell’associazione durante manifestazioni, giornate dedicate [News ed Eventi] la stampa e diffusione di opuscoli informativi, la pubblicazione di atti di convegni, la redazione di ar- ticoli per giornali, riviste ed altri periodici, l’attività

OFFRIAMO GRATUITAMENTE I SEGUENTI SERVIZI

– ascolto telefonico al numero verde e accoglienza diretta nei nostri 5 sportelli sul territorio

– consulenza legale da parte di un gruppo di avvocate

– consulenza psicologica

– su progetti specifici percorsi di psicoterapia e attivazione di borse lavoro

– ospitalità temporanea in strutture di accoglienza, nei casi urgenti, in collaborazione con il Pronto Soccorso, le Forze dell’Ordine e il Servizio Sociale di competenza

– ospitalità presso la Casa Rifugio per donne che hanno deciso di intraprendere un per- corso di affrancamento dalla violenza

– incontri di sensibilizzazione programmati nelle scuole durante tutto l’anno scolastico

INOLTRE CI OCCUPIAMO DI:

– promuovere iniziative culturali di sensibilizzazione e di denuncia in merito al problema della violenza

– seguire gruppi di auto mutuo aiuto per donne che hanno subito violenza e che vogliono parlare e discutere del problema insieme ad altre donne

SPORTELLI DI ASCOLTO E ACCOGLIENZA

Sono 5 i nostri sportelli ad accesso diretto sul territorio., significa che ci si può presentare senza telefonare o prendere appuntamento. L’elenco lo trovate qui http://voltoweb.it/svoltadonna/sportelli-di-ascolto/

|

Da credenti, “oltre le religioni”: il seminario nazionale delle CdB

Sono due i libri da cui trae spunto e sostanza il seminario nazionale delle Comunità Cri- stiane di Base italiane in programma il prossimo 8-10 dicembre a Rimini (Casa per Ferie Don Bosco – Viale Regina Elena, 7: il programma completo e le informazioni per iscriver- si e partecipare le trovate su questo stesso numero, in ultima di copertina). I

l primo è l’opera postuma di Ortensio da Spinetoli, L’inutile fardello (Chiarelettere ed., arrivato in pochi mesi alla terza edizione), in cui il teologo cappuccino tenta di libe- rare la fede da dogmi e precetti, parole e liturgie sovrastrutturali rimettendo al centro della vita cristiana le parole e la testimonianza di Gesù.

Il secondo libro è di John Shelby Spong, María López Vigil, Roger Lenaers, José María Vigil, Oltre le religioni, un’opera pubblicata in Italia grazie alla partnership tra Adista e l’editrice Gabrielli (anche questo libro si può richiedere ad Adista) che raccoglie saggi di diversi teologi di punta; in particolare dal contributo del teologo spagnolo Vigil viene il titolo stesso del seminario delle CdB: “Beati gli atei perché incontreranno Dio”. Perché Dio, secondo il movimento delle Comunità di Base, va ormai declinato secondo paradigmi totalmente diversi da quelli tradizionali.

E le religioni vanno ripensate secondo modelli che non prevedano più la sottomissione dell’essere umano ad autorità, gerarchie, caste sacerdotali che pretendono di essere de- positarie di antiche credenze o verità delle quali sarebbero le uniche veraci interpreti, in quanto rivelate e compiute solo grazie ad esse. Così come sono ormai astoriche e incon- cepibili Chiese e istituzioni religiose che pongano se stesse e i loro insegnamenti al di so- pra della scienza e di ogni autorità civile.

Insomma, il seminario delle CdB si preannuncia dirompente nei contenuti (difficile in- fatti anche solo pensare ad una comunità di credenti che si interroga in modo così radi- cale sul senso stesso del proprio modo di vivere e declinare la fede) e particolarmente ric- co anche di contributi. Basta citare la presenza di don Ferdinando Sudati, Sergio Tanzarella, Augusto Cavadi, Giancarla Codrignani, Bruna Peyrot, Valeria Mi- lani Comparetti; ma anche della nostra redattrice Claudia Fanti, trait d’union tra quanto le Comunità di Base elaboreranno a Rimini e quanto invece Adista celebrerà con- temporaneamente a Roma, durante la festa-evento dei suoi 50 anni. Perché il cammino di Adista e delle CdB in questi decenni è corso sullo stesso binario di laicità, vangelo, Concilio e democrazia.

Proprio sui temi del seminario, e più in generale sulle prospettive d’impegno e di azione delle CdB, abbiamo posto alcune domande ad un suo storico animatore, Marcello Vigli. Di seguito l’intervista.

Quali sono le sfide che ritieni il movimento delle CdB sarà chiamato ad affron- tare nel prossimo futuro?

Sono quelle stesse che ogni Chiesa è chiamata ad affrontare oggi per testimoniare la fede in un mondo in cui la globalizzazione e la comunicazione telematica hanno rotto ogni confine fra culture diverse, imponendo agli abitanti del pianeta, uomini e donne, scelte radicali: rivendicare particolarità etnica e linguistica per riaffermare identità inconcilia- bili, o rinnegarle per integrarsi in un comune sentire da esprimere in sempre nuovi lin- guaggi. Il rischio che corrono è quello di considerare esaurita la loro esperienza dopo l’elezione di papa Francesco, cedendo alla tentazione costituirsi in gruppi di spiritualità nell’intento di superare il limite, individuale e collettivo, dell’umano che ci è dato di vive- re nel tempo, prescindendo dall’impegno collettivo a costruirla. Resta infatti inautentica e consolatoria ogni spiritualità che spinga a separarsi dagli altri, ponendosi fuori della storia.

A tuo giudizio quale è stato il lascito maggiore di Giovanni Franzoni al movi- mento delle Comunità di Base?

Con la sua scelta di vita ha testimoniato il messaggio che le Cdb rappresentano con la loro proposta di Chiesa altra. Ha mostrato il modo di essere cristiano fedele all’impegno di evangelizzare costruendo il Regno, ma rifuggendo alla tentazione di usarne l’annuncio per acquisire consenso e potere. Giovanni il potere ha saputo lasciarlo immergendosi in quella parte di umanità che affronta quotidianamente la lotta per evitare che i poveri siano sfruttati, i deboli siano oppressi e le minoranze siano emarginate. In questa pro- spettiva ha esercitato la sua cittadinanza politica; il suo impegno è stato esemplare per la coerenza con cui ha vissuto la distinzione fra politica e religione nella dimensione del- la laicità, riconoscendo il diritto dovere dello Stato di scegliere in piena autonomia le normativa per garantire la democrazia.

Il titolo del vostro incontro suggerisce l’idea che ci sia bisogno di più spiritua- lità, ma di meno “religione”. In che senso?

La religione fin dal suo imporsi nella vita associata degli uomini ha assolto a diverse funzioni. Al bisogno di darsi ragione della propria esistenza, di avere un referente supe- riore a cui appellarsi per avere sostegno e per ottenere giustizia. Proprio l’esercizio di questa funzione offrì ben presto giustificazione alla gerarchizzazione dei ruoli sociali at- tribuendo una giustificazione sovraumana a chi esercitava il potere. Col tempo la scienza la rese superflua anche nell’interpretazione dell’esistente, rendendo tutto umano l’esercizio della sovranità. Pur così ridimensionata nel suo ruolo “conoscitivo”, la religio- ne non perse del tutto, però, quello “politico” nel connubio fra l’autorità spirituale dei ca- pi religiosi e il potere, in diverso modo conquistato, da quelli politici in concorrenza con l’insorgere delle ideologie. In verità la loro “morte” ha rilanciato la religione pur se in di- verse forme, alcune anche del “fai da te”.

Il pontificato di papa Francesco ha fatto pensare a molti, nell’area del cosid- detto “dissenso”, ad una possibile apertura, riconoscimento, da parte della Chiesa gerarchica nei confronti di chi, come voi, ha detto con molti anni di an- ticipo ciò che oggi è all’ordine del giorno del rinnovamento ecclesiale che mol-ti, credenti e non credenti, attendono. Questo gesto da parte del papa e dell’e- stablishment ecclesiastico non è però arrivato, nemmeno nei confronti di Gio- vanni Franzoni, dopo la sua scomparsa. Come mai?

È forse improprio continuare a parlare di “dissenso” da tempo diventato, almeno nelle Cdb, proposta di “Chiesa altra”. Il termine si può oggi forse, paradossalmente, riutilizza- re per indicare l’area della destra ecclesiastica che si oppone, più o meno silenziosamen- te, al “revisionismo” teologico (molto blando) e alle innovazioni strutturali (poche in real- tà) di papa Bergoglio, che giustamente, dal suo punto di vista, non “apre” alle nostre esperienze. Il papa e ancor più il suo “establishment” hanno ben inteso che le loro rifor- me, pur sempre preziose se realizzate, hanno ben poco a che fare con quanto le Cdb han- no detto e fatto con molti anni di anticipo su ciò che oggi è all’ordine del giorno per ade- guare l’annuncio evangelico alle trasformazioni in atto nella società. Non a caso ha riabi- litato don Primo Mazzolari ed è salito a Barbiana, ma per Franzoni neppure un re- quiem per il suo funerale… troppo laico.

Valerio Gigante
Adista Notizie n° 40 del 25/11/2017

|

Per un cammino di spiritualità oltre le religioni

Già i primi cristiani, a partire da Paolo, ma ancor più i loro successori, insoddisfatti di un modesto immaginario fatto di parabole e ridotto al sintetico comandamento dell’amore, non seppero resistere alla tentazione di arricchire “la Parola” annunciata da Gesù di Nazareth, che aveva proclamato chi vede me vede il Padre.

Lo fecero inserendola in un discorso più complesso, infarcito delle parole e delle immagi- ni su Dio e sul cosmo, da lui creato, usate dai pensatori che le avevano inventate ed ela- borate, magari attribuendogliene la paternità.

Pronunciate da autorità che si proclamavano volute da Dio, assunsero il valore di verità assolute, che ben presto diventarono sistema.

Ne nacque un patrimonio di verità gestito da autorità che se ne arrogarono l’esclusiva – una di esse giungerà a dichiararsi “infallibile” – dando vita alla “teologia,” alle “teologie.

Queste condizionarono a lungo la vita sociale, aggiornandosi progressivamente con il trasformarsi dei rapporti sociali e politici.

Utilizzate nei secoli come bandiere identitarie per giustificare proselitismo e intolleran- ze, persecuzioni e guerre, furono col tempo sostituite dalle “ideologie”, più o meno sup- portate dall’avanzamento della ricerca scientifica.

A liberarcene un buon aiuto ci è offerto dalla sintesi che Ortensio ci ha lasciato in eredi- tà, ma solo il ricordo del passato ci aiuterà ad evitare l’errore di ricostruirci un nuovo “fardello”, come lui ha chiamato la religione.

Per questo sarà bene prestare molta attenzione alla storia dei tanti nomi di dio, con cui gli uomini hanno preteso di superare il loro limite attingendo alla conoscenza dell’Assoluto.

Resta infatti inautentica e consolatoria ogni spiritualità che tende a superare il limite, individuale e collettivo, dell’umano che ci è dato di vivere nel tempo, cioè nella storia, se non diventa partecipazione all’impegno collettivo a costruirla, considerando gli altri co- me compagni di strada con cui collaborare; magari amandoli se si segue l’insegnamento di Gesù di Nazareth.

Marcello Vigli

3 dicembre – 1^ Domenica di Avvento

Un’attesa “attenta”

State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento. È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare.Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quel che dico a voi, lo dico a tutti: “Vegliate”» (Marco 13, 33-37).

Il breve passo del Vangelo che la liturgia oggi ci propone ci esorta in modo ripetuto ad “essere svegli” e, come non bastasse, ci mette in guardia dal pericolo di “essere trovati addormentati”. Questi pochi versetti del Vangelo di Marco appartengono ad un capitolo che sostanzialmente costituisce un solo lungo discorso. Può darsi che questo continuo richiamo al “tempo che va verso la fine” alluda a qualche avvenimento che “era nell’aria” e che avrebbe potuto rappresentare, secondo Marco, una dura prova per la giovane comunità cristiana di allora.

Anzi, molti cristiani delle prima generazioni erano propensi a pensare che la fine del “tempo presente” fosse alle porte, imminente. Forse, anche per correggere questa ansia di conoscere i precisi tempi della fine, Marco mette sulla bocca di Gesù una frase tagliente che toglie spazio ad ogni calcolo: “Quanto a quel giorno o all’ora, nessuno ne sa niente, neppure gli angeli del cielo e neppure il figlio, se non il Padre” (Marco 13,32). Gesù, con questo chiaro riconoscimento della propria “ignoranza”, corregge e precisa quale deve essere l’atteggiamento dei suoi discepoli.

Ma questa affermazione della “venuta imminente” oggi, anzi da secoli, nella tradizione cristiana ha perso ogni senso. La storia ci ha fatto cadere la prospettiva dell’imminenza. Oggi il messaggio di questa pagina evangelica suona come richiamo e invito alla vigilanza, ad una attesa attiva, alla speranza: questo è il senso di quel periodo che chiamiamo “avvento”. Continua a leggere

26 novembre – Cristo Re dell’Universo

Possiamo fare di più…

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”. Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui straniero e non m’accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste”. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: “Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito?” Allora risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me”. Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna» (Matteo 25, 31-46).

Quando la mia mente non riesce a capacitarsi delle ingiustizie perpetrate dall’umano egoismo, sempre inossidabili, non scalfite dai messaggi d’amore, di giustizia e misericordia da millenni annunciati dai messaggeri di Dio; quando il grido di sofferenza urlato al Cielo dalle vittime di soprusi trova eco dentro la mia anima addormentata dal tranquillo benessere di questa società opulenta, questa pagina di Matteo sembra soddisfare la frustrazione che provo.

E’ la vendetta: Dio premierà, Dio punirà

Forse anche per Matteo e la sua comunità pensare al “Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso.”era un pensiero consolatorio che poteva calmare l’ansia circa le proprie incapacità a trasformare la propria vita e quella della società secondo il messaggio di Gesù. Fallimenti, persecuzioni e cedimenti mettevano a dura prova, trascinando il pensiero verso l’immagine apocalittica di un “giudizio finale” che affidava a Dio la soluzione di tutti i problemi e tormenti. Continua a leggere

19 novembre – 33^ Domenica del T.O.

Il regno dei cieli e’ una realta’ collettiva da costruire sulla terra

Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: “Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: “Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”. Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo”.Il suo padrone gli rispose: “Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti” (Matteo 25, 14-30).

Il Regno dei cieli

“Sarà simile a dieci ragazze…” (Mt 25,1), “E’ come un uomo… “(Mt 25,14), “Quando verrà il Figlio dell’uomo…” (Mt 25,31): i tempi sono ballerini (futuro – presente – futuro) perché “quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno ne sa nulla…” (Mt 24,36); “Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno verrà…” (Mt 24,42).

La saggezza ci dice di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, per tutta la vita: cioè il nostro quotidiano presente, il “qui e ora”. Mentre la fantasia si può sbizzarrire e moltiplicare gli immaginari intorno ad avvenimenti imponderabili, che sfuggono non solo al nostro controllo, ma addirittura alla nostra conoscenza… Anche Gesù, anche Matteo, avevano elaborato le loro “visioni” sui contenuti di miti millenari appartenenti ad ogni cultura. Ma sono miti, appunto: l’aldilà, la vita eterna, il Figlio dell’uomo che verrà sulle nubi, sedere alla destra o alla sinistra di Dio, ecc…

Non serve fondarli sulla fiducia nella sapienza divina di Gesù: intanto perché quella “divinità” è anch’essa un mito cristologico, che vale per chi ci crede e basta; e poi perché Gesù era un maestro nell’inventare similitudini e parabole per rendere accessibili ai “semplici” (Mt 11,25) pensieri assolutamente nuovi rispetto alla tradizione mosaica e sinagogale. Continua a leggere

12 novembre – 32^ Domenica del T.O.

L’attesa saggia e operosa

«Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell’olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell’olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: “Ecco lo sposo, uscitegli incontro!” Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: “Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Ma le avvedute risposero: “No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!” Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo: “Signore, Signore, aprici!” Ma egli rispose: “Io vi dico in verità: Non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora (Matteo 25, 1-13).

Il brano di Matteo che questa domenica la liturgia ci offre mi ha sempre dato da pensare; in verità non sempre riesco a coniugare questo racconto fatto da Matteo e la sua comunità con il messaggio che a me piace e da consolazione: Dio che accoglie sempre, ad ogni ora della vita, in qualsiasi circostanza chi lo cerca.

Questo è l’interrogativo che mi sorge dal cuore anche questa volta che mi accingo a riflettere con voi su questo brano. Poi però penso che Matteo avesse dei buoni motivi per dire questo e soprattutto il messaggio può essere diverso dal mio sentire. Infatti i biblisti fanno una riflessione che mi trova molto in sintonia.

Cosa può dirci il racconto?

Come prima immagine vi sono tre elementi portanti: L’attesa delle ragazze, il ritardo dello sposo e il contrasto fra i due gruppi di ragazze, quelle prudenti e quelle stolte. In verità l’ultimo aspetto appare solo al termine del brano mentre all’inizio i due gruppi di vergini sono unite nel racconto. Continua a leggere

1 2 3 37