24 settembre – 25^ Domenica del T.O.

All’ultima ora…

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale, sul far del giorno, uscì a prendere a giornata degli uomini per lavorare la sua vigna. Si accordò con i lavoratori per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscì di nuovo verso l’ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna e vi darò quello che sarà giusto”. Ed essi andarono. Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. Uscito verso l’undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?” Essi gli dissero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dà loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi”. Allora vennero quelli dell’undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. Venuti i primi, pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch’essi un denaro per ciascuno. Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: “Questi ultimi hanno fatto un’ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo”. Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te. Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?” Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi» (Matteo 20, 1-16).

Matteo inserisce la parabola dei lavoratori chiamati a tutte le ore tra il racconto del giovane ricco seguito dal dialogo con Pietro sulla ricompensa per i discepoli (cap.19,16-30) e la richiesta di ottenere due posti di prestigio per i propri figli fatta dalla madre di Giacomo e Giovanni (20,20-28).

Questi racconti terminano con le affermazioni di Gesù: “Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi” (19,30), “Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi” (20,16) e “..ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere primo tra voi, si farà vostro schiavo..”(20,26-27).

E’ evidente quanto sia importante per i discepoli trasmetterci il messaggio di Gesù sul Regno di Dio che capovolge i criteri predefiniti e discriminanti di ogni organizzazione sociale. Il più piccolo mangia il più grosso, il più furbo “frega” il più ingenuo, il più veloce ottiene il posto migliore e così via…, mille e mille esempi di una logica che non fa altro che dimostrare una cosiddetta “legge naturale” che perpetua l’esistenza di primi ed ultimi, dove questi, gli ultimi appunto, sono perennemente considerati inutili o dannosi oppure invisibili, anonimi. Continua a leggere

17 settembre – 24^ Domenica del T.O.

Veniamo al mondo per essere felici… e ci comportiamo da imbecilli

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.  Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello» (Matteo 18, 21-35).

La più classica delle competizioni maschili, “Chi è il più grande?..” (v 1), offre a Matteo lo spunto per mettere in bocca a Gesù una lunga e articolata sequenza di consigli sulla qualità delle relazioni di cui gli adulti devono essere capaci, esercitandovisi in tutte le situazioni: nei confronti, in particolare, di bambini e bambine (1-14), uomini e donne in formazione, ma anche di ogni “fratello” (15-35), senza scuse plausibili per sottrarvisi.

Il linguaggio è durissimo nei confronti di chi dà scandalo e pecca: sarebbe meglio affogare con una macina al collo… tagliarsi e gettare lontano la mano o il piede… cavarsi un occhio… piuttosto che rendersi responsabili dello smarrimento e della perdita esistenziale di uno solo “di questi piccoli”.

A questo punto Matteo sembra cambiare argomento, passare a un ipotetico ‘punto 2’: “se tuo fratello pecca contro di te…” (v 15); si apre il paragrafo che ci è sempre stato presentato come dedicato alla “correzione fraterna”. Ma è difficile non leggerlo collegato ai quattordici versetti che lo precedono e non vederci anche un suggerimento sull’”aiuto” reciproco necessario per uscire dalla situazione di “peccato” in cui si trova chi “dà scandalo ai piccoli”. Quale adulto/a può chiamarsene fuori? Continua a leggere

10 settembre – 23^ Domenica del T.O.

Relazioni comunitarie

Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;  se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo. In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». (Matteo 18, 15-20).

Il brano che la liturgia cattolica ci propone, in questa 1a domenica di settembre, fa parte del cap. 18 che racchiude tutta una serie di esortazione per la comunità di Matteo.

Come spesso accade, probabilmente queste parole non sono state dette da Gesù nell’ordine cronologico con cui le leggiamo, ma il messaggio è stato trasmesso in più occasioni di incontro con i discepoli e i fedeli della Palestina.

Credo sia importante aggiungere una piccola annotazione: alcuni testi aggiungono dietro le parole “se qualcuno pecca” le parole “contro di te”. Sono traduzioni diverse, ma se se accetta la seconda versione la prospettiva potrebbe cambiare riducendo, se così si può dire, il problema tra due persone che sono invitate a risolvere la questione ricorrendo eventualmente all’autorità disciplinare giudaica.

Però alcuni codici, secondo il Fabris più autorevoli, come il Sinaitico ed il Vaticano oltre ad alcuni scritti copti e autori antichi si limitano alle parole”se qualcuno pecca”. Continua a leggere

Foglio di Comunità – n° 9/2017

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 31/08/2017

LE EUCARESTIE

DOMENICA  10 settembre :        preparano Antonella e Domenico

DOMENICA  24 settembre :        prepara Luciana

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ASSEMBLEA  DI  COMUNITA’

 Domenica 24 settembre, alle ore 10,30 circa, dopo la celebrazione dell’Eucarestia.

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GRUPPO  BIBLICO

Ogni lunedì sera ore 21 al FAT: inizieremo (il 4 e l’11 settembre) con l’introduzione al libro della Genesi (la cui lettura inizierà nel mese di ottobre);

nel frattempo termineremo, ognuno/a per conto suo, la lettura del libro “Oltre le religioni. Una nuova epoca per la spiritualità umana”, che ci sta coinvolgendo molto. Il 18 e il 25 settembre dedicheremo la serata a condividere le riflessioni emerse e concluderemo così la lettura del libro.

Ricordiamo che su questo testo il Collegamento nazionale CdB ha scelto di organizzare il seminario nazionale di dicembre.

A ottobre riprenderemo con il libro della Genesi.

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UN ABBRACCIO MOLTO AFFETTUOSO…

A Franco Galetto, ritornato finalmente a casa dopo più di due mesi di ospedali… Bentornato!!

A Piero Nota ed Elsa Gelso, che si sono fatti compagnia per qualche giorno a Villa Elisa (Torre Pellice). Agli amici e alle amiche dell’Aquila, che neppure quest’anno siamo ancora riusciti ad andare a trovare (ma la promessa rimane valida…).

A Maria Franca che speriamo di vedere presto tra noi…

E, infine, a chi fa le vacanze nel mese di settembre, come Domenico e Antonella e il gruppo “elaborazione del lutto”…

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GRUPPO  RICERCA

 Riprendiamo gli incontri quindicinali giovedì 7 settembre, come sempre a casa di Paola ed Elio. Come abbiamo preannunciato sul foglio cdb di luglio-agosto proveremo a “parlare di politica”, cominciando con la lettura del libro Sovrane” di Annarosa Buttarelli (ed. Il Saggiatore 2013).

Se qualcuno/a è interessato/a, questo è il momento di farsi avanti: il gruppo è aperto a chiunque lo desideri.

Carla e Beppe

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AGENDA DELLA PACE 2018

Come l’anno scorso la Segreteria Tecnica delle CdB ha commissionato alla rivista CONFRONTI un certo numero di Agende 2018 (formato 10×15) al cui interno, a tutta pagina, c’è l’inserzione pubblicitaria/informativa delle Comunità Cristiane di Base. Anche la nostra CdB ha prenotato alcune copie che sono già disponibili e che potete richiedere per voi o da regalare.

Luciana

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 VIOTTOLI

Stiamo preparando il prossimo numero della Rivista. Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Prossima redazione: domenica 3 settembre, ore 20,30, presso la sede della CdB

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2017: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108    BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Vi invitiamo inoltre a richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili alcune raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi. Sul nostro sito www.cdbpinerolo.it cliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2016.

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GRUPPO “USCIRE DALLE GUERRE”

 Una delle iniziative a cui il gruppo ha collaborato è stata la richiesta al Consiglio Comunale di Pinerolo di conferimento della “cittadinanza onoraria” al leader kurdo Ocalan, sempre incarcerato in Turchia. Il Consiglio Comunale ha approvato il conferimento e sabato 29 settembre consegnerà ufficialmente il documento nelle mani di rappresentanti di Ocalan. Per questa occasione il Comitato di solidarietà “Pinerolese  per il Kurdistan” ha distribuito giorni fa il volantino che riportiamo di seguito.

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Abdullah Ocalan cittadino onorario di Pinerolo

Vorremmo condividere le ragioni che ci hanno spinto, insieme a molte associazioni del Pinerolese, a sottoporre questa iniziativa al Consiglio Comunale di Pinerolo che ne ha recepito l’importanza tanto da conferire la cittadinanza ad Abdullah Ocalan con delibera votata all’unanimità.

Leader del popolo curdo, fondatore del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) in carcere dal 1999 in Turchia, Abdullah Ocalan non ha mai smesso di proporre soluzioni al conflitto che contrappone il popolo curdo allo stato turco

Più volte nel corso del tempo ha indicato nella cessazione delle ostilità e nella concessione di autonomia amministrati va e culturale la via per superare un conflitto armato che dura da più di 40 anni.

La teoria politica da lui elaborata, denominata confederalismo democratico, che prevede il superamento degli stati nazione grazie. a una democrazia diretta che ne svuoti pacificamente la ragion d’essere e superi naturalmente la convenzione dei confini imposti ai popoli, ha sempre più sostenitori nelle zone del Medio Oriente duramente colpite dal conflitto con l’Isis.

In molte zone liberate del nord della Siria è in atto il tentativo di applicare i principi di Ocalan basati principalmente su democrazia, parità di diritti per tutti i gruppi etnici e uguaglianza di genere.

Purtroppo il governo della Turchia, accantonate le aperture al dialogo degli anni precedenti, dal 2015 ha ripreso ed intensificato le azioni militari non solo verso la guerriglia curda ma anche verso la popolazione civile che subisce uccisioni, arresti e la distruzione di intere città.

Unitamente a ciò il percorso liberticida del governo turco ha portato all’incarcerazione di decine di esponenti politici compresi deputati al parlamento e sindaci di grandi città, di giornalisti ed esponenti della società civile.

A Ocalan non è permesso vedere i suoi legali dal 27 luglio 2011 ed i, suoi familiari dal 11 settembre 2016

Riteniamo che l’iniziati va del Consiglio Comunale di Pinerolo vada sostenuta e condivisa e ci impegneremo nelle prossime settimane in iniziative di informazione che culmineranno il 29 e 30 settembre quando la cittadinanza onoraria verrà ufficialmente conferita.

Comitato di solidarietà “Pinerolese per il Kurdistan”

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UOMINI  IN CAMMINO

Riprendiamo l’attività dopo la sospensione estiva

Il gruppo UinC 1 si riunisce al FAT giovedì 28 settembre alle ore 18,45

Il gruppo UinC 2 si riunirà nella sede dell’ARCI mercoledì 13 e 27 settembre, alle ore 21.

L’incontro di giovedì 14 settembre del gruppo UinC 1 è annullato perchè in 6 (più Maria) andremo a Palermo dal 14 al 18 settembre, per incontrare il gruppo uomini di quella città. Credo che avremo molto da raccontare al ritorno, perchè il programma che stiamo concordando è denso (ma ci regaleremo anche un bagno nelle acque di Mondello…).

Liberi dalla violenza – Stiamo lavorando per aprire ad inizio ottobre lo sportello di ascolto e presa in cura di uomini che commettono violenze nelle relazioni con le donne. Organizzeremo incontri e iniziative a Pinerolo e nei paesi del territorio per farci conoscere. Saremo presenti dal 7 al 10 settembre in uno spazio della manifestazione di Direfarecosolidale in via Principi d’Acaja nel centro storico di Pinerolo, dove distribuiremo materiale informativo.

Domenica 24 settembre in piazza d’Armi a Pinerolo collaboreremo (soprattutto Francesco, in verità) alla “Giornata di festa e movimento per bambini e bambine dai 3 agli 11 anni” organizzata dall’ANAPACA. Portate figli, figlie e nipoti di quella fascia d’età: l’orario dei giochi è 11-13 e 15-17; pranzo al sacco.

Sabato 30 settembre i due GU (con le famiglie, come il solito) si ritroveranno a casa di Ezio a Cantalupa per una “merenda sinoira” a base di gofri.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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IL NOSTRO SALUTO AL SINODO VALDO-METODISTA

Cari fratelli, care sorelle,

scriviamo queste poche righe per portarvi il nostro fraterno saluto ed esprimervi la vicinanza delle comunità cristiane di base italiane. Anche quest’anno seguiremo con attenzione il Sinodo. Possa il soffio dello Spirito guidarne i lavori, nell’amore e nella libertà, e continuare ad animare, ogni giorno, la testimonianza delle vostre comunità.

I temi che affronterete ci paiono quanto mai attuali e importanti per tutti/e in questa Italia che, giorno dopo giorno, diviene sempre più egoista, intollerante, ineguale. Quando si sollevano problemi e si aprono cammini di dialogo, come è avvenuto anche in questi ultimi tempi, si ritrova la voglia di discutere e di confrontarsi. Solo così in una chiesa il pluralismo teologico e pastorale si arricchisce e non rompe l’unità della fede.

In ogni epoca della storia italiana vi sono state ombre e luci. E così, naturalmente, è anche oggi. In tale contesto riteniamo importante ricordare con riconoscenza la presenza, nel nostro Paese, delle Chiese valdesi e metodiste con la loro storia, la loro vita e la loro testimonianza di fede, le loro pratiche di laicità, accoglienza e solidarietà.

Ci conceda il Signore di intensificare il dialogo e la collaborazione con le vostre comunità a noi più vicine, aiutandoci a camminare nel solco dell’Evangelo, illuminati dalla Sua grazia.

La Segreteria nazionale delle CdB italiane
Pinerolo (TO), 20 agosto 2017

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ECCOCI, GIOVANNI, CI SIAMO!

Giovedì 13 luglio. Non abbiamo ancora finito di pranzare e arriva la notizia: Giovanni ci ha lasciati. Era disteso sul suo letto quando Yukiko lo ha chiamato per il pranzo e lui ha risposto prontamente: Eccomi! Poi più niente. È rimasto lì, le gambe penzoloni fuori dal letto, come nel tentativo di alzarsi. Ci lascia con quell’ultima parola sulla bocca: Eccomi! Ci sono.

Un po’ di smarrimento. Alcuni di noi vanno a casa di Giovanni. È già vestito. Qualche carezza e poi rimaniamo lì confusi, impotenti. Arriva anche Jawad, il ragazzo afghano che negli ultimi tempi lo accompagnava in macchina. Ci abbracciamo. È inconsolabile. La notizia corre, non si sa neanche attraverso quali canali, messaggi e telefonate si susseguono. Tanti, tantissimi. Non c’è un cliché prestabilito. Ci riuniamo la sera in comunità per decidere cosa fare. Qualche divergenza sul dove fare i funerali. Ci aspettiamo tanta gente, la sede della comunità è troppo piccola. Quella sede d’altra parte sembra il luogo più adatto per il nostro saluto a Giovanni, tra quelle mura disadorne, che raccontano un percorso di fede e libertà. Si fa avanti l’idea di un saluto intimo, tra di noi. Poi Elena ci aiuta a capire. Giovanni non è nostro. Dobbiamo scegliere un luogo che consenta alle tante persone i cui percorsi si sono incrociati con il suo di partecipare a quel momento. E Aldo aggiunge: Giovanni non appartiene a noi, appartiene alla storia. Alla fine la decisione è presa: si farà nel centro polivalente parco Schuster, nel parco sull’Ostiense a fianco della basilica di S. Paolo. Una struttura grande, apribile su due lati verso il parco. Staremo un po’ dentro e un po’ fuori, a ricordarci quella zona di confine tra dentro e fuori, quel cammino al margine percorso da Giovanni. Con sofferenza, con dignità e con coraggio.

Il venerdì pomeriggio Giovanni arriva nella sede della comunità di S. Paolo. Ci sarà una veglia per tutta la notte, alternandoci fino alla mattina del sabato, quando ci saranno i funerali. Durante la veglia letture, pensieri, ricordi, canti. Tanta commozione. Incontri di persone che non si vedevano da anni. Nel cuore della notte si ritrovano a vegliare Giovanni Elena e Marco, stessa cucciolata nel laboratorio di religione di tanti anni fa. Ora sono quarantenni.

Alle 9 di sera arrivano i monaci, l’abate, don Roberto, don Isidoro, che era con Giovanni e con la comunità ai tempi del nostro percorso in basilica, ed un monaco giovane. Don Roberto ricorda Giovanni. Ci racconta il suo disagio prima di incontrarlo, la paura del suo e del nostro giudizio per l’allontanamento di Giovanni dalla basilica. Racconta anche la sua sorpresa quando, in occasione del primo incontro, Giovanni gli ha baciato l’anello. Non capiva perché lo avesse fatto. Non lo capiamo neanche noi. Lui che, da abate, l’anello se l’era tolto, dopo che qualcuno glielo aveva baciato mentre distribuiva la comunione. Una cosa però è certa: se lo ha fatto per lui doveva avere un senso. Giovanni ti spiazza sempre, non finirà mai di sorprenderci! Poi un grande regalo dei monaci per lui: un canto gregoriano.

E arriva il sabato mattina, il momento di accompagnare Giovanni fuori dal nostro stanzone di via Ostiense 152. Ci pensano i ragazzi a prendere la bara in spalla. Yukiko aveva espresso questo desiderio. Cantiamo insieme We shall overcome. Quando ci riusciamo, senza che la voce ci rimanga spezzata in gola. E sono ancora i ragazzi a portarlo attraverso il parco fino al luogo della celebrazione eucaristica. I rintocchi lenti delle campane della basilica sono per lui. La voce di Cristina che canta Pie Jesu, dalla Messa “Requiem” di Gabriel Fauré, ci avvolge tutti e tutte. La bara a terra assediata da ragazzi e ragazze, tutti per terra accanto a lui. Tante persone sono lì insieme alla comunità. Amici delle comunità cristiane di base italiane, delle riviste Adista, Confronti, Riforma, Nev (Notiziario delle Chiese evangeliche), della rubrica di Rai 2 Protestantesimo, ex scout, sacerdoti, suore, monaci, protestanti, musulmani, atei, amici palestinesi e iracheni, un gruppo di omossessuali credenti, gruppi femministi, vecchi amici che non vedevamo più da anni, volti a noi sconosciuti. Tutti insieme a dare il loro saluto a chi, oltre la religione e le religioni, ha saputo parlare il linguaggio della profezia e della fede, il solo capace di arrivare al cuore di tutti.

Al Padre nostro ci stringiamo le mani. Un imam, che siede accanto ad un monaco, gli prende la mano. E poi spezziamo insieme il pane, come Gesù ci ha chiesto di fare. In quel pane spezzato c’è il corpo, la vita di Gesù spezzata per gli emarginati e le emarginate del suo tempo. Giovanni quel pane l’ha spezzato in tutta la sua vita, con tutti coloro che nella nostra società sono messi ai margini, pagando lui stesso il prezzo dell’emarginazione. Vengono distribuiti i cestini con il pane e le coppe del vino. Vedo l’imam prendere il pane (il vino no), poi è la volta della comunione dei monaci, che gli sono accanto. La voce di Marta che canta Gracias a la vida. E tanti altri canti. Jacopo gli dedica Suzanne, di L. Coen.

Mentre Giovanni esce, il saluto finale è affidato a Freedom:

Oh freedom, oh freedom, oh freedom
over me, over me
And before I’ll be a slave, I’ll be buried in a grave,
I’ll go home to my Lord,
and be free, and be free.

Ed ora c’è il dopo da affrontare. Un giorno di qualche anno fa, parlando del Buddha, l’illuminato, Giovanni ci raccontava le sue parole in punto di morte, rivolte ai discepoli che piangevano: «Bisogna che io muoia perché voi diventiate Buddha».

Che la tua luce, Giovanni, ci invada e faccia uscire tutta la luce che è nascosta dentro di noi.

Al tuo “Eccomi” rispondiamo con il nostro: Eccoci, Giovanni, ci siamo!

Dea Santonico

3 settembre – 22^ Domenica del T.O.

Portare la nostra croce: una scelta responsabile

Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».  Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni (Matteo 16, 21-27).

E’ la prima volta che nel Vangelo di Matteo Gesù annuncia in modo esplicito il cammino verso la croce, come senso e conclusione della sua missione.

Questo, probabilmente, per sciogliere ogni equivoco in quanti (ed erano la maggioranza, se non la totalità) nella predicazione del Regno di Dio intendevano la rinascita e la rivalsa del nazionalismo giudaico.

Pietro, legato come tutti alla concezione del messianismo trionfante, non accetta la prospettiva della croce, suscitando la dura reazione di Gesù. Pietro, la roccia su cui fonda la chiesa (v 18), diventa Satana, ossia ripropone la tentazione della potenza, come nel deserto.

Penso che questa oscillazione tra fedeltà e tradimento, che qui viene impersonata da Pietro, in realtà individua un percorso, o almeno un rischio, che accomuna molte persone, dalle origini cristiane fino a noi.

Nessuno/a di noi, per quanto oggetto della benevolenza di Dio, è mai al riparo dal rischio di diventare Satana e scandalo. Continua a leggere

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