27 maggio – Santissima Trinità

Io sono con voi…

Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28, 16-20).

Il testo, che conclude il vangelo di Matteo, è il racconto delle ultime raccomandazioni di Gesù ai discepoli. Il distacco di Gesù risorto dai suoi è descritto in modo diverso nei sinottici e in Giovanni.

Marco racconta che Gesù apparve, dopo la morte, prima a Maria Maddalena, poi a due discepoli e ancora agli undici radunati a tavola in Gerusalemme. Li inviò a predicare il vangelo in tutto il mondo, a ogni creatura “…chi crederà e sarà battezzato sarà salvo..”, quindi venne assunto in cielo (Mc 16, 9-20).

In Luca non è Gesù che si mostra a Maria Maddalena e alle donne, ma l’annuncio della resurrezione è dato da due uomini in vesti sfolgoranti. L’evangelista mette invece in grande risalto l’incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus e successivamente con gli undici increduli davanti a cui mangiò e poi “…aprì loro la mente perché comprendessero le scritture.. “ e annunciò che nel suo nome sarebbe stata predicata la conversione a remissione dei peccati, in tutte le nazioni cominciando da Gerusalemme. Quindi salendo a Betania li benedice e scomparve in cielo.

Una differenza più consistente riguarda il luogo dell’incontro: per Matteo avvenne in Galilea, per Marco e Luca a Gerusalemme. Giovanni parla di più incontri di Gesù risorto con i discepoli, in Gerusalemme e sul lago di Tiberiade dove avvenne la riabilitazione di Pietro e l’annuncio della sua missione. Continua a leggere

20 maggio – Pentecoste

Il Vento di Dio

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio» (Atti 2, 1-11).

Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio (Giovanni 15, 26-27).

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà (Giovanni 16, 12-15).

Il suggestivo racconto del secondo capitolo del libro degli Atti degli Apostoli ha un significato illuminante. Tra persecuzioni, lotte e difficoltà di ogni genere il movimento di Gesù si radica e si espande oltre Gerusalemme e prende il largo. Quegli uomini che fuggirono nell’ora della passione e della morte di Gesù, ora diventano intrepidi annunciatori e testimoni di quel profeta sconfitto e crocifisso. Essi, anche affrontando il carcere, dichiarano apertamente che Dio ha resuscitato quel Gesù che l’iniquità dei potenti ha ucciso.

Il racconto degli Atti si fa avvincente capitolo dopo capitolo. Il messaggio annunciato da Gesù corre per le vie del mondo: Gerusalemme, Antiochia, Listri, Derbe, Tessalonica, Berca, Corinto, Efeso… . Tra “conversioni”, problemi, defezioni… nascono piccole comunità in cui uomini e donne si orientano sulla “strada” di Gesù.

Luca scrive verso gli anni ’80, quando ormai questi fatti sono in pieno svolgimento. Nelle comunità si incontrano, s’intrecciano e si scontrano “lingue” diverse, culture molto differenti che cercano di vivere esperienze di condivisione. Nelle pagine degli Atti, Luca scrive la “storia di ieri”, ma soprattutto cerca di parlare alla sua generazione di cristiani, quando ormai i discepoli della prima ora sono tutti morti e l’entusiasmo delle origini può essersi attenuato. Continua a leggere

13 maggio – Ascensione del Signore

Andate e predicate…

Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano (Marco 16, 15 – 20)

Questi versetti che chiudono il vangelo di Marco, concludono anche il racconto della resurrezione e delle apparizioni di Gesù, di cui parla tutto il capitolo 16. Il brano inizia con un chiaro invito ad andare in tutto il mondo a predicate il vangelo ad ogni creatura.

L’invito è rivolto agli undici che non avevano creduto né a Maria di Magdala che, insieme all’altra Maria, madre di Giacomo e di Giuseppe (Mt. 28,9), per prima aveva visto Gesù risorto, ed era andata subito da loro a dirlo, né avevano creduto ad altri due di loro che videro Gesù mentre erano in cammino verso la campagna (I discepoli di Emmaus).

Quando ormai la comunità di Marco si trovava “in mare aperto”, probabilmente verso la metà del secondo secolo, un redattore a noi sconosciuto aggiunse al testo precedente i versetti 9 – 20. Una appendice teologica più che una conclusione. Egli non cercò di “armonizzare” il suo scritto con la chiusura precedente (v. 8), ma si preoccupò di testimoniare come i discepoli continuarono il cammino di Gesù in un contesto missionario.

La predicazione e la testimonianza del Vangelo nelle vie del mondo conoscono una stagione nuova. Gesù ha compiuto la sua missione e Dio lo ha preso con sé. Egli è “assiso alla destra di Dio” (non si dice che è Dio), ma continua in qualche modo ad operare con i discepoli. Gli altri vangeli parlano dell’invio dello “spirito di Dio” che darà forza per la loro missione. Qui il redattore invita alla consapevolezza che in qualche modo Gesù continua la sua opera vicino ai discepoli. Continua a leggere

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