Foglio di Comunità – n° 9/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 31/08/2018

LE  EUCARESTIE

DOMENICA  9  settembre: prepara Beppe

DOMENICA 23 settembre : eucarestia nell’Incontro europeo CdB a Rimini

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ASSEMBLEA  DI COMUNITA’

Martedì 25 settembre, ore 21

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GRUPPO BIBLICO

Il gruppo settimanale di studio biblicoriprenderà lunedì 3 settembre, ore 21, al FAT, con l’introduzione al Vangelo di Marco. Invece lunedì 24 ci riposeremo dalle fatiche del Convegno europeo…

Completeremo inoltre, seppur velocemente, la conoscenza del Pentateuco:

dopo l’incontro di mercoledì 29 agosto in cui Eliana ci ha presentato il Libro dei Numeri, martedì 2 ottobre, alle ore 21, presso il FAT, Beppe ci presenterà il libro del Deuteronomio.

GRUPPO DONNE

Stiamo preparando il laboratorio sul tema “Povertà, lo sguardo delle donne: pensieri e pratiche” che condurremo durante il Convegno Europeo delle Cdb nel mese di settembre

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GRUPPO RICERCA

Riprendiamo il 6 settembre, come sempre a casa di Paola ed Elio. Concluderemo il periodo dedicato a testi di politica delle donne ascoltando il racconto che ci ha fatto Graziella Borsatti sulla “fine” della sua esperienza di sindaca di Ostiglia (Mantova) e degli incontri tra le giunte di Ostiglia e di Spinea (Venezia) organizzati dall’Associazione Identità e Differenza.

Abbiamo poi deciso di accogliere la proposta di Doranna: leggeremo il libro “Stupro a pagamento” sulla prostituzione, di Rachel Moran (la recensione fatta da Doranna è sul numero di Viottoli 1/18, fresco di stampa).

Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI

E’ organizzata per domenica 7 ottobre. Stiamo cercando, con l’ARCI, ALP, il gruppo Uscire dalle Guerree tutte le associazioni che contatteremo, di organizzare un pullman da Pinerolo. Dovremmo farcela con circa 40,00 € a testa, se lo riempiamo. Adesioni entro il 15 settembre. Parliamone anche agli amici e alle amiche: argomenti e motivazioni non ci mancano di sicuro.

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SEGRETERIA TECNICA DELLE CDB

E’ convocata per lunedì 3 settembrealle ore 9,30 a casa di Paolo.

All’ordine del giorno: Convegno europeo Cdb a Rimini; proposta per prossimo Collegamento nazionale Cdb; convocazione della redazione per preparare il prossimo numero di Viottoli.

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DALL’ABRUZZO ABBIAMO PORTATO…

 Immagini di macerie e rovine causate dai terremoti del 2009 e del 2016; di cantieri e gru in ogni città e in ogni più piccolo borgo; di panorami bellissimi e, purtroppo, di segnaletica a volte scarsa o addirittura assente per escursionisti non pratici dei luoghi, come noi…

In compenso abbiamo sempre incontrato persone generose, a cominciare da Maria Franca, che ci ha ospitati nel nostro breve soggiorno a L’Aquila, suo fratello Michele e sua cognata Caterina, che ben conosciamo da quando abbiamo organizzato i tour dell’orchestra giovanile dell’Aquila, da lei diretta.

Abbiamo passato una serata con loro e con Lucia, suo marito Giovanni e il loro piccolo Leonardo. Tutti e tutte ci hanno affidato i loro saluti affettuosi per la nostra comunità e per Pinerolo.

Di ospitalità e generosità abbiamo fatto esperienza ogni giorno, grazie a donne e uomini che ci hanno dedicato tempo, aiuto materiale, buon cibo, buon vino e desiderio di relazione.

Infine, portiamo anche una proposta da parte di Caterina Imbrogno: lei è una bravissima pianista e con una sua amica violinista ha predisposto una Conferenza-Concerto sulle “Donne nella musica”, accompagnando le loro esecuzioni con slides e brevi interventi su femminismo, differenza di genere, violenza maschile alle donne…

Bisogna parlare, diffondere, insistere” ci ha detto Caterina con grande convinzione. Verrebbero volentieri anche a Pinerolo, chiedendoci il solo rimborso-spese. Pensiamoci… Intanto possiamo ascoltarle sul sito inuoviphilarmoniciensemble.it.

Carla e Beppe

SINODO DELLE CHIESE VALDESE E METODISTA

Come ogni anno, è in pieno svolgimento a Torre Pellice il Sinodo delle Chiese Valdese e Metodista, convocato per affrontare temi quali: ruolo della chiesa, bilancio sociale, diaconia fra servizio e predicazione, migrazioni, accoglienza, ecumenismo.

Abbiamo scritto loro un breve messaggio di saluti e auguri a nome delle CdB italiane:

Care sorelle, cari fratelli,

che vi state preparando a vivere anche quest’anno il vostro Sinodo: desideriamo farvi giungere i nostri saluti e un caloroso augurio di buon lavoro.

E’ un appuntamento importante non solo per le vostre Chiese, ma per tutte le Chiese che si riconoscono nel Vangelo e per tutte le donne e tutti gli uomini che cercano amore, giustizia, libertà. Le Comunità Cristiane di Base italiane lo seguono sempre con attenzione.

Anche quest’anno affronterete temi di grande attualità e importanza: in particolare i flussi migratori di uomini e donne che cercano migliori condizioni di vita, per sé e per i propri figli e le proprie figlie, e che si scontrano troppo spesso con l’egoismo e le paure di un’Italia e un’Europa incapaci di accoglienza e condivisione; che rifiutano, soprattutto, di avviare un doveroso processo di autocoscienza per indagare e nominare le proprie responsabilità nelle cause di queste migrazioni.

Il vostro impegno nel garantire a tante persone di poter migrare in sicurezza è un esempio che vorremmo contagiasse anche le nostre Istituzioni: per questo e per tutte le persone che aiutate vi siamo riconoscenti e continueremo a sostenervi.

Così pure vi confermiamo la nostra riconoscenza per la vostra testimonianza di fede, laica, solidale e accogliente, con cui desideriamo restare in relazione di dialogo e ricerca, utilizzando tutte le occasioni di incontro, di studio, di iniziative sociali e culturali sui nostri territori.

In particolare, permetteteci di ringraziare le donne: le pastore e teologhe, alcune delle quali accolgono sempre generosamente i nostri inviti a seminari e convegni, e tutte quelle con cui condividiamo percorsi impegnativi in gruppi e associazioni.

Ma il nostro abbraccio è per tutti e tutte voi: che la forza dello Spirito e l’energia dell’Amore vi accompagnino in ogni momento di queste giornate sinodali e in ogni giorno della vostra vita, individuale e di comunità.

La Segreteria nazionale delle CdB italiane
Pinerolo (To), 25 agosto 2018

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VIOTTOLI

E’ uscito il numero 1/18 che ospita gli Atti del Seminario nazionaleBeati gli atei perchè incontreranno Dio”, svoltosi a Rimini nei giorni 8-10 dicembre 2017.

Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108   BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi.

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.itcliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi riprenderanno con il seguente calendario:

Il gruppo UinC 1si riunirà al FAT giovedì 13 e27 settembre alle ore 18,45.

Il gruppo UinC 2 si riunirà venerdì 14 sempre al FAT, alle ore 21.

Come già preannunciato, per favorire la partecipazione anche di chi lavora spesso in trasferta durante la settimana, abbiamo spostato al venerdì gli incontri del gruppo 2. L’incontro successivo sarà venerdì 5 ottobre (a settembre ci sono concomitanze che creano problemi) e poi proseguiremo regolarmente ogni due settimane.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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VERSO IL 25 NOVEMBRE

Giovedi 6 settembre alle ore 17,30 presso il FATtornerà a riunirsi il gruppo di donne e uomini che sta preparando una manifestazione per la “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza maschile alle donne”. Grazie ai nostri vari “cappelli” si sono coinvolte/i: Svolta Donna, AnLib, Uomini in cammino 1 e 2, CdB Viottoli, Liberi dalla Violenza.  L’incontro è aperto a chi desidera dare il proprio contributo.

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LETTERA AD UN FIGLIO SUL ’68 CHE NON HO VISSUTO

Caro figlio,

l’altra sera abbiamo parlato del ‘68 ma, come sempre più spesso accade, eravamo di fretta: tu in quell’età meravigliosa nella quale ci si muove, si parla, si ascolta alla velocità della luce e gli amici che ti aspettano per uscire sono una calamita gigantesca puntata dritta agli organi vitali;  io in quell’età, altrettanto meravigliosa, nella quale le responsabilità che ho scelto rischiano di occuparmi anche il tempo bello e senza scopo della sera. Mi hai chiesto del ’68 e ti ho sparato l’affresco di un’epoca nella quale ragazzi della tua età o poco più, hanno assaltato il cielo e, mettendo in discussione tutto, sono entrati nella storia.

Ti ho parlato di Martin Luther King e della guerra in Vietnam, dei Beatles e della libertà di indossare la minigonna, delle scuole e delle fabbriche occupate, della pillola anticoncezionale e del divorzio, di Agape (proprio la stessa Agape nella quale sei ora, mentre scrivo) e della Fgei, del rapporto tra fede e politica. A ripensarci però non ti ho raccontato l’unica cosa importante: cioè il senso che per me, per la mia formazione, ha avuto e ha il ’68, anche se personalmente non l’ho vissuto.

Appartengo alla cosiddetta Generazione X, dei nati tra il 1960 e il 1980, e praticamente siamo i figli  e le figlie di quelli che hanno fatto il ‘68. Si perché prima ci sono stati i Baby Boomers – che hanno favorito di un periodo di crescita economica irripetibile e che hanno fatto il ’68 – e poi ci siamo noi – che ci siamo beccati la fine del boom economico e le strade disoccupate dai sogni. Quelli come me sono stati educati a partire dal mito del ’68, e con la certezza che per combattere diseguaglianze e ingiustizie, se ci si mette tutti insieme, prima o poi, ce la si fa: i partigiani  si erano messi insieme e avevano sconfitto il fascismo, i sessantottini si erano messi insieme e avevano cambiato la società, conquistando diritti sul lavoro e libertà nei comportamenti. Hai presente quando da bambino ti addormentavi ascoltando i grandi chiacchierare e ridere fino a tardi? Ecco. Io da bambino mi addormentavo ascoltando gli adulti cantare in cerchio, a casa o al Centro Ecumenico di Tramonti di Sopra, sia le canzoni dei partigiani che quelle del ‘68 : “O cara moglie”, “Morti di Reggio Emilia”, “La locomotiva”, “Corro a gettare il mio peso”. E come fai, ascoltando quelle storie e canzoni, e se per di più ti dicono che alla fine anche Gesù era un rivoluzionario, a non pensare che il mondo sia qualcosa di dolorosissimo e pieno di ingiustizia, ma al contempo migliorabile grazie alla protesta, alla resistenza o alla rivolta?

A ripensarci, quando siamo diventati grandi, è stato un po’ faticoso accorgersi che le cose non stanno sempre così e che la democrazia è un affare difficilissimo, mai risolto una volta per tutte e che anche la più vittoriosa delle proteste non solo non sarà mai l’ultima ma bisogna pure fare occhio a che non produca storture ancora peggiori. Nei primi anni ’90 quelli della mia generazione si sono trovati nel movimento no global e hanno vissuto le giornate di Genova: ti ricordi che ti ho parlato di Carlo Giuliani e di come ci hanno saputo spaventare e dividere? Tutto ormai era cambiato e noi non avremmo fatto il nostro ’68. In più, la crisi economica, che ad un certo punto sarebbe divampata, si sarebbe portata dietro i linguaggi e le forme della partecipazione tipiche della sinistra del ‘900: è da lì che salta fuori la rabbia che oggi molti sfruttano.

Però, qui volevo arrivare e con questo ti saluto, “il ’68 che non ho vissuto” mi ha insegnato che quanto più i tempi sono bui e difficili, tanto più siamo chiamati a partecipare con fantasia: le sorti del proprio quartiere, territorio, città e magari anche del proprio Paese (il mio è l’Europa) non possono essere lasciate sempre ad altri e la partecipazione la si deve fare in prima persona, insieme ad altri e reinventandosi di volta in volta, di generazione in generazione, il linguaggio e le forme della democrazia.

Dicono che le chiese, i partiti, le associazioni siano finite. Io non ne sono per niente sicuro e mi sa che oggi siamo proprio qui e da qui dobbiamo ripartire.

Samuele Pigoni
RIFORMA N. 29 – 20 luglio 2018

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Un abbraccio caloroso a ciascuno e a ciascuna di voi, con l’augurio di cominciare alla grande il nuovo anno di impegno comunitario e di proseguirlo con solidarietà, convivialità, pazienza, serenità e tanta voglia di ricerca e di giustizia…

Che la Sorgente dell’Amore ci veda sempre assetati/e: lei non ci verrà mai a mancare!

2 settembre – 22^ Domenica del T.O.

La purezza del cuore

Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame – quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» […] Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo» […] «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo» (Marco 7, 1-8.14-15.21-23).

Il movimento delle piccole comunità di cristiani si sta allargando e aprendo verso il mondo pagano, non senza timori, polemiche e lacerazioni. La stessa comunità da cui ebbe origine il vangelo di Marco negli anni 70 d.C. era composta in prevalenza da cristiani di origine pagana.

Questo brano sulla purità e il vero culto a Dio è stato inserito tra i racconti di guarigioni compiute sul lago di Genezaret e il racconto (redazionale) del viaggio di Gesù in terra pagana.

Chiaro l’intento polemico-apologetico di Marco rispetto ai “custodi della legge”: le folle conoscono poco la legge eppure riescono ad incontrare Gesù e il suo messaggio, i pagani non la conoscono affatto ma, attraverso Gesù, aprono i loro cuori alla fede nel Dio d’Israele. Paradossalmente chi ha più difficoltà sono proprio coloro ai quali la legge è stata rivelata, coloro che meglio ne conoscono le sottili e pedanti interpretazioni.

Il brano di Marco è composto di tre parti: domande polemiche dei farisei rispetto a regole di purità, risposte polemiche di Gesù, dialogo di con la folla e con i discepoli.

La critica dei farisei e degli scribi riguarda un comportamento concreto dei discepoli. Essi prendono il cibo, cioè consumano i pasti, senza lavarsi prima le mani. Naturalmente il rimprovero non tocca una semplice usanza igienica, ma un uso cultuale-levitico: le prescrizioni a questo riguardo tendevano ad applicare ai laici le norme di purità rituale imposte ai funzionari del culto. Continua a leggere

26 agosto – 21^ Domenica del T.O.

Un momento difficile

Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio». Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Giovanni 6, 60-69).

E’ un momento difficile. Lo stato d’animo dei primi momenti, quello dell’entusiasmo, della meraviglia, della scoperta di modalità nuove e gioiose con le quali, attraverso l’operato di Gesù, Dio si rivela, si fa vicino a donne e uomini, sembra si stia esaurendo.

In molte e molti si sta facendo largo lo scoraggiamento, il timore di non aver scelto la strada giusta, di avere di fronte un futuro denso di insidie. Non è esattamente come in un primo tempo si poteva pensare. Sembra sia giunto il momento di contarsi. A volte le parole e i comportamenti di Gesù sembra siano pesanti come macigni, esagerati, incomprensibili, al punto che, come ci narra Giovanni, da quel momento “molti discepoli di Gesù si tirarono indietro e non andavano più con lui”.

Non deve essere stato un momento particolarmente bello per il Maestro, il quale non senza un po’ di preoccupazione pone ai “dodici” la domanda del v. 67 “forse volete andarvene anche voi?” La risposta che gli giunge è un condensato di fede e di riconoscenza “Signore da chi andremo? Tu solo hai parole che danno la vita eterna”.

I discepoli più vicini a Gesù, quelli della prima ora chiamati “i dodici” pur nello sconcerto conseguente alle sue parole (che non solo non chiariscono le loro perplessità, ma prospettano scenari piuttosto inquietanti) tirando per così dire le somme, si rendono conto che non si può intravedere un’alternativa credibile e convincente a quello che Gesù propone. Probabilmente anche loro, di parole ne devono aver sentite tante e da molta gente oltre che da Gesù. Continua a leggere

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