Foglio di Comunità – n° 9/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 31/08/2018

LE  EUCARESTIE

DOMENICA  9  settembre: prepara Beppe

DOMENICA 23 settembre : eucarestia nell’Incontro europeo CdB a Rimini

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ASSEMBLEA  DI COMUNITA’

Martedì 25 settembre, ore 21

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GRUPPO BIBLICO

Il gruppo settimanale di studio biblicoriprenderà lunedì 3 settembre, ore 21, al FAT, con l’introduzione al Vangelo di Marco. Invece lunedì 24 ci riposeremo dalle fatiche del Convegno europeo…

Completeremo inoltre, seppur velocemente, la conoscenza del Pentateuco:

dopo l’incontro di mercoledì 29 agosto in cui Eliana ci ha presentato il Libro dei Numeri, martedì 2 ottobre, alle ore 21, presso il FAT, Beppe ci presenterà il libro del Deuteronomio.

GRUPPO DONNE

Stiamo preparando il laboratorio sul tema “Povertà, lo sguardo delle donne: pensieri e pratiche” che condurremo durante il Convegno Europeo delle Cdb nel mese di settembre

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GRUPPO RICERCA

Riprendiamo il 6 settembre, come sempre a casa di Paola ed Elio. Concluderemo il periodo dedicato a testi di politica delle donne ascoltando il racconto che ci ha fatto Graziella Borsatti sulla “fine” della sua esperienza di sindaca di Ostiglia (Mantova) e degli incontri tra le giunte di Ostiglia e di Spinea (Venezia) organizzati dall’Associazione Identità e Differenza.

Abbiamo poi deciso di accogliere la proposta di Doranna: leggeremo il libro “Stupro a pagamento” sulla prostituzione, di Rachel Moran (la recensione fatta da Doranna è sul numero di Viottoli 1/18, fresco di stampa).

Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI

E’ organizzata per domenica 7 ottobre. Stiamo cercando, con l’ARCI, ALP, il gruppo Uscire dalle Guerree tutte le associazioni che contatteremo, di organizzare un pullman da Pinerolo. Dovremmo farcela con circa 40,00 € a testa, se lo riempiamo. Adesioni entro il 15 settembre. Parliamone anche agli amici e alle amiche: argomenti e motivazioni non ci mancano di sicuro.

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SEGRETERIA TECNICA DELLE CDB

E’ convocata per lunedì 3 settembrealle ore 9,30 a casa di Paolo.

All’ordine del giorno: Convegno europeo Cdb a Rimini; proposta per prossimo Collegamento nazionale Cdb; convocazione della redazione per preparare il prossimo numero di Viottoli.

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DALL’ABRUZZO ABBIAMO PORTATO…

 Immagini di macerie e rovine causate dai terremoti del 2009 e del 2016; di cantieri e gru in ogni città e in ogni più piccolo borgo; di panorami bellissimi e, purtroppo, di segnaletica a volte scarsa o addirittura assente per escursionisti non pratici dei luoghi, come noi…

In compenso abbiamo sempre incontrato persone generose, a cominciare da Maria Franca, che ci ha ospitati nel nostro breve soggiorno a L’Aquila, suo fratello Michele e sua cognata Caterina, che ben conosciamo da quando abbiamo organizzato i tour dell’orchestra giovanile dell’Aquila, da lei diretta.

Abbiamo passato una serata con loro e con Lucia, suo marito Giovanni e il loro piccolo Leonardo. Tutti e tutte ci hanno affidato i loro saluti affettuosi per la nostra comunità e per Pinerolo.

Di ospitalità e generosità abbiamo fatto esperienza ogni giorno, grazie a donne e uomini che ci hanno dedicato tempo, aiuto materiale, buon cibo, buon vino e desiderio di relazione.

Infine, portiamo anche una proposta da parte di Caterina Imbrogno: lei è una bravissima pianista e con una sua amica violinista ha predisposto una Conferenza-Concerto sulle “Donne nella musica”, accompagnando le loro esecuzioni con slides e brevi interventi su femminismo, differenza di genere, violenza maschile alle donne…

Bisogna parlare, diffondere, insistere” ci ha detto Caterina con grande convinzione. Verrebbero volentieri anche a Pinerolo, chiedendoci il solo rimborso-spese. Pensiamoci… Intanto possiamo ascoltarle sul sito inuoviphilarmoniciensemble.it.

Carla e Beppe

SINODO DELLE CHIESE VALDESE E METODISTA

Come ogni anno, è in pieno svolgimento a Torre Pellice il Sinodo delle Chiese Valdese e Metodista, convocato per affrontare temi quali: ruolo della chiesa, bilancio sociale, diaconia fra servizio e predicazione, migrazioni, accoglienza, ecumenismo.

Abbiamo scritto loro un breve messaggio di saluti e auguri a nome delle CdB italiane:

Care sorelle, cari fratelli,

che vi state preparando a vivere anche quest’anno il vostro Sinodo: desideriamo farvi giungere i nostri saluti e un caloroso augurio di buon lavoro.

E’ un appuntamento importante non solo per le vostre Chiese, ma per tutte le Chiese che si riconoscono nel Vangelo e per tutte le donne e tutti gli uomini che cercano amore, giustizia, libertà. Le Comunità Cristiane di Base italiane lo seguono sempre con attenzione.

Anche quest’anno affronterete temi di grande attualità e importanza: in particolare i flussi migratori di uomini e donne che cercano migliori condizioni di vita, per sé e per i propri figli e le proprie figlie, e che si scontrano troppo spesso con l’egoismo e le paure di un’Italia e un’Europa incapaci di accoglienza e condivisione; che rifiutano, soprattutto, di avviare un doveroso processo di autocoscienza per indagare e nominare le proprie responsabilità nelle cause di queste migrazioni.

Il vostro impegno nel garantire a tante persone di poter migrare in sicurezza è un esempio che vorremmo contagiasse anche le nostre Istituzioni: per questo e per tutte le persone che aiutate vi siamo riconoscenti e continueremo a sostenervi.

Così pure vi confermiamo la nostra riconoscenza per la vostra testimonianza di fede, laica, solidale e accogliente, con cui desideriamo restare in relazione di dialogo e ricerca, utilizzando tutte le occasioni di incontro, di studio, di iniziative sociali e culturali sui nostri territori.

In particolare, permetteteci di ringraziare le donne: le pastore e teologhe, alcune delle quali accolgono sempre generosamente i nostri inviti a seminari e convegni, e tutte quelle con cui condividiamo percorsi impegnativi in gruppi e associazioni.

Ma il nostro abbraccio è per tutti e tutte voi: che la forza dello Spirito e l’energia dell’Amore vi accompagnino in ogni momento di queste giornate sinodali e in ogni giorno della vostra vita, individuale e di comunità.

La Segreteria nazionale delle CdB italiane
Pinerolo (To), 25 agosto 2018

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VIOTTOLI

E’ uscito il numero 1/18 che ospita gli Atti del Seminario nazionaleBeati gli atei perchè incontreranno Dio”, svoltosi a Rimini nei giorni 8-10 dicembre 2017.

Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108   BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi.

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.itcliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi riprenderanno con il seguente calendario:

Il gruppo UinC 1si riunirà al FAT giovedì 13 e27 settembre alle ore 18,45.

Il gruppo UinC 2 si riunirà venerdì 14 sempre al FAT, alle ore 21.

Come già preannunciato, per favorire la partecipazione anche di chi lavora spesso in trasferta durante la settimana, abbiamo spostato al venerdì gli incontri del gruppo 2. L’incontro successivo sarà venerdì 5 ottobre (a settembre ci sono concomitanze che creano problemi) e poi proseguiremo regolarmente ogni due settimane.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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VERSO IL 25 NOVEMBRE

Giovedi 6 settembre alle ore 17,30 presso il FATtornerà a riunirsi il gruppo di donne e uomini che sta preparando una manifestazione per la “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza maschile alle donne”. Grazie ai nostri vari “cappelli” si sono coinvolte/i: Svolta Donna, AnLib, Uomini in cammino 1 e 2, CdB Viottoli, Liberi dalla Violenza.  L’incontro è aperto a chi desidera dare il proprio contributo.

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LETTERA AD UN FIGLIO SUL ’68 CHE NON HO VISSUTO

Caro figlio,

l’altra sera abbiamo parlato del ‘68 ma, come sempre più spesso accade, eravamo di fretta: tu in quell’età meravigliosa nella quale ci si muove, si parla, si ascolta alla velocità della luce e gli amici che ti aspettano per uscire sono una calamita gigantesca puntata dritta agli organi vitali;  io in quell’età, altrettanto meravigliosa, nella quale le responsabilità che ho scelto rischiano di occuparmi anche il tempo bello e senza scopo della sera. Mi hai chiesto del ’68 e ti ho sparato l’affresco di un’epoca nella quale ragazzi della tua età o poco più, hanno assaltato il cielo e, mettendo in discussione tutto, sono entrati nella storia.

Ti ho parlato di Martin Luther King e della guerra in Vietnam, dei Beatles e della libertà di indossare la minigonna, delle scuole e delle fabbriche occupate, della pillola anticoncezionale e del divorzio, di Agape (proprio la stessa Agape nella quale sei ora, mentre scrivo) e della Fgei, del rapporto tra fede e politica. A ripensarci però non ti ho raccontato l’unica cosa importante: cioè il senso che per me, per la mia formazione, ha avuto e ha il ’68, anche se personalmente non l’ho vissuto.

Appartengo alla cosiddetta Generazione X, dei nati tra il 1960 e il 1980, e praticamente siamo i figli  e le figlie di quelli che hanno fatto il ‘68. Si perché prima ci sono stati i Baby Boomers – che hanno favorito di un periodo di crescita economica irripetibile e che hanno fatto il ’68 – e poi ci siamo noi – che ci siamo beccati la fine del boom economico e le strade disoccupate dai sogni. Quelli come me sono stati educati a partire dal mito del ’68, e con la certezza che per combattere diseguaglianze e ingiustizie, se ci si mette tutti insieme, prima o poi, ce la si fa: i partigiani  si erano messi insieme e avevano sconfitto il fascismo, i sessantottini si erano messi insieme e avevano cambiato la società, conquistando diritti sul lavoro e libertà nei comportamenti. Hai presente quando da bambino ti addormentavi ascoltando i grandi chiacchierare e ridere fino a tardi? Ecco. Io da bambino mi addormentavo ascoltando gli adulti cantare in cerchio, a casa o al Centro Ecumenico di Tramonti di Sopra, sia le canzoni dei partigiani che quelle del ‘68 : “O cara moglie”, “Morti di Reggio Emilia”, “La locomotiva”, “Corro a gettare il mio peso”. E come fai, ascoltando quelle storie e canzoni, e se per di più ti dicono che alla fine anche Gesù era un rivoluzionario, a non pensare che il mondo sia qualcosa di dolorosissimo e pieno di ingiustizia, ma al contempo migliorabile grazie alla protesta, alla resistenza o alla rivolta?

A ripensarci, quando siamo diventati grandi, è stato un po’ faticoso accorgersi che le cose non stanno sempre così e che la democrazia è un affare difficilissimo, mai risolto una volta per tutte e che anche la più vittoriosa delle proteste non solo non sarà mai l’ultima ma bisogna pure fare occhio a che non produca storture ancora peggiori. Nei primi anni ’90 quelli della mia generazione si sono trovati nel movimento no global e hanno vissuto le giornate di Genova: ti ricordi che ti ho parlato di Carlo Giuliani e di come ci hanno saputo spaventare e dividere? Tutto ormai era cambiato e noi non avremmo fatto il nostro ’68. In più, la crisi economica, che ad un certo punto sarebbe divampata, si sarebbe portata dietro i linguaggi e le forme della partecipazione tipiche della sinistra del ‘900: è da lì che salta fuori la rabbia che oggi molti sfruttano.

Però, qui volevo arrivare e con questo ti saluto, “il ’68 che non ho vissuto” mi ha insegnato che quanto più i tempi sono bui e difficili, tanto più siamo chiamati a partecipare con fantasia: le sorti del proprio quartiere, territorio, città e magari anche del proprio Paese (il mio è l’Europa) non possono essere lasciate sempre ad altri e la partecipazione la si deve fare in prima persona, insieme ad altri e reinventandosi di volta in volta, di generazione in generazione, il linguaggio e le forme della democrazia.

Dicono che le chiese, i partiti, le associazioni siano finite. Io non ne sono per niente sicuro e mi sa che oggi siamo proprio qui e da qui dobbiamo ripartire.

Samuele Pigoni
RIFORMA N. 29 – 20 luglio 2018

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Un abbraccio caloroso a ciascuno e a ciascuna di voi, con l’augurio di cominciare alla grande il nuovo anno di impegno comunitario e di proseguirlo con solidarietà, convivialità, pazienza, serenità e tanta voglia di ricerca e di giustizia…

Che la Sorgente dell’Amore ci veda sempre assetati/e: lei non ci verrà mai a mancare!

Foglio di Comunità – n° 7-8/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 30/06/2018

EUCARESTIE E GRUPPI BIBLICI

Come ogni anno, durante l’estate ci saranno delle variazioni per quanto riguarda la celebrazione dell’Eucaristia e i gruppi di lettura biblica.

L’assemblea di comunità ha deciso il seguente calendario:

Eucarestie:  ​

venerdì  13 luglio   alle ore 21 (a cura di Domenico)

venerdì  27 luglio​ ore 21 (a cura di Beppe)

​venerdì  24 agosto ore 21 (a cura di Luciano)

Venerdì 24 agosto: ore 19 cena comunitaria, ore 21 eucarestia breve (a cura di Luciano); seguirà l’assemblea di comunità.

Il gruppo settimanale di studio biblico è sospeso: riprenderà lunedì 3 settembre, ore 21, al FAT, con l’introduzione al Vangelo di Marco, che leggeremo in autunno.

Abbiamo anche deciso di completare, seppur velocemente, la conoscenza del Pentateuco:

• Mercoledì 29 agosto alle ore 18 a casa sua, a La Verna di Cumiana, Eliana ci presenterà il Libro dei Numeri;
• Lunedì 17 settembre, ore 21 al Fat, Beppe presenterà il Libro del Deuteronomio.

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GRUPPO  DONNE

Stiamo preparando il laboratorio sul tema “Povertà, lo sguardo delle donne: pensieri e pratiche” che condurremo durante il Convegno Europeo delle Cdb nel mese di settembre

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GRUPPO  RICERCA

Riprenderemo il 6 settembre, come sempre a casa di Paola ed Elio a Miradolo di S. Secondo. Concluderemo il periodo dedicato a testi di politica delle donne ascoltando il racconto che ci ha fatto Graziella Borsatti sulla “fine” della sua esperienza di sindaca di Ostiglia (Mantova) e degli incontri tra le giunte di Ostiglia e di Spinea (Venezia) organizzati dall’Associazione Identità e Differenza.

Abbiamo poi deciso di accogliere la proposta di Doranna: leggeremo il libro “Stupro a pagamento” sulla prostituzione, di Rachel Moran (di cui troverete una recensione sul prossimo numero di Viottoli).

Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

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SEGRETERIA TECNICA
Convegno europeo Cdb

Dalle Cdb italiane stanno arrivando prenotazioni per il Convegno Europeo del 21-22-23 settembre a Rimini. Vi ricordiamo di iscrivervi entro il 15 agosto, seguendo le indicazioni che trovate nella pagina del programma.

Marcia per la pace Perugia-Assisi

Abbiamo proposto alle Cdb italiane di aderire alla Marcia per la pace Perugia-Assisi del prossimo 7 ottobre: molte comunità hanno risposto assicurando la propria adesione. Abbiamo, quindi, immediatamente inoltrato al Comitato promotore della Marcia l’adesione delle Cdb italiane e un contributo di 50 € da parte della nostra comunità. Crediamo che sarebbe bello partecipare alla Marcia dietro uno striscione delle Cdb italiane e ogni Cdb con propri cartelli ecc.

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VIOTTOLI

Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Sta per uscire il numero 1/18 che ospiterà gli Atti del Seminario nazionale “Beati gli atei perchè incontreranno Dio”, svoltosi a Rimini nei giorni 8-10 dicembre 2017.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario:

IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108    BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sul nostro sito www.cdbpinerolo.it cliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERIARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

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UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi sono sospesi, come ogni anno, durante i mesi estivi. Riprenderemo con il seguente calendario:

Il gruppo UinC 1 si riunirà al FAT giovedì 13 e 27 settembre alle ore 18,45.
Il gruppo UinC 2 da settembre si riunirà al venerdì invece che al martedì, per favorire la partecipazione di alcuni che lavorano o hanno impegni concomitanti. A settembre il primo incontro sarà venerdì 14, sempre al FAT, alle ore 21. Il 2° incontro sarà venerdì 5 ottobre e poi proseguiremo regolarmente ogni due settimane.
Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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RESTIAMO UMANI
Costruiamo l’opposizione popolare al governo del Ministro dell’Interno Salvini

In un clima di apparente consenso il Ministro dell’Interno Salvini, sempre più vero capo del governo, marcia a colpi di propaganda xenofoba: un giorno chiude i porti alla nave Aquarius carica di migranti, li schernisce definendo il loro viaggio una “crociera”, urla alla folla che “la pacchia è finita” per i migranti, per le ONG e organizzazioni che li accolgono, propone la schedatura dei rom, dicendo che “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”, prepara un piano di espulsioni di massa.

Questo linguaggio è inaccettabile! Questo sdoganamento della xenofobia, questa incitazione continua alla discriminazione è inaccettabile! Occorre dirlo forte adesso.

Salvini, in campagna elettorale permanente, già in vista delle elezioni europee del prossimo anno, twitta costantemente alla pancia rancorosa ed egoista di un paese impoverito e incattivito dalla crisi economica e dalle politiche di austerità, con la sua corte di 2milioni e mezzo di follower.

Dal 2015 almeno la questione migrante è un elemento che ha messo in crisi le società e la politica europea e dei singoli stati.

Costruire una opposizione popolare alle politiche di Salvini per noi significa ricostruire un senso comune diverso da quello dominante:

1. ​Noi vogliamo costruire una società aperta, non una società claustrofobica, chiusa da muri e fili spinati.

2. ​Gli immigrati sono persone, esseri umani. Lo sono anche e a maggior ragione quando sono neri, giovani e africani.

3. ​Gli italiani sono emigrati in Germania, Belgio, Francia, Australia, Argentina, America, a milioni. E questo è nel DNA del nostro paese. Milioni di italiani dal sud sono venuti a lavorare nel nord industriale. Anche noi abbiamo subito discriminazione e razzismo. E di nuovo oggi migliaia di giovani italiani vanno a cercare lavoro all’estero.

4. ​La distruzione della Libia, la devastante guerra dell’Iraq e la conseguente guerra civile in Siria sono conseguenze della politica delle potenze occidentali, Francia, Stati Uniti e Inghilterra, spesso con l’appoggio dell’Italia.

5.​In Italia non è in atto nessuna “invasione”: nei primi sei mesi del 2018 sono arrivate in Italia via mare 14.441 persone , mentre nello stesso periodo dell’anno precedente ne erano arrivate 64.033. L’Italia ha 2,4 rifugiati ogni 1.000 abitanti. La Svezia ne ha 23, Malta 18, la Germania 8.

6. ​La crisi migratoria in Europa è dovuta in gran parte al rifiuto dei governi dell’Europa orientale, amici di Salvini alla Orbán, quelli dei paesi del gruppo di Visegrád, che si sono opposti alle quote di ripartizione, e ai violenti respingimenti francesi a Ventimiglia e a Bardonecchia e al blocco del Brennero voluto dal governo austriaco.

7. ​Il fallimento della politica migratoria europea, quella definita dal regolamento di Dublino III, che stabilisce che le richieste di asilo devono essere presentate nel primo paese d’ingresso in Europa, è evidente, ma è evidente anche la difficoltà di cambiarlo per i reciproci veti dei governi.

8. ​I tanto desiderati hot spot nei paesi d’origine, cioè in Libia, sono pura ipocrisia europea. Affidare alla Libia la funzione di “filtro”, significa far finta di non conoscere le reali condizioni di violenza e stupri a cui sono sottoposti i migranti africani in Libia.

9. ​L’attacco alle ONG e alle loro navi nel Mediterraneo ha come scopo che in mare, d’ora in poi, ci devono essere soltanto i militari.

10. I migranti non ricevono né hanno mai ricevuto nelle loro tasche 35 euro al giorno! Questa è una bufala creata ad arte per scatenare la guerra tra poveri, tra gli italiani precari o disoccupati e gli italiani e i rifugiati. Gli immigrati ricevono circa 3 euro al giorno, gli altri sono soldi utilizzati da associazioni e cooperative italiane per coprire i costi dell’accoglienza.

11. L’invecchiamento della popolazione italiana ed europea, l’aumento della popolazione globale, i cambiamenti climatici sono fenomeni enormi, che nessun muro da solo può fermare.

12. La questione delle migrazioni va compresa all’interno di uno scenario globale caratterizzato da un dispositivo di distribuzione della ricchezza che toglie risorse alle fasce basse della popolazione per concentrarle nelle mani di una oligarchia mondiale. I migranti fuggono da paesi immiseriti, saccheggiati, subordinati ai potentati economici globali.

13. Senza gli immigrati i pomodori o la frutta (a Saluzzo, non solo a Rosarno) che mangiamo non arriverebbero ai nostri mercati, le fabbriche del nord-est non avrebbero operai a sufficienza, i nostri anziani non sarebbero accuditi. Altro che rubare il lavoro… I migranti sono parte integrante della nostra forza lavoro, a loro devono essere estesi i nostri diritti. Ricordiamo l’uccisione del bracciante sindacalista maliano Soumaila Sako nella piana di Vibo Valentia, ammazzato a fucilate il 2 giugno scorso.

Siamo consapevoli che la politica xenofoba di Salvini, i suoi metodi e i suoi obiettivi paiono inoltre condivisi ai piani alti di Bruxelles, come si vede dalle dichiarazioni del Ministro dell’Interno tedesco Manfred Weber e dall’appoggio su cui può contare dal leader populista austriaco Sebastian Kurz.

E siamo consapevoli che le politiche di Salvini rappresentano sì un salto di qualità, ma che sono state preparate da anni di politiche sull’immigrazione che ne hanno posto le basi: basti ricordare il decreto Minniti-Orlando del 2017, che ha portato all’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un diniego e l’abolizione dell’udienza.

La società italiana è certo quella che plaude a Salvini e alla sua politica muscolare con i deboli, ma è anche quella che sta costruendo nelle scuole, nei posti di lavoro, nei comuni, mille esempi concreti e positivi di integrazione, come abbiamo visto in questi anni in Val Pellice, in Val Chisone e a Pinerolo, negli Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati in Italia) che sono stati aperti e che hanno accolto decine di immigrati africani.

Questa è l’Italia migliore: sui banchi di scuola centinaia di migliaia di ragazzi italiani, nuovi italiani, figli di stranieri, convivono tranquillamente, costruendo i cittadini e i lavoratori dell’Europa di domani.

L’articolo 3 della Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Chi l’ha scritto guardava certo alla vergogna delle leggi razziali del 1938, ma guardava lungo, fino ad oggi.

ARCI, ALP, ANPI, CGIL, AnLib Pinerolo, Associazione Viottoli, Circolo Legambiente Pinerolo, Circolo ACLI Pinerolo, Collettivo Interferenze, Comunità cristiana di base via città di Gap, Comunità Cristiana di Base Viottoli, Emergency, Liberi e Uguali, Scuola senza frontiere, “Se non sai non sei” gruppo donne, Potere al Popolo

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APPELLO DI PADRE ALEX ZANOTELLI AI GIORNALISTI ITALIANI

«Rompiamo il silenzio sull’Africa. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo.

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa, e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia, in guerra civile da oltre trent’anni, con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica, che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana, dal Ciad al Mali, dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia, dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa, che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi, che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci, da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi (lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre, rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa.

Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum, dove sono naufragati decine di migliaia di profughi, e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio (i nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

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CARO PAPA, TI RACCONTO COME HA VISSUTO LE TUE PAROLE LA MAMMA DI UN RAGAZZO GAY

Caro papa Francesco, ti scrivo dopo aver ascoltato le tue parole al Forum italiano delle associazioni familiari, il 16 giugno: la famiglia, immagine di Dio, è una sola, quella che unisce un uomo ed una donna.

Sono mamma di un ragazzo gay. Io e mio marito ci siamo sposati 39 anni fa e abbiamo vissuto insieme con i nostri due figli, Marco ed Emanuele, quella bella avventura, come la chiami tu, che è la famiglia. Un’avventura dove si cresce insieme anche attraverso le difficoltà. Due anni fa il coming out, inaspettato, di Emanuele. Potevamo seguitare a vivere tranquillamente la nostra vita sentendoci “a posto”, con i nostri molteplici impegni: in realtà di base, nel volontariato con i migranti, nello studio della Bibbia … e invece no.

Il coming out di un figlio ti rimette in gioco, cambia tutto, ed è contagioso: anche noi genitori abbiamo fatto il nostro coming out, rompendo quella sfera di ipocrisia che vorrebbe che di quella parte di tuo figlio non si parlasse. Era il 7 maggio del 2016, quel giorno Emanuele l’ho partorito una seconda volta. Ti invio, di seguito a questa lettera aperta, la mia testimonianza, che racconta quell’esperienza.

Sono qui a scriverti perché le parole che hai pronunciato hanno aperto in me una ferita. E al dolore bisogna dare parola perché non diventi rabbia e rancore.

Se l’amore tra me e mio marito è immagine di Dio, come pensi che possiamo rassegnarci al pensiero che l’amore di Emanuele per un ragazzo nulla possa esprimere di quell’immagine di Dio? No, il nostro amore non potrà mai esprimere l’immagine di un Dio, che sia estraneo e distante dall’amore tra Emanuele ed un suo compagno. Se il loro amore non è immagine di Dio, neanche il nostro lo sarà. Perché noi quel Dio non lo conosciamo.

Ne conosciamo un altro, quello di cui parlava Gesù. Un Dio di parte, che sceglie di condividere il cammino di un popolo di schiavi, che si fa complice dei piccoli, che si schiera con coloro che sono emarginati dai poteri politici e religiosi di tutti i tempi, un Dio che irradia amore, contro ogni ragionevole economia, capace di spogliarsi della sua onnipotenza per tornare dalle sue creature come un medicante di amore, a chiedere una libera risposta di amore.

Semmai ci sarà dato di riuscire ad esprimere un pezzetto di quell’immagine del Dio di Gesù nelle nostre vite di singoli e di coppie, attraverso i nostri amori, tutti imperfetti, “a norma” o “fuori norma” che siano, dovremo farlo in punta di piedi, senza rumore, senza sbandierarla quell’immagine, perché l’immagine di Dio non appartiene a noi né a nessun altro. Non si lascia intrappolare, sfugge ai tentativi degli uomini di possederla e usarla, piegandola ai propri interessi. Scappa dai palazzi dei potenti per farsi trovare dall’ultimo tra gli esseri umani, il più indegno, il più dimenticato, il più emarginato e solo, perché in quell’immagine possa riconoscersi e, riscoprendo quel pizzico di divino che gli è stato soffiato dentro, possa osare esprimerla nella sua vita.

Caro papa Francesco, viviamo in Italia una fase storica e politica molto difficile, che preoccupa i genitori di ragazzi e ragazze LGBT. In tante occasioni tu hai saputo dire parole di speranza. Non ci lasciare soli con le nostre paure.

Con affetto ti saluto e ti auguro buon lavoro.

Dea Santonico
(CdB San Paolo -Roma)

Foglio di Comunità – n° 6/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 31/05/2018

 

LE EUCARESTIE

DOMENICA   3 giugno : giornata regionale ad Albugnano

VENERDI’    15 giugno : ore 21 (prepara Memo); seguirà l’assemblea di comunità

VENERDI’    29 giugno : ore 21 (prepara Luciana)

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ASSEMBLEA  DI COMUNITA’

Venerdì 15 giugno, alle ore 21,30, dopo l’Eucarestia della comunità.

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GRUPPO  BIBLICO

Ogni lunedì sera ore 21, al FAT: stiamo concludendo il libro dell’Esodo, da cui traiamo ogni volta spunti per confronti intensi sulla “preistoria” non solo dell’ebraismo, ma anche della nostra fede, degli immaginari intorno al divino, sulle relazioni tra uomini e donne, ecc.

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GRUPPO  RICERCA

Ci incontriamo giovedì 14 e28 giugno, come sempre a casa di Paola ed Elio. Stiamo terminando la lettura del 1° dei due libri che raccontano un’esperienza politica innovativa:Che cos’è e come è una giunta oggi. Atti di un incontro-scambio tra le Giunte comunali di Ostiglia (Mantova) e di Spinea (Venezia).Il gruppo è sempre aperto.

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GRUPPO  DONNE

 Martedì 5 e 19 giugno, alle ore 20,30 a casa di Luciana Bonadio.

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UN ABBRACCIO MOLTO AFFETTUOSO…

A Maria Franca, che è ritornata a L’Aquila. A lei l’augurio più affettuoso di tanta serenità… e che ci senta sempre vicini/e.

A Elsa, che è tornata a Villa Elisa e ora sta di nuovo bene: la pensiamo con tanto affetto. Quando andiamo a trovarla ci incarica sempre di portare i suoi saluti a tutta la comunità.

E un abbraccio a tutti e tutte coloro che, anche se lontani/e, sono nei nostri pensieri, nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.

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SEGRETERIA TECNICA

Abbiamo ricevuto il verbale del Collegamento Europeo delle Cdb che si è tenuto a Rimini nei giorni 4-5-6 maggio scorso e nei prossimi giorni invieremo a tutte le Cdb italiane le indicazioni tecniche per iscrizioni e prenotazioni al convegno Europeo di settembre. Cominciate a pensarci concretamente, perchè dovremo raccogliere le prenotazioni entro il 30 giugno.

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INCONTRO AD ALBUGNANO

Domenica 3 giugno 2018:terzo incontro del ciclo “Che genere di violenze”, sul tema “Se Dio è Maschio i maschi si credono dio”; come l’immagine maschile costruita su Dio ha condizionato l’identità e le relazioni, e posto le fondamenta del patriarcato. Introdurrà Maria Bonafede, Pastora Valdese. L’incontro si tiene a Cascina Penseglio (Albugnano) dalle 10 – alle 17. La nostra comunità vi parteciperà. Partenza alle 8,15 dalla casa di Carla e Beppe.

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GRUPPO MEDITAZIONE

Ci troviamo ogni venerdì al Fat, vicolo Carceri n° 1, dalle 19 alle 20,30. I nostri incontri prevedono una meditazione guidata di circa un quarto d’ora seguita da una meditazione silenziosa di un altro quarto d’ora. Poi proseguiamo con la visione di video-conferenze in tema, condividendo dubbi, comprensioni esperienziali e domande aperte a risposte personali e non sempre immediate.

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VIOTTOLI

Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Come già comunicato, il prossimo numero ospiterà gli Atti del Seminario nazionaleBeati gli atei perchè incontreranno Dio”, svoltosi a Rimini nei giorni 8-10 dicembre 2017.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108    BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi. Per informazioni potete scriverci a viottoli@gmail.com

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.itcliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

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5 PER MILLE

Con la dichiarazione dei redditi possiamo decidere di destinare il 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale. Basta apporre la propria firma nel riquadro scelto indicando inoltre, nell’apposito spazio, il numero di codice fiscale dell’associazione. Il 5 per mille non è alternativo all’8 per mille, che possiamo continuare a destinare come in passato e non comporta ulteriori esborsi finanziari.  Riportiamo alcune Associazioni che ci sono vicine:

AMISTRADA(Las Quetzalitas – Movimento dei Ragazzi e delle Ragazze di strada del Guatemala. www.amistrada.net) – CF  97218030589

ASSOCIAZIONE SVOLTA DONNA ONLUS – Centro Antiviolenza, PineroloCF 94558580018

ARCI– CF 97054400581

ASSOCIAZIONE LIBERI DALLA VIOLENZA ONLUS – Gestisce il Centro di Ascolto del disagio maschile a Pinerolo – CF  94574330018

ASSOCIAZIONE OPPORTUNANDA[Cdb Torino] (promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione sulle problematiche dell’esclusione sociale; progetta e sperimenta forme di intervento finalizzate al raggiungimento dell’autonomia di vita; dà voce e visibilità alle persone senza dimora.) – CF 97560450013.

CENTRO EDUCATIVO POPOLARE[Cdb Isolotto Firenze] (laboratorio Kimeta delle donne rom; residenza anagrafica a senza diritti di cittadinanza; attività educative con ragazzi/e; recupero e salvaguardia della memoria orale; pubblicazioni; solidarietà con le comunità del Centroamerica; sostegno al movimento delle comunità cristiane di base italiane) – CF 94003470484

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM – CF 00677540288

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 PIEMONTE PRIDE 2018 – “NESSUN DORMA”

La nostra CdB, l’associazione Viottoli e il gruppo Uomini in Cammino hanno comunicato l’adesione formale al documento politico del Piemonte Pride 2018 e la partecipazione alla manifestazione di Torino del 16 giugno prossimo. Di seguito pubblichiamo uno stralcio dell’invito e il documento politico sulle cui rivendicazioni è convocato il Pride.

Carissime e carissimi,
anche quest’anno celebreremo il Pride LGBTQI con una serie di iniziative che culmineranno nelle manifestazioni del 26 maggio a Novara, del 16 giugno a Torino e del 7 luglio ad Alba. 

Il Piemonte Pride del 2018 è accompagnato dal claim “Nessun dorma“, che richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati” in cui viviamo, dal punto di vista di discriminazioni, violenze e tutela dei diritti. Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più di quelli precedenti. L’immagine, quella di un pugno chiuso dai colori arcobaleno, è il segno di chi non abbassa né la testa, né l’attenzione. (..)

Un caloroso saluto,
il coordinatore Alessandro Battaglia.

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DOCUMENTO POLITICO

A quasi cinquant’anni dall’inizio delle battaglie per il riconoscimento dei diritti fondamentali, la comunità LGBTTQI* (Lesbica, Gay, Bisessuale, Transessuale, Transgender, Queer, Intersex et al.) vede ancora inappagate e inascoltate troppe richieste: in Italia non esiste una solida linea di tutela dei diritti affermata a livello legislativo, se non l’incompleta legge sulle unioni civili e la legge del 1982 sul cambio di genere per le persone transessuali. Il Pride rappresenta un’occasione centrale per esprimere fermamente e collettivamente che questi diritti devono essere riconosciuti e che è attraverso il Pride che si dà voce alle tante richieste tuttora disattese, che si incrociano, in particolare in questo momento socio‐politico, alle rivendicazioni di altri gruppi e individui discriminati.

Il Pride ha origine con la “rivolta di Stonewall”: violenti scontri fra la comunità omosessuale e trans e la polizia avvenuti a New York e culminati il 28 giugno 1969, a seguito dell’ennesima irruzione violenta e immotivata dei poliziotti in un bar gay nel Greenwich Village, lo Stonewall Inn. Il 28 giugno è considerato simbolicamente il momento della nascita del movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e trans moderno in tutto il mondo ed è stato scelto come data per la “Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT*” o “LGBT* Pride”. Come la Giornata della Memoria, la Giornata Internazionale della Donna, la Festa della Liberazione la Festa dei Lavoratori merita lo status di celebrazione. Celebrazione dal carattere commemorativo ma al tempo stesso festoso, che richiama la tradizione del carnevale a cui spesso la parata viene accomunata in modo poco lusinghiero: il carnevale, tuttavia, è il momento dell’anno in cui fin dall’antichità tutte e tutti, per un giorno, sono uguali, e possono dileggiare bonariamente i potenti, attraverso il rovesciamento dei ruoli e la libera espressione di caratteristiche personali che rimangono celate, quando non esplicitamente osteggiate, durante il resto dell’anno.

Il claim del 2018, Nessun dorma, richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati” in cui viviamo, dal punto di vista di discriminazioni, violenze e tutela dei diritti. Tempi in cui prende piede una cultura della semplificazione ad opera dei “luoghi comuni”, in cui chi è “diverso” o percepito come tale assume facilmente il ruolo di capro espiatorio. Tempi di crisi economica, sociale e culturale in cui rialza la testa un fascismo dai mille volti. Tempi in cui, ad esempio, un nazifascista a Macerata pensa di farsi “giustizia (razziale) da sé”, sparando a tutte le persone di pelle scura che incontra per strada, dove sa di poterle incrociare. Tempi in cui Forza Nuova, che all’esperienza fascista fa esplicito riferimento, non soltanto è ammessa a partecipare alla competizione elettorale (così come Casa Pound), ma può presentare candidati/e alla Camera e al Senato, acquisendo una visibilità inaudita prima delle recenti elezioni, sotto il quasi totale disinteresse generale. Tempi in cui forze politiche che non si dichiarano esplicitamente fasciste lo sono nei fatti, vivendo dell’odio nei confronti degli immigrati, dei “diversi” e dei più “deboli”. È così che fanno il pieno di voti e rischiano di governare questo sfiancato e impaurito Paese.

Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più di quelli precedenti. L’immagine, quella di un pugno chiuso dai colori arcobaleno, è il segno di chi non abbassa né la testa, né l’attenzione. A partire dalla guerra civile spagnola il pugno chiuso è diventato simbolo di tutti i movimenti che si opponevano al fascismo. È stato utilizzato successivamente da diversi movimenti per i diritti dei gruppi discriminati, in nome della solidarietà e della ribellione: il movimento per i diritti civili degli anni Sessanta, il movimento femminista americano e il movimento dei militanti per i diritti dei neri. È stato mostrato con coraggio da Tommie Smith e John Carlos alla premiazione delle Olimpiadi del 1968 a Città del Messico, e ancora da Nelson Mandela il giorno della sua liberazione. Un pugno chiuso scelto per dire #MeeToo, “non mi vergogno e non sono sola”, la denuncia dell’abuso, dello sfruttamento, della violenza maschile contro le donne, lanciato dalla femminista nera Tarana Burke e divenuto recentemente un simbolo internazionale. Marielle Franco, brutalmente assassinata il 14 marzo, è emblema dell’intersezione tra queste diverse lotte: si definiva «nera, lesbica e attivista politica, madre a 19 anni e femminista», ed è un esempio di come dietro un pugno alzato in nome della libertà e della giustizia possano essere racchiuse istanze differenti ma legate tra loro.

Tra i temi proposti dal Piemonte Pride rimane centrale l’autodeterminazione dei corpi, il diritto di esprimere in libertà le proprie caratteristiche personali e i propri desideri, e di vivere secondo la propria volontà, quando questo non danneggi altri e altre. La naturalizzazione dell’eterosessualità e del binarismo di genere, che sono al contrario strutture costruite storicamente e culturalmente, è divenuta una sorta di crociata che tenta di impressionare e convincere non tanto gli avversari quanto i legislatori, i parlamentari, i giornalisti e la società civile e si pone l’implicito obiettivo di mantenere in posizione subordinata e sottomessa non soltanto la comunità LGBTTQI* ma anche tutto il genere femminile.

Il pugno alzato dai colori arcobaleno, quindi, è anche il simbolo dell’espressione della propria identità di genere e della propria sessualità in senso più ampio. È simbolo di una lotta che ci liberi da ogni forma di violenza omo/bi/lesbo/transfobica e di genere, fisica o psicologica. Ma è anche rivendicazione della piena uguaglianza nell’esercizio del diritto all’autodeterminazione rispetto a scelte cruciali come la procreazione medicalmente assistita, l’interruzione volontaria di gravidanza, l’eutanasia e il suicidio assistito. È simbolo del riconoscimento di soggettività a cui ancora troppo spesso vengono sottratti dignità e valore: le persone disabili, di cui non sono tutelati alcuni diritti fondamentali, come i diritti sessuali; le persone che soffrono di disagio psichico, spesso associate con una retorica disarmante all’immagine del criminale, con il risultato di marginalizzare ancora di più realtà già provate dall’isolamento e dalla fragilità sociale ed economica; migranti, “nuovi” italiani e rifugiati, che, ancor prima dei diritti civili e sociali, si vedono troppo spesso negare i più basilari diritti umani.

Il mancato riconoscimento dei diritti fondamentali, oltre a rappresentare una contraddizione e una sconfitta sociale e culturale, è oltretutto distante da quanto espresso nella Costituzione Italiana. L’articolo 3 afferma: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Esso esprime uno dei principi più significativi della Costituzione Repubblicana: conseguenza diretta dei valori ereditati dalla Rivoluzione francese (libertà, uguaglianza e fraternità), è in linea con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. La proclamazione del principio di uguaglianza segna una netta rottura nei confronti del passato, quando la titolarità dei diritti e dei doveri dipendeva dall’estrazione sociale, dalla religione o dal sesso.

Il primo comma dell’articolo sancisce l’uguaglianza in senso formale, il secondo l’uguaglianza in senso sostanziale: uguaglianza “formale” significa che tutte e tutti sono titolari dei medesimi diritti e doveri, uguaglianza “sostanziale” significa che lo Stato ha il compito di intervenire per rimuovere tutte le barriere di ordine naturale, sociale ed economico che possano ostacolare la piena realizzazione dell’individuo e agire concretamente per mettere tutte e tutti nelle stesse condizioni di partenza, conferendo pari opportunità per sviluppare pienamente e liberamente la propria personalità. Le differenze di fatto o le posizioni storicamente svantaggiate, quindi, possono essere rimosse anche con trattamenti particolareggiati che altrimenti sarebbero discriminatori. Il carattere aperto del principio di uguaglianza ha consentito alla Corte Costituzionale di adeguare il quadro dei diritti e dei doveri all’evoluzione economica e sociale del Paese, e ha fatto sì che i divieti di discriminazione siano stati estesi, per via giurisprudenziale, agli orientamenti sessuali, alle minoranze etniche e religiose, alla diversa abilità, all’età. L’uguaglianza rimane un principio e un obiettivo irrinunciabile che deve essere difeso e tutelato soprattutto quando, come oggi, risulta al centro di un attacco incrociato, sia nella sua accezione formale che in quella sostanziale.

Le lotte del movimento LGBTTQI* dai drammatici eventi dello Stonewall Inn ad oggi hanno provocato una mutata attenzione nei confronti delle istanze avanzate, sia sul piano nazionale sia su quello internazionale, da parte dell’opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e della classe politica. Tale attenzione, tuttavia, non corrisponde ancora al completo riconoscimento delle rivendicazioni della comunità. È certamente indubbio che alcune di esse siano state accolte a livello politico, ma occorre insistere sul piano istituzionale per ottenere i diritti ancora negati e, al contempo, continuare ad aprirsi a un confronto ampio e permeabile con la società civile per decostruire, attraverso il dialogo, i pregiudizi che ancora sono diffusi nei confronti delle persone LGBTTQI*.

Nel ranking dei diritti elaborato da ILGA Europe (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) l’Italia ottiene il 27%, punteggio piuttosto sconfortante se paragonato al 78% della Norvegia e al 76% del Regno Unito. Nel report 2017, si afferma della situazione italiana a seguito dell’approvazione legge sulle unioni civili: «molti […] sono rimasti sgomenti dalla decisione del governo di eliminare l’adozione da parte del secondo genitore pur di garantire la sopravvivenza della legge. Un linguaggio omofobico verso le coppie dello stesso sesso e i loro figli, usato dai parlamentari che si opponevano alla legge, è diventato lo sgradevole marchio di tutto l’iter legislativo. In un paese in cui i discorsi di odio contro le persone LGBTI non sono oggetto di leggi, questo è stato un momento particolarmente difficile per le famiglie arcobaleno». Secondo ILGA Europe l’Italia, che ha un punteggio più basso di Paesi che si ritengono lontani dall’aver raggiunto una situazione giuridica pienamente egualitaria (come Albania, Bosnia, Kosovo e Montenegro), dovrebbe approvare il matrimonio egualitario, estendere l’accesso alle tecniche di procreazione assistita e proibire gli interventi sui minori intersex quando non vi siano necessità mediche. Ancora molta strada da fare, quindi, e molti punti da conquistare nella classifica dei diritti umani.

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LE RIVENDICAZIONI

La principale richiesta è di investire nella sensibilizzazione, nell’in/formazione e nell’educazione a proposito delle tematiche LGBTTQI*, con l’obiettivo di costruire una società accogliente nei confronti di ciò che è considerato “diverso” e in cui la discriminazione venga condannata,anziché incoraggiata durante i discorsi elettorali. Il superamento di stereotipi e pregiudizi, raggiungibile attraverso un’adeguata informazione, garantisce uno sviluppo armonioso ed equilibrato della persona, contribuendo alla creazione di un clima in cui si senta completamente libera di esprimere se stessa, e in particolare il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere, nella piena facoltà di autodeterminazione. Nel conseguire questo fine rivendichiamo:

LEGGE CONTRO L’OMO/BI/LESBO/TRANSFOBIA: l’estensione della legge Mancino – che prevede aggravanti penali ai crimini di «odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» – anche ai crimini d’odio commessi con l’intento di denigrare l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

LEGGE SUL CAMBIO DI GENERE: la riscrittura completa della legge 164, affinché sia garantito a tutti e tutte il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo e della propria identità di genere, anche sui documenti di identità.

DEPATOLOGIZZAZIONE DELLA TRANSESSUALITÀ: prima considerata “disturbo dell’identità di genere”, ora “disforia di genere” dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali), si richiede che la transessualità sia del tutto depennata dall’elenco delle patologie psichiche, come accaduto per l’omosessualità.

INTERSESSUALITÀ: la cessazione delle riassegnazioni chirurgiche del sesso dei bambini nati con genitali ambigui (intersex), affinché la persona direttamente coinvolta abbia la possibilità di esprimersi autonomamente, al raggiungimento di un’età in cui abbia la facoltà di esercitare appieno il proprio diritto all’autodeterminazione e sia in grado di dare il proprio consenso informato a eventuali trattamenti.

MATRIMONIO: le coppie costituite da persone dello stesso sesso dovrebbero avere uguale dignità e i medesimi diritti assicurati alle coppie eterosessuali. La legge italiana favorisce, di fatto, un principio antidemocratico e discriminatorio, non garantendo alle coppie omosessuali l’accesso al matrimonio: chiediamo parità di diritti anche su questo piano, parità ormai tutelata in molti paesi d’Europa e non solo.

UNIONI CIVILI: unioni di tipo diverso rispetto all’unione fondata sul matrimonio, che siano accessibili a tutte e tutti i cittadini (e non soltanto alle coppie dello stesso sesso in quanto formazioni sociali specifiche con una regolamentazione dedicata, come avviene oggi), affinché sia garantito il diritto di scegliere in libertà da quale istituto giuridico ci si senta meglio rappresentati e tutelati.

ADOZIONI: chiediamo che venga garantita la possibilità di adozione di minori da parte di singoli, singole e coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi ne fa richiesta; anche in questo caso, come già avviene in molti paesi europei e non solo.

TUTELA DEI FIGLI E DELLE FIGLIE DELLE COPPIE OMOGENITORIALI: riteniamo inaccettabile che un genitore, se divenuto tale come parte di una coppia omosessuale, sia costretto ad adottare il proprio figlio sociale attraverso un oneroso percorso in tribunale dall’esito incerto, in quanto la decisione viene rimessa a un giudice con pieno potere deliberativo. Pertanto consideriamo assolutamente insufficiente anche la prospettiva offerta dalla Stepchild adoption. Chiediamo l’introduzione nell’ordinamento di famiglia della possibilità per ogni genitore di riconoscere alla nascita i propri figli, dal momento che attualmente questa possibilità è garantita soltanto al genitore biologico ma non a quello sociale. Si tratta di una misura necessaria affinché entrambe le figure genitoriali siano riconosciute e siano chiamate alla responsabilità della propria prole, vedendo salvaguardata la relazione con i figli. Per i bambini e le bambine che già esistono chiediamo l’adozione piena e legittimante da parte del genitore sociale, anche nei casi in cui sia avvenuta una separazione della coppia genitoriale. Reputiamo fortemente discriminatoria per il genitore non biologico la continua necessità di deleghe per prendersi cura dei propri figli. Ed è ancora più ingiusto per i bambini e le bambine il disinteresse dimostrato dallo Stato nel garantire la continuità affettiva e materiale con il genitore non biologico. Tale disinteresse non solo incrina la loro fiducia in un’istituzione che li considera essenzialmente “figli di un Dio minore” laddove dovrebbe tutelarli, ma ne compromette la serenità non riconoscendo le famiglie nelle quali avviene la loro crescita fisica, emotiva ed esperienziale.

PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA: l’abolizione della Legge 40 e la parità di diritti per tutti e tutte all’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita.

FORMAZIONE ED EDUCAZIONE: la tutela al diritto di corretta in/formazione, in particolare in ambiente scolastico. Affinché l’informazione sia libera da censure e non contribuisca alla discriminazione attraverso la formazione di stereotipi, bensì all’educazione alle differenze e alla creazione di una cultura che valorizzi l’espressione personale come forma di libertà, verso il superamento delle varie forme di bullismo, soprattutto di quello omo/bi/lesbo/transfobico.

LAVORO E WELFARE: rispetto, libertà, dignità per lavoratori e lavoratrici, e leggi che non favoriscano la precarizzazione del mercato del lavoro. Rivendichiamo, inoltre, l’affermazione di un welfare universale.

IUS SOLI E DIRITTI DEI MIGRANTI E DEI RIFUGIATI: approvazione dello ius soli; revisione delle politiche nei confronti dei rifugiati per favorirne un reale inserimento dopo l’uscita dai centri di accoglienza e tutela dei diritti fondamentali di ogni migrante, richiedente asilo o meno.

DIRITTI SESSUALI: riconoscimento dei diritti sessuali delle persone disabili e della figura dell’assistente sessuale.

LEGGE SU EUTANASIA E SUICIDIO ASSISTITO: dopo il riconoscimento del diritto di stilare le Dichiarazioni Anticipate di volontà nei Trattamenti sanitari, chiediamo l’approvazione di una legge che garantisca ai cittadini anche il diritto alla libera scelta per quanto riguarda il fine vita, affinché porre fine ad agonie prolungate e ad accanimento terapeutico diventi una possibilità concreta

Coordinamento Torino Pride GLBT

AGEDO Torino ‐Arcigay “Ottavio Mai” Torino ‐Associazione Culturale e Ricreativa “Sauna 011 Club” ‐Associazione di Volontariato LAMBDA ‐Associazione Famiglie Arcobaleno ‐Associazione GattoNero ‐Associazione GeCO ‐Associazione LGBT Quore ‐Associazione TeSSo ‐Associazione Viottoli, Pinerolo ‐Centro Studi Calamandrei ‐Centro Studi e Documentazione “Ferruccio Castellano” ‐COOGEN coordinamento genitori Torino ‐Gruppo Gayitineris ‐L’Altra Comunicazione ‐Maurice GLBTQ‐Polis Aperta ‐RGR Rete Genitori Rainbow ‐Ufficio Nuovi Diritti CGIL Asti ‐UISP Torino – Wequal – La Scala di Giacobbe, Pinerolo – Tessere Le Identità, Alessandria

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DICHIARAZIONE PER LA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE DI ROMA

La Comunità Cristiana di Base di San Paolo di Roma si schiera accanto alle donne che si battono contro la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Roma in data 17 maggio 2018 che vorrebbe decretare la fine dell’esperienza pluridecennale della Casa Internazionale delle Donne.

L’assurda motivazione del presunto fallimento del progetto della Casa delle Donne svela una visione della Città in cui cultura e socialità hanno poco spazio, una concezione della legalità meramente formale che ignora il valore sostanziale della utilità generale e dell’interesse pubblico, tenuti in grande considerazione dalla Costituzione, e un’idea della proprietà priva della funzione sociale sulla quale la Costituzione stessa ne fonda la legittimità.

Pertanto, la Comunità Cristiana di Base di San Paolo chiede all’Amministrazione Capitolina di recedere da questa inaccettabile decisione e, accanto alle donne che lottano per la difesa della “loro casa”, ricorda che essa ha costituito per decenni e costituisce anche oggi un luogo non solo di incontro e di confronto, ma anche di produzione di servizi, di cultura, di socialità, di lotta, che ha arricchito ed arricchisce l’intera città.

La Comunità Cristiana di Base di San Paolo

Roma, 20 maggio 2018

UOMINI  IN CAMMINO

Il gruppo UinC 1 si riunirà al FAT giovedì 7 e 21 giugno alle ore 18,45.
Il gruppo UinC 2 si riunirà martedì 5 e 19 giugno, sempre al FAT, alle ore 21.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

Festa degli uomini in cammino: sabato 30 giugno, come ogni anno, i due gruppi si ritrovano insieme, per una giornata di festa con le famiglie, a casa di Arci a Fenestrelle.

Incontro a Monza: sul numero di Uomini in camminoche stiamo distribuendo potete leggere il report di Danilo Villa sull’incontro.

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CENTRO  DI ASCOLTO  DEL  DISAGIO MASCHILE

E’ operativo a Pinerolo – in via Bignone 40 – uno sportello di ascolto e di presa in cura di uomini che commettono violenze nelle relazioni intime e familiari.

L’orario di apertura è il seguente: lunedì dalle 18 alle 20; giovedì dalle 16 alle 18.

Si può telefonare al 3661140074,scrivere a liberidallaviolenzaodv@gmail.comoppure venire di persona. Il servizio è gratuito e si svolge nel massimo riserbo.

Dopo il primo contatto telefonico il servizio si articola in colloqui individuali, per verificare e valutare le motivazioni, seguiti da un percorso di gruppo, della durata di alcuni mesi, in cui verranno affrontati e approfonditi i vari aspetti dei comportamenti violenti nelle relazioni affettive. Al termine di questo percorso verrà proposto ai partecipanti di consolidare il proprio cambiamento inserendosi stabilmente in un gruppo di auto mutuo aiuto.

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DIREFARECOSOLIDALE
1-10 GIUGNO 2018: La settimana dei nuovi stili di vita

Questa è la VII edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione pinerolese DireFareEcosolidale. In giro per la città, e anche in sede, trovate i depliant informativi con il programma completo delle iniziative.

Segnalo solo il laboratorio (workshop) organizzato dai gruppi “Uscire dalle guerre” e “Uomini in cammino” e dall’associazione “Liberi dalla violenza”. Per un disguido tecnico non compare l’Associazione Viottoli, che però aderisce e partecipa.

Il titolo del laboratorio e: “Perchè diciamo NO”: NO TAV, NO MUOS, NO GUERRE ecc., prendendo lo spunto dalla presentazione di un libro “Oltre le reti” che racconta i momenti più forti della lotta in Sicilia contro l’installazione delle parabole del MUOS, sul territorio del comune di Niscemi, funzionali alle guerre degli Stati Uniti nel Medio Oriente.

Il laboratorio si svolgerà tra le 16 e le 17di domenica 10.

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TESSERE RELAZIONI E’ ARTE
Convegno 9-10 giugno 2018 a Torreglia (Pd)

Il convegno è organizzato, come ogni anno, dall’Associazione culturale Identità e differenzadi Spinea (Ve). Trascriviamo alcune frasi dal volantino di invito e di presentazione del tema:

Sono convinta che la Politica che dice il vero inizia là, nel comealmeno due persone si comunicano, si raccontano, si scambiano i propri desideri, progetti ed esperienze e li rendono visibili nel mondo, e progettano, creano cultura, imprendono mettendosi in condizioni di coinvolgere anche altre donne, altri uomini” (Adriana Sbrogiò)

Tessere relazioni è l’arte del vivere, la difficile arte di come mi metto al mondo con le mie aspettative, i miei desideri, il mio bisogno d’amore, e come questo sia indissolubilmente intrecciato alla mia relazione con gli altri. E’ un difficile equilibrio” (Gabriella Cimarosto)

Mettersi in gioco con amore verso le altre, gli altri:le donne, vedo, sono più interessate ed abili nel mettersi in relazione e soprattutto nel curarle; sanno che mantenere e arricchire le relazioni è un lavoro faticoso, paziente e continuo: è un lavoro di cura” (Donatella De Pieri)

Tessere relazioni è arte, non è un’arte, perchè arte non è da confondere con abilità, che esprime di più l’aspetto dell’esercizio ripetuto e paziente, ma anche calcolante, dell’azione umana. Viviamo un tempo in cui gli aspetti relazionali sempre di più vengono delegati a specialisti in ogni ambito della vita sociale, con il rischio di costringere o di eludere il libero gioco delle soggettività in nome del compito istituzionale che ci si aspetta da loro. Credo che l’atteggiamento calcolante sia molto più diffuso tra gli uomini che non tra le donne, e questo è un segnale di paura nei confronti dell’alterità imprevedibile ed incontrollabile. Ciò ha a che fare anche con la difficoltà, soprattutto maschile, di accettare le dipendenze inevitabili della condizione umana: la dipendenza dalla materia, dall’ecosistema, dalla madre, ecc.” (Gianni Ferronato).

Dalla nostro CdB parteciperanno: Doranna, Carla e Beppe

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