Foglio di Comunità – n° 11/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 31/10/2018

LE  EUCARESTIE

DOMENICA  11  novembre, ore 10: prepara Domenico

DOMENICA  25  novembre, ore 10: prepara Beppe

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ASSEMBLEA  DI COMUNITA’

Domenica 25 novembre, ore 10,30 (dopo l’Eucarestia)

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GRUPPO BIBLICO

Ogni lunedì alle ore 21: stiamo leggendo il Vangelo di Marco.

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GRUPPO RICERCA

Giovedì 15 e 29 novembre: stiamo leggendo il libro “Il contratto sessuale” di Carole Pateman. Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

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COORDINAMENTO REGIONALE

Martedì 25 ottobre scorso ci siamo incontrati/e presso Opportunanda di Torino, invitati dalla cdb di Torino con queste parole: “Riprendendo l’attività dopo le vacanze, abbiamo pensato all’importanza e alla bellezza di ritrovarci tra comunità del Piemonte per organizzare qualche iniziativa comune. Potrebbe essere anche l’occasione per raccontarci i progetti per il prossimo futuro, scambiare idee e sostenerci a vicenda. Noi della CdB di Torino stiamo pensando come ogni anno ai tre incontri ad Albugnano: ci piacerebbe che il tema fosse scelto insieme e condiviso, se siete d’accordo”.

Durante l’incontro c’è stato un primo scambio di esperienze e di iniziative in corso presso le diverse comunità presenti: Torino, Piossasco, Chieri, Pinerolo via Città di Gap e Pinerolo-Viottoli.

Poi abbiamo condiviso la proposta di Torino di trasformare gli incontri di Albugnano in incontri regionali delle Cdb del Piemonte, come già lo scorso anno.

Le proposte sono state diverse:

  • Giovani e comunità; giovani e fede
  • La festa cristiana alla luce del sabato ebraico
  • Iniziazione cristiana oggi: catechesi, annuncio di fede ai bambini e alle bambine
  • L’economia del dono come alternativa al mercato capitalistico-patriarcale; il dono apre una relazio- ne
  • Lavoro, povertà e disuguaglianza, mancanza di lavoro
  • Povertà, impoverimento (tema dell’ultimo incontro delle Cdb europee), come sfondo all’interno del quale ci stanno tanti sottotemi: lavoro, giovani, economia, ecc.

Non si è esclusa la possibilità di fare, su uno o più temi, anche incontri più specifici di una giornata a Torino, presso Opportunanda.

Entro il 10 novembre le Cdb del Piemonte sono invitate a formalizzare meglio proposte e segnalare eventuali nomi di relatrici e relatori, inviando una e-mail a Loredana Cordero della cdb di Torino. Sarà la Cdb di Torino a raccogliere le proposte e a definire il tema o i temi.

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SONO STATO ALL’ISOLOTTO…

Sabato 27 e domenica 28 ottobre ho partecipato alla festa per i 50 anni della cdb dell’Isolotto di Firenze, portando loro i saluti e l’abbraccio affettuoso e riconoscente della nostra comunità e della segreteria tecnica nazionale. Sono stati un giorno e mezzo di incontri, testimonianze e riflessioni, dal titolo “1968-2018: eppure il vento soffia ancora. Fare comunità: pratiche e ricerche a confronto”.

Sabato mattina una tavola rotonda tra tre “storici” ha ripercorso la storia dell’Isolotto, del quartiere e della comunità, mettendone in luce il “continuo divenire” tra “fedeltà al progetto comunitario” e ricerca come “apertura – anche rottura e alternative – degli schemi comunitari tradizionali”. Nel pomeriggio hanno portato la loro testimonianza uomini e donne che all’Isolotto si sono formati/e all’impegno sociale e politico o che nelle baracche della comunità continuano a trovare ospitalità gratuita per i loro gruppi e le loro associazioni.

Provo a condividere alcune delle riflessioni che mi hanno stimolato pensieri:

  • Le CdB – l’Isolotto per prima – sono una testimonianza vivente del “NOI che si fa storia: la realtàcollettiva, non le grandi personalità”, “ricerca comunitaria in luogo di spiritualismo individuale”, mentre l’ideale che ancora oggi si prospetta ai seminaristi è: “sarete i leader della comunità”.
  • La coscienza autonomaè ancora un pericolo mortale per i clericalismi e questo non lo può fare un singolo, ma una comunità;
  • La povertà vissutaconsente libertà; la scelta “per i poveri” non è invenzione della Teologia della Liberazione, ma di Gesù, e si fa impegno politico: povertà come “lotta alla povertà”. In questo senso siamo comunità “partigiane”, di parte;
  • “Anche se siamo pochi/e siamo però parte di una rete mondiale di comunità”: dobbiamo fare molta attenzione ad abbandonare tutto ciò che è escludente (linguaggio, verità…) e, soprattutto, avere molto rispetto della diversità dell’altro/a, molta convivialità;
  • E i/le giovani?” è stata domanda ricorrente. Le risposte sono state diverse:

– non riusciamo a collegarci con loro perchè possano contribuire al cambiamento del mondo… eppure si può cambiare questa città!

– il collettivo femminista “Giardino dei Ciliegi” incrocia la vita di “tantissime/i” giovani, ma la precarietà rende difficile il loro coinvolgimento costante:

– forse non si coinvolgono nelle nostre comunità perchè stanno andando “oltre le religioni”, a vivere giustizia e solidarietà fuori dai nostri confini…

Domenica mattina la pioggia non ha disturbato l’assemblea eucaristica nella piazza dell’Isolotto, assemblea di ricca di letture, interventi, riflessioni, canti, condivisione di pane e vino… e terminata con una danza collettiva ritmata da un bravissimo violoncellista alle prese con Bach. Erano presenti – alcuni/e già da sabato – anche sorelle e fratelli delle cdb di Roma, Genova e Livorno, e sono stati letti i messaggi delle altre Cdb italiane.

Il tema su cui si sono concentrate di più le riflessioni è stato quello della povertà, declinata nelle varie forme della precarietà, mancanza di lavoro e di prospettive di vita dignitosa, violenza… Nel mio breve intervento ho ricordato il recente Convegno europeo di Rimini e la relazione di Petrella, che ci ha sollecitati/e a usare il termine “impoverimento”, per renderci consapevoli che la povertà è un processo storico che ha dei responsabili: i detentori del potere, finanziario e culturale, a cui tentano di mantenerci sottomessi/e. Sono uomini, da millenni.

Ho proposto, quindi, di dar vita anche all’Isolotto a un Gruppo di autocoscienza maschile, per contribuire alla trasformazione di questa cultura maschilista patriarcale a favore di una nuova civiltà delle relazioni, libere dalla violenza del dominio, della competizione, della guerra…

E ho portato a casa alcuni libri che metto volentieri a disposizione di chi volesse leggerli:

  • Enzo Mazzi: tracce di una biografia, a cura di Luciana Angeloni
  • L’esperienza cristiana dell’Isolotto. Il racconto di un testimone partecipe, di Jacques Servien
  • L’Isolotto. Una comunità tra vangelo e diritto canonico, di Sergio Gomiti
  • Il mio ’68, della comunità dell’Isolotto.

Beppe Pavan

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VIOTTOLI

Stiamo ultimando la preparazione del n. 2/18, che ospiterà anche la relazione introduttiva svolta da Riccardo Petrella al 10^ Convegno Europeo delle CdB e alcuni materiali inerenti al tema affrontato: “Cristiane e cristiani per un mondo più giusto e per una Chiesa povera”.

Ringraziamo chi continua ad accogliere con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario:

IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108   BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi.

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.itcliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 1/2018

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UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi seguiranno il seguente calendario:

  • Il gruppo UinC 1si riunirà al FAT giovedì 8 e 22 novembre alle ore 18,45.
  • Il gruppo UinC 2 si riunirà venerdì16 e 30 novembresempre al FAT, alle ore 21.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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DUE MANIFESTAZIONI  A  NOVEMBRE

Sabato 10 novembre a Torino, come in altre città italiane, si svolgerà una manifestazione contro il disegno di legge presentato dal leghista Pillon, “fortemente contestato perché ritenuto troppo sbilanciato in favore dei padri, incapace di comprendere la situazione reale delle donne in Italia, e “distratto” nel considerare il contesto culturale italiano e gli approdi giurisprudenziali che sono il frutto di anni di pronunce” (Roberto Cataldi– https://www.studiocataldi.it/guide_legali/affidamento_dei_figli/affidamento-condiviso.asp).

Sabato 24 novembre in mattinata a Pinerolo una manifestazione di donne e di uomini richiamerà l’attenzione della città sulla necessità urgente di porre fine alle violenze maschili contro le donne. E’ importante che ci prepariamo e passiamo parola tra i nostri amici e conoscenti uomini, affinché la partecipazione sia numerosa. La violenza maschile contro le donne è un problema degli uomini: sono responsabili i singoli che la commettono, ma siamo corresponsabili tutti perché non abbiamo ancora fatto abbastanza per farla cessare. Il 25 novembre ci deve vedere in piazza sempre più numerosi!

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ANCHE IL PAPA CONTRO LE DONNE

Bisogna che le donne riprendano a farsi sentire. Mai fidarsi neppure delle leggi. Dovevamo sapere che, se l’obiezione è stata la concessione per votare la 194, bisognava pretendere la soppressione di una norma incostituzionale (gli obiettori alla leva ricusavano un obbligo costituzionale: le leggi si riformano e basta). Le prospettive non sono felici: se guardiamo lontano non avranno speranza le brasiliane se va al ballottaggio Jair Bolsonaro che, apologeta della dittatura, sostenitore della tortura e della pena di morte, negatore dei diritti dei neri e dei lavoratori, ha detto a una deputata «non ti stupro perché non te lo meriti».

Purtroppo non si capisce mai che quando si attacca il corpo delle donne è già leso lo stato di diritto, che è di tutti. Ma il machismo è funzionale non solo nelle forme violente: si può infiltrare perfino nella mente delle donne. Che – se controlliamo il seguito delle campagne nelle scuole dei bimbi – possono non accorgersi che la legge Pillon non “tutela” le famiglie: è solo ideologica e riporta ad una forzata indissolubilità per via rapida (la legge, iscritta in “Commissione redigente”, non sarà discussa in aula). I bambini non avranno parola né dignità, la donna non avrà l’assegno di mantenimento e l’uomo non avrà obblighi genitoriali paritari e il ricorso, a pagamento, al “mediatore familiare” sarà comunque inutile.

Da anni, con graduale intensità, miriadi di siti “per la Vita” sono ritornati a sostenere che l’aborto è una violenza che le donne infliggono a se stesse e che bisogna salvarle, le donne, perché l’aborto uccide una persona. Cambia il linguaggio, non si insiste sulle preghiere fuori dalle ginecologie, ma torna il primato del “concepito” che, giuridicamente, culturalmente ma anche moralmente, si chiama embrione e acquista valore di “persona” solo una volta partorito. Sono le donne le prime a rispettare la vita e per questo hanno preteso una legge che regolamentasse la piaga sociale ed eliminasse la clandestinità.

Perfino papa Francesco aveva eliminato la crudeltà dell’assoluzione davanti al vescovo per “questo” peccato. Ma ha dovuto, in questi giorni per lui non facili, prendere la parola su un argomento spinoso, perché la dottrina cattolica è anche la sua, ma soprattutto perché i veterocattolici – il “caso Verona” non è stato un caso – hanno alzato la sfida e affiancano le altre iniziative volte a mettere in crisi un papato “eretico”. Dovevamo farne le spese noi donne. Perchè, diciamolo forte, Francesco almeno si poteva risparmiare espressioni offensive che hanno mortificato la dignità di tutte, credenti o meno che siano, perfino le musulmane che sono fra le utenti del servizio.

È bene renderci conto che i movimenti Pro Vita hanno lavorato anche sul nuovo governo (con padre Pio in tasca e il rosario in mano) e hanno già ottenuto disponibilità dal ministro dell’Istruzione a seguire l’esempio del Comune di Verona che, pur sapendo che il problema dell’aborto riguarda anche i cattolici che hanno sostenuto la 194, finanzierà (con il voto di una rappresentante Pd) l’Associazione “Culla segreta” che, per favorire le famiglie che desiderano adottare, lascia maturare un embrione nel corpo di una donna, convinta a non riconoscere suo figlio e a darlo ad una famiglia che “lo vuole”, esattamente come si fa con una “madre surrogata”.

Torniamo pure indietro a riprendere lotte in parte superate dalle pillole – anch’esse boicottate in Italia – ma il ministro Fontana – e anche il papa poco “misericordioso” – si rassegni: le donne non torneranno indietro.

Giancarla Codrignani
Adista Notizie n. 36 del 20/10/2018

Foglio di Comunità – n° 10/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 30/09/2018

LE  EUCARESTIE

DOMENICA 14 ottobre ore 10 : prepara Memo

LUNEDI 29 ottobre ore 21 : prepara Carla

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ASSEMBLEA DI COMUNITA’

Lunedì 29 ottobre ore 21,30 (dopo l’Eucarestia)

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GRUPPO BIBLICO

Martedì 2 ottobre, alle ore 21, presso il FAT, Beppe ci presenterà il libro del Deuteronomio. Poi gli incontri proseguiranno ogni lunedì (salvo il 29 ottobre in cui ci sarà l’Eucarestia) sempre alle ore 21 e continueremo la lettura del Vangelo di Marco.

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GRUPPO RICERCA

Giovedì 4 e 18 ottobre: inizieremo la lettura del libro “Il contratto sessuale” di Carole Pateman, mentre il libro “Stupro a pagamento”, di cui abbiamo parlato sul foglio cdb di settembre, sarà letto individualmente. Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

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DI RITORNO DA RIMINI

dove si è svolto, nei giorni 21 – 22 – 23 settembre 2018, il 10° incontro europeo delle comunità di base sul tema: “Cristiane e cristiani per un mondo più giusto e per una chiesa povera”

“E’ stato un bell’incontro”: questo il giudizio sostanzialmente unanime, non solo nostro durante il viaggio di ritorno, ma anche di chi siamo riusciti/e a salutare personalmente, italiani/e e “stranieri/e”… gli abbracci, poi, non conoscono ostacoli linguistici.

Eravamo circa 120 donne e uomini, metà dalle CdB italiane e metà da Austria, Belgio, Francia, Spagna, Svizzera.

Venerdì sera abbiamo completato la fase della conoscenza reciproca coinvolgendoci allegramente in trascinanti valzer viennesi e in alcuni balli della tradizione occitana, che unisce idealmente e culturalmente Italia nord-occidentale, Francia meridionale e Catalogna spagnola.

La giornata di sabato è stata interamente dedicata al tema dell’incontro, introdotto da un appassionato e apprezzatissimo intervento di Riccardo Petrella. Lo sbobineremo e pubblicheremo integralmente sul prossimo numero di Viottoli. Dai nostri appunti ve ne ricaviamo lo schema:

1- Ci ha chiesto: siete pronti a ribellarvi al sistema dominante?i cui principi-base sono l’utilità, la violenza e la disuguaglianza. Dobbiamo rifiutare, cominciando nel nostro cervello, l’idea che la povertà sia un fatto ineluttabile di natura; parliamo piuttosto di “impoverimento”, perché si tratta di un processo storico, generato da noi e a cui noi possiamo e dobbiamo porre fine, abbattendo i fattori strutturali che lo generano: in particolare ha elencato la guerra, il sistema finanziario e i paradisi fiscali, il diritto di proprietà privata sull’essere vivente, l’ineguaglianza del reddito (redistribuirlo non serve a nulla)…

2- Come praticare questa rivolta? Nessuno ce lo può dire, perché le cose da fare le impariamo insieme.

3- Per questo è importante la comunità locale. Bisogna ricostruire i beni comuni pubblici: difendere il “pubblico” significa avere cura della comunità globale della vita della terra, perché non esiste comunità locale senza diritti universali. Due proposte:

  • Superare l’antropocentrismo
  • Celebrare la vita, non Dio, perché Dio è la vita, la vita è Dio.

Nel pomeriggio abbiamo partecipato ai diversi laboratori, preparati e animati da persone e gruppi delle varie nazionalità. Impossibile darne conto in questo breve report.

Possiamo invece ringraziare la CdB del Cassano che domenica mattina ci ha convocati/e attorno a una mensa eucaristica ricca di suggestioni e di riflessioni, centrate soprattutto sulla indispensabile consapevolezza che tutti e tutte siamo migranti e che ci dobbiamo reciproca accoglienza e incondizionata solidarietà.

L’assemblea ha anche letto nelle varie lingue e approvato il documento finale, che trovate pubblicato a parte.

Concludiamo con un pensiero affettuoso e riconoscente a Benedetto Musacchia, morto alla vigilia dell’incontro: un abbraccio ancora, a nome di tutte le comunità italiane ed europee, alla sua famiglia e alla sua comunità, quella del Cassano di Napoli.

E un invito a tutti e tutte: la prossima volta non facciamoci intimidire dalle lingue straniere che non conosciamo, perché gli/le studenti della Facoltà di Lingue di Bologna-Forlì sono state bravissimi/e!

Luisa, Memo, Carla, Beppe, Luciana, Eliana

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10° INCONTRO EUROPEO DELLE CDB – ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO SUI MIGRANTI

Le Comunità Cristiane di Base provenienti da vari paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Belgio), riunite a Rimini nei giorni 21, 22 e 23 settembre 2018 per il 10° incontro europeo, dal titolo “Cri- stiane e cristiani per un mondo più giusto e per una Chiesa povera”, a conclusione dei lavori dedicati al tema della povertà, fondamento della vita della comunità che Gesù di Nazareth ha annunciato, e alla luce degli eventi drammatici che stanno segnando la vita del nostro continente per quanto concerne il rapporto con i poveri ed i migranti, non possono lasciare questo convegno senza aver espresso la loro profonda indi- gnazione per come la “fortezza Europa” sta affrontando i temi dell’immigrazione.

Il Continente Europeo, che ha sempre vantato nelle sue origini e nel suo spirito la cultura cristiana, oggi, in aperto contrasto con il messaggio evangelico che individua nel povero e nel migrante la figura stessa del Cristo, erige fili spinati e cordoni difensivi nel mar Mediterraneo, organizza respingimenti e detiene in mo- do indegno in cosiddetti “centri di accoglienza” migliaia di disperati, spinti sulle nostre coste da guerre, persecuzioni e fame.

Dal 2014 ad oggi più di 16.000 migranti hanno lasciato la vita nel mar Mediterraneo, diventato un mare di morte.

Il vento dei nazionalismi e dei populismi, che soffia forte in tutte le nazioni, sta alimentando il fuoco dell’intolleranza e del razzismo e sta facendo crescere, senza motivi reali, la paura per il “diverso”, accusa- to di crimini che non ha in alcun modo commesso.

Nel mondo globalizzato le transazioni finanziarie, denaro e merci circolano nella rete in totale libertà, che non è assicurata a uomini e donne che per necessità lasciano il loro paese.

TUTTO CIÒ È DISUMANO: non è ammissibile che le nazioni più ricche della terra, che da sempre sfrut- tano i popoli dell’Africa, creando le condizioni per il sorgere di conflitti che insanguinano da decenni sia il continente africano sia il Medio Oriente, oggi chiudano le loro porte a tanta sofferenza.

DICIAMO BASTA alla segregazione di migliaia di disperati in Libia che, priva di uno stato di diritto, non è un porto sicuro, per cui ogni respingimento verso quel territorio equivale, spesso, ad una condanna a mor- te.

DICIAMO BASTA ai milioni di euro che l’Europa, pur di bloccare la “rotta balcanica”, elargisce ad una nazione come la Turchia che, sotto il pugno di Erdogan, sta oscurando sempre più i valori democratici. DICIAMO BASTA ad ogni delegittimazione delle ONG che tante vite hanno salvato.

CI RIVOLGIAMO CON FORZA alla comunità dei credenti e ai loro pastori perché vivano con coerenza la loro fede, respingendo, come contrario al messaggio evangelico, ogni atteggiamento di discriminazione e di razzismo e si adoperino per predisporre, nei limiti delle loro disponibilità, forme di accoglienza degne di questo nome.

CHIEDIAMO AL PARLAMENTO EUROPEO di respingere con determinazione le derive xenofobe e razziste che stanno emergendo nel nostro continente, allorché governanti senza scrupoli e mossi unicamen- te da brama di potere spargono il seme della paura e dell’intolleranza, riversando sui migranti le responsa- bilità di una crisi economica e finanziaria che ha tutt’altre origini.

RIVENDICHIAMO politiche umanitarie che tengano in considerazione non solo i profughi di guerra, ma anche quelli economici ed ambientali, frutto perverso del nostro modello di sviluppo e di uno stile di vita da cui dipendono gli attuali sconvolgimenti climatici.

AUSPICHIAMO la creazione di ulteriori corridoi umanitari che permettano ai migranti di raggiungere in sicurezza l’Europa, in modo da evitare loro anni di profonda sofferenza e rischi concreti di morte, prenden- do a modello le esperienze già in atto che hanno dimostrato tutta la loro validità.

CI IMPEGNAMO, lasciando questo convegno dedicato alla “Chiesa dei poveri”, a far sì che le nostre pic- cole comunità operino ogni giorno per favorire e praticare azioni di accoglienza e annunciare, con fiducia, il messaggio liberante di Gesù, che si è identificato con i poveri e i migranti, nella profonda convinzione che i veri crocifissi della storia siano loro e non quelli affissi alle pareti di tante istituzioni religiose e laiche come meri simulacri senza vita.

Le Comunità Cristiane di Base europee
Rimini, 23 settembre 2018

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E’ MORTO BENEDETTO MUSACCHIA

Giovedì 20 settembre è morto Benedetto Musacchia, della CdB del Cassano di Napoli.

Famigliari, fratelli della Comunità, amici hanno tanti motivi per ricordarlo e piangerlo, le CdB italiane hanno avuto in lui un deciso sostenitore della funzione del collegamento per la continuità e l’efficacia della loro presenza nella chiesa di baseitaliana.

Sistematicamente presente alla riunioni del Collegamento nazionale, partecipava con saggezza alla ricerca delle soluzioni per le difficoltà che s’incontravano e dei problemi che spesso nascevano nella definizione dei programmi comuni.

Alla sua memoria continuiamo ad ispirarci nel cammino intrapreso, uniti nella diversità.

Le Comunità di Base italiane

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ADDIO AD UN FRATELLO CARISSIMO

Dopo una lunga malattia stamane il nostro carissimo Benedetto ci ha lasciato.

Il grande dolore di questi momenti stringe il nostro cuore e un mondo di esperienze svolte insieme, unite ad una valanga di ricordi, ci travolge.

Grazie, Benedetto, per tutto quello che ci hai saputo donare.

Il tuo entusiasmo, la tua generosità, la tua profonda partecipazione alla vita comunitaria, il tuo impegno per tutto il movimento delle CdB, il tuo profondo affetto per i più piccoli della comunità, le tue provoca- zioni forti e stimolanti anche se scomode, e tanto altro ancora, vivono indelebili nei nostri cuori.

Un abbraccio grande va ad Anna Maria, Davide, Francesco, Daniele e a tutti i membri della sua famiglia. La tua e la nostra fede nel Vangelo ci danno la certezza di una vita vera che continua insieme dentro cia- scuno di noi; una vita che continuerà a produrre frutti per la nostra comunità, che cammina lottando per un mondo più giusto a dimensione degli ultimi e dei poveri.

VIVI FRA NOI, FRATELLO BENEDETTO 

La Comunità di Base del Cassano

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MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI

E’ organizzata per domenica 7 ottobre. Partiranno due pullman da Torino e uno da Carmagnola: il costo è di 30 € a testa. Fate pure riferimento a me o a Valter Passet per prenotarvi e organizzare le auto per l’andata e il ritorno ai due pullman. Il più presto possibile.

Beppe

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 PER I 50 ANNI DELL’ISOLOTTO

Sabato 27 e domenica 28 ottobre la Cdb dell’Isolotto di Firenze festeggia i propri 50 anni di vita con una due giorni di incontri, testimonianze e riflessioni, dal titolo “1968-2018 eppure il vento soffia ancora. Fare comunità: pratiche e ricerche a confronto”. Della nostra comunità, e anche a nome della Segreteria Tecnica, parteciperà Beppe. Speriamo che altri e altre delle cdb del Piemonte vogliano aggiungersi.

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GUERRA E MIGRAZIONE

Il Coordinamento Pinerolo “18 giugno” e Mondadori Bookstore Pinerolo, con il patrocinio del Comune di Pinerolo, ha organizzato un ciclo di quattro incontri sul tema “Guerra e Migrazione”. Il primo si svolgerà venerdì 12 ottobre, alle ore 21 presso la Sala del Circolo Sociale, via del Duomo 1 (1° piano) con un intervento di Domenico Quirico su “Migrazioni, un problema di diritto”.

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VIOTTOLI

Laredazione si incontrerà martedì 9 ottobre alle ore 21, a casa di Carla e Beppe.

Stiamo preparando il n. 2/18 che ospiterà, tra l’altro, anche la relazione introduttiva svolta da Riccardo Petrella al Convegno Europeo di Rimini e alcuni materiali inerenti al tema affrontato: “Cristiane e cristiani per un mondo più giusto e per una Chiesa povera”.

Ringraziamo chi continua ad accogliere con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (so- cio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi.

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.it cliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

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MEDICI CON L’AFRICA

Abbiamo ricevuto la lettera del Presidente del CUAMM Piemonte, Giuseppe Ferro, che ci ringrazia per il sostegno che anche l’anno scorso abbiamo mandato loro con la colletta di Natale (220 €).

Ci ricorda in cosa consiste il loro impegno: “andando periodicamente nei villaggi somministriamo vaccinazioni, profilassi e controllo del peso per i più piccini, insegniamo alle mamme a preparare cibi nutrienti con il poco che hanno a disposizione e le convinciamo a rivolgersi alle strutture sanitarie dove sono assistite da personale qualificato. Riabilitiamo gli ospedali e i centri di salute con ristrutturazioni, attrezzature e medi- cinali”.

Accogliamo l’invito a rimanere al loro fianco con la colletta del prossimo Natale.

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UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi riprenderanno con il seguente calendario:

  • Il gruppo UinC 1 si riunirà al FAT giovedì 11 e 25 ottobre alle ore18,45.
  • Il gruppo UinC 2 si riunirà venerdì 5 e 19 ottobre sempre al FAT, alle ore21.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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GRAN BALLO OCCITANO DI SOLIDARIETA’

Sabato 13 ottobre alle ore 21 presso il Centro Pedagogico di Danze Popolari a Bricherasio, fraz. Cappella Merli, strada Avaro 4. Suonerà il gruppo dei Descarpentas. Ingresso ad offerta (minimo 5 €): l’incasso sarà devoluto all’associazione di volontariato “Liberi dalla Violenza”.

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VERSO IL 25 NOVEMBRE

Presto sarà pronto il volantino che riporterà il calendario delle varie iniziative che abbiamo concordato con l’Amministrazione Comunale di Pinerolo: cinema, musica, dibattiti e sabato 24 novembre mattina una manifestazione di donne e di uomini che richiameranno l’attenzione della città sulla necessità urgente di porre fine alle violenze maschili contro le donne.

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AD UN AMICO CHE OGGI È CONTRO I MIGRANTI

Caro amico, è il momento della separazione. I nostri cammini prendono due direzioni diverse.

È tempo di vedere la differenza che ci divide, di chiarire ciò che ci separa, dopo che per una vita abbiamo alimentato tutto ciò che ci univa.

La crisi della Diciotti, che a prima vista è (quasi) tutta italiana, è in realtà l’ultimo atto – perché ormai lo ritengo tale – di una divisione netta fra due filosofie, di due concezioni separate e contrapposte di un mo- dello di umanità.

Non ne faccio una questione politica, nè partitica, perché è invece argomento che fa da fondamento all’umanità futura, che riguarda dunque l’antropologia che vogliamo impostare per il domani, per il mondo cioè che popoleranno i nostri figli e i figli dell’umanità intera.

Già ci hanno provato i nazismi e i fascismi di altri tempi, come anche i comunismi reali sparsi su tutto il globo terrestre: quello che si portava avanti – e che oggi si ribadisce con veemenza e con violenza è la concezione di un essere umano funzionale a una ideologia o comunque alle convenienze di chi ha già i suoi privilegi.

Mi vergogno di essere italiano, rappresentato cioè da chi governa l’Italia oggi, ma mi vergogno grande- mente anche di essere europeo, rappresentato da un Sistema che esclude invece di includere, un Sistema che guarda solo ai benefici finanziari o di consenso sociale in qualsivoglia relazione, un Sistema che ci inocula una fottuta paura di perdere ciò che stiamo comunque perdendo: i privilegi di appartenere alla parte ricca del mondo (che continua a sfruttare, spremendola, quella povera).

Mi vergogno perciò di appartenere a questo Occidente, che ancora vuole imporre agli altri popoli, alle altre culture, alle altre filosofie, la dominazione della propria economia, della propria politica, della pro- pria cultura e della propriafilosofia.

Mi vergogno di appartenere alla parte ricca del mondo. È per questo che mi dedico a quella povera.

Sono infatti convinto che bisogna convertirsi radicalmente ai più poveri e al loro mondo, per poterci ar- ricchire finalmente in solidarietà, compassione, sapienza, giustizia, fede e forza di liberazione per essere radicalmente felici.

Per completare la vostra opera, state insistendo in modo sistematico sul fatto che i migranti siano in per- manenti “crociere vacanziere” e che, quando arrivano in Italia, si dedichino allo sport più diffuso al gior- no d’oggi: perdere il tempo dietro a un telefonino e infastidire, molestare e intimorire la gente. È proprio in questo modo che su costoro si realizza invece una profezia raccontata in antichità (un’antichità peren- nemente attuale) da un ebreo, di nome Isaia: «Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba, non ho sottratto la faccia agli insulti e aglisputi».

Non è un fatto di fede in Dio, ma di passione per gli esseri umani che soffrono e devozione per quelli che si identificano con essi. Credo dunque a questo genere di umanità, e rinnego come falsa e deviante quella che voi propugnate.

Fra le due non vi può essere alcun compromesso, come non vi è compromesso fra la luce e il buio, né è più possibile continuare ipocritamente a far finta che si può stare contemporaneamente di qua e di là.

Carlo Sansonetti
(co-fondatore e attuale presidente dell’Ass. “Sulla Strada”)

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LA RICCHEZZA GENERA SEMPRE PIU’ POVERI

Per continuare a riflettere sui temi del convegno europeo di Rimini, dove Riccardo Petrella ci ha invitato, ad e- sempio, a parlare di impoverimento e non di povertà e ha sostenuto la necessità di lottare per l’uguaglianza del reddito e non per la sua redistribuzione. Trascriviamo quasi integralmente l’articolo di Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica ed Etica sgr, pubblicato sulla rivista Qualevita di settembre 2018.

CHE COSA SAPPIAMO DELL’ANDAMENTO MONDIALE DELLA POVERTÀ?

L’Istituto Credit Suisse ha pubblicato l’ottava edizione del Global Wealth Report: una relazione interes- sante e sfortunatamente eloquente. Secondo il report la ricchezza globale ha ripreso a crescere (+ 6,4% sull’anno precedente), risultando addirittura superiore del 27% ai livelli pre-crisi (da 52.074 dollari per adulto nel 2007 a 56.540 nel 2017).

Il dato più significativo è che la ricchezza è cresciuta, ma si è ulteriormente concentrata. Aumentano i milionari: dal 2007 ad oggi ce ne sono 8.740.000 in più, metà dei quali negli USA (620.000 nell’area Eu- ro), raggiungendo quota 36.000.000 (Credit Suisse se ne aspetta 44.000.000 nel 2022). Però la ricchezza è diminuita in Africa, nell’Area Asia-Pacifico ed è piatta in America Latina. I ricchi hanno aumentato la loro ricchezza decisamente di più di quanto sia successo aipoveri.

Se stiamo uscendo dalla crisi internazionale, lo stiamo facendo con un aumento della disuguaglianza. I- noltre, la ripresa della crescita si è concentrata soprattutto nei mercati finanziari più che nell’economia produttiva o di servizi, cioè nell’economia reale, dove nulla è cambiato dall’inizio della crisi.

Le distanze si allargano: il 10% più ricco della popolazione mondiale detiene l’88% della ricchezza, l’1% il 51,1%, cioè quanto il 99% della popolazione (all’inizio del millennio l’1% più ricco della popolazione deteneva il 25,5% della ricchezza).

Chi colpisce soprattutto questa povertà? Tra le fasce dei non-ricchi si trovano soprattutto i giovani: i Mil- lenials che magari hanno una formazione migliore dei loro genitori, ma hanno meno chances di loro di possedere ricchezza (casa, reddito, pensioni, ecc.). Il rapporto dimostra come i Millenials se la cavino peggio dei loro genitori alla loro età, pur appartenendo a gruppi di popolazione meno numerosi, che quin- di dovrebbero soffrire meno la concorrenza nell’accesso al mercato del lavoro. Invece non è così, forse anche perchè negli anni della crisi si sono ulteriormente ridotti gli investimenti pubblici.

MENO FINANZA SPECULATIVA, PIU’ ECONOMIA REALE E ACCESSO AL CREDITO

Perchè i divari continuano ad aumentare? La diminuzione della povertà è un obiettivo da perseguire. E’ un tema connesso da sempre con la giustizia, in particolare ad una equa distribuzione delle ricchezze ed alla possibilità di dare pari opportunità a tutti anche per il loro sviluppo economico. La società si dovreb- be adoperare perchè sia data a tutti la possibilità di superare le differenze dovute al luogo di nascita, al contesto sociale, alle condizioni culturali, alla situazione economica della propriafamiglia.

Ricevere credito è un diritto umano, per questo occorre agire e trovare modalità, come il microcredito, affinché le persone possano accedere al credito per migliorare la propria condizione economica attraverso lo sviluppo delle proprie capacità. E’ questo un aspetto importante della finanza etica. (…)

Occorre anche che della finanza etica si considerino le idee di cambiamento della finanza, in modo da riportarla più vicina all’economia reale. Ciò che sta avvenendo negli ultimi anni è l’introduzione di nuovi meccanismi finanziari che fanno crescere le disuguaglianze e non favoriscono la redistribuzione (…).

Sta succedendo con le grande istituzioni finanziarie: poche decine di loro controllano volumi di scambio molto maggiori del PIL. Sono quindi in grado di orientare le scelte economiche, politiche dei governi, impedire cambiamenti ad un sistema che mantiene ed accresce ricchezza e potere nel mondo finanziario stesso.

LE REGOLE POSSIAMO DETTARLE NOI CAMBIANDO I NOSTRI COMPORTAMENTI

Occorre allora che ci rendiamo conto che anche da semplici utenti possiamo avere un ruolo per cambiare una situazione strutturalmente portata a spostare le ricchezze verso pochi, creando multinazionali più im- portanti di grandi paesi (la prima società di borsa ha un capitale maggiore dell’Iran, paese ricco di petrolio con circa 80 milioni di abitanti).

Per farlo dobbiamo porci delle domande sul cambiamento che vorremmo, sulle cose da chiedere ai gover- ni, alla finanza e alle piattaforme informatiche di cui siamo utenti.

I social network e il web possono essere un nuovo modo per far sentire la propria voce, ma anche per sce- gliere in base a criteri di utilità sociale e ambientale. Si può chiedere di non essere solo utenti collaborato- ri, ma democraticamente proprietari dei social stessi.

Tassare le transazioni finanziarie è un buon modo per recuperare soldi da redistribuire laddove si trovano e al tempo stesso disincentivare la finanza lontana dall’economia reale. Una lotta seria all’elusione fisca- le, ottimizzando la tassazione, sia nei paradisi fiscali sia ripensando gli sgravi alle grandi imprese, aiute- rebbe a non far pagare proporzionalmente più tasse ai poveri attraverso le imposte sul loro lavoro o sui consumi.

Farsi domande su dove vanno i soldi dei risparmiatori e se contribuiscono ad un mondo migliore oppure no: è qualcosa da chiedere assolutamente alle banche per spingere il mondo ad essere più giusto.

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Nell’atrio dell’ONU, a New York, si leggono queste parole:

Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, sono della stessa essenza. Quando il tempo affligge con il dolore una parte del corpo (anche) le altre partisoffrono. Se tu non senti la pena degli altri, non meriti di essere chiamato uomo.  Saadi di Shiraz, poeta e mistico persiano musulmano (Iran 1203-1291)

Foglio di Comunità – n° 9/2018

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base Viottoli
Distribuzione gratuita — Pinerolo (To), 31/08/2018

LE  EUCARESTIE

DOMENICA  9  settembre: prepara Beppe

DOMENICA 23 settembre : eucarestia nell’Incontro europeo CdB a Rimini

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ASSEMBLEA  DI COMUNITA’

Martedì 25 settembre, ore 21

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GRUPPO BIBLICO

Il gruppo settimanale di studio biblicoriprenderà lunedì 3 settembre, ore 21, al FAT, con l’introduzione al Vangelo di Marco. Invece lunedì 24 ci riposeremo dalle fatiche del Convegno europeo…

Completeremo inoltre, seppur velocemente, la conoscenza del Pentateuco:

dopo l’incontro di mercoledì 29 agosto in cui Eliana ci ha presentato il Libro dei Numeri, martedì 2 ottobre, alle ore 21, presso il FAT, Beppe ci presenterà il libro del Deuteronomio.

GRUPPO DONNE

Stiamo preparando il laboratorio sul tema “Povertà, lo sguardo delle donne: pensieri e pratiche” che condurremo durante il Convegno Europeo delle Cdb nel mese di settembre

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GRUPPO RICERCA

Riprendiamo il 6 settembre, come sempre a casa di Paola ed Elio. Concluderemo il periodo dedicato a testi di politica delle donne ascoltando il racconto che ci ha fatto Graziella Borsatti sulla “fine” della sua esperienza di sindaca di Ostiglia (Mantova) e degli incontri tra le giunte di Ostiglia e di Spinea (Venezia) organizzati dall’Associazione Identità e Differenza.

Abbiamo poi deciso di accogliere la proposta di Doranna: leggeremo il libro “Stupro a pagamento” sulla prostituzione, di Rachel Moran (la recensione fatta da Doranna è sul numero di Viottoli 1/18, fresco di stampa).

Il gruppo è sempre aperto per chi voglia coinvolgersi in un cammino di approfondimenti.

MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI

E’ organizzata per domenica 7 ottobre. Stiamo cercando, con l’ARCI, ALP, il gruppo Uscire dalle Guerree tutte le associazioni che contatteremo, di organizzare un pullman da Pinerolo. Dovremmo farcela con circa 40,00 € a testa, se lo riempiamo. Adesioni entro il 15 settembre. Parliamone anche agli amici e alle amiche: argomenti e motivazioni non ci mancano di sicuro.

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SEGRETERIA TECNICA DELLE CDB

E’ convocata per lunedì 3 settembrealle ore 9,30 a casa di Paolo.

All’ordine del giorno: Convegno europeo Cdb a Rimini; proposta per prossimo Collegamento nazionale Cdb; convocazione della redazione per preparare il prossimo numero di Viottoli.

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DALL’ABRUZZO ABBIAMO PORTATO…

 Immagini di macerie e rovine causate dai terremoti del 2009 e del 2016; di cantieri e gru in ogni città e in ogni più piccolo borgo; di panorami bellissimi e, purtroppo, di segnaletica a volte scarsa o addirittura assente per escursionisti non pratici dei luoghi, come noi…

In compenso abbiamo sempre incontrato persone generose, a cominciare da Maria Franca, che ci ha ospitati nel nostro breve soggiorno a L’Aquila, suo fratello Michele e sua cognata Caterina, che ben conosciamo da quando abbiamo organizzato i tour dell’orchestra giovanile dell’Aquila, da lei diretta.

Abbiamo passato una serata con loro e con Lucia, suo marito Giovanni e il loro piccolo Leonardo. Tutti e tutte ci hanno affidato i loro saluti affettuosi per la nostra comunità e per Pinerolo.

Di ospitalità e generosità abbiamo fatto esperienza ogni giorno, grazie a donne e uomini che ci hanno dedicato tempo, aiuto materiale, buon cibo, buon vino e desiderio di relazione.

Infine, portiamo anche una proposta da parte di Caterina Imbrogno: lei è una bravissima pianista e con una sua amica violinista ha predisposto una Conferenza-Concerto sulle “Donne nella musica”, accompagnando le loro esecuzioni con slides e brevi interventi su femminismo, differenza di genere, violenza maschile alle donne…

Bisogna parlare, diffondere, insistere” ci ha detto Caterina con grande convinzione. Verrebbero volentieri anche a Pinerolo, chiedendoci il solo rimborso-spese. Pensiamoci… Intanto possiamo ascoltarle sul sito inuoviphilarmoniciensemble.it.

Carla e Beppe

SINODO DELLE CHIESE VALDESE E METODISTA

Come ogni anno, è in pieno svolgimento a Torre Pellice il Sinodo delle Chiese Valdese e Metodista, convocato per affrontare temi quali: ruolo della chiesa, bilancio sociale, diaconia fra servizio e predicazione, migrazioni, accoglienza, ecumenismo.

Abbiamo scritto loro un breve messaggio di saluti e auguri a nome delle CdB italiane:

Care sorelle, cari fratelli,

che vi state preparando a vivere anche quest’anno il vostro Sinodo: desideriamo farvi giungere i nostri saluti e un caloroso augurio di buon lavoro.

E’ un appuntamento importante non solo per le vostre Chiese, ma per tutte le Chiese che si riconoscono nel Vangelo e per tutte le donne e tutti gli uomini che cercano amore, giustizia, libertà. Le Comunità Cristiane di Base italiane lo seguono sempre con attenzione.

Anche quest’anno affronterete temi di grande attualità e importanza: in particolare i flussi migratori di uomini e donne che cercano migliori condizioni di vita, per sé e per i propri figli e le proprie figlie, e che si scontrano troppo spesso con l’egoismo e le paure di un’Italia e un’Europa incapaci di accoglienza e condivisione; che rifiutano, soprattutto, di avviare un doveroso processo di autocoscienza per indagare e nominare le proprie responsabilità nelle cause di queste migrazioni.

Il vostro impegno nel garantire a tante persone di poter migrare in sicurezza è un esempio che vorremmo contagiasse anche le nostre Istituzioni: per questo e per tutte le persone che aiutate vi siamo riconoscenti e continueremo a sostenervi.

Così pure vi confermiamo la nostra riconoscenza per la vostra testimonianza di fede, laica, solidale e accogliente, con cui desideriamo restare in relazione di dialogo e ricerca, utilizzando tutte le occasioni di incontro, di studio, di iniziative sociali e culturali sui nostri territori.

In particolare, permetteteci di ringraziare le donne: le pastore e teologhe, alcune delle quali accolgono sempre generosamente i nostri inviti a seminari e convegni, e tutte quelle con cui condividiamo percorsi impegnativi in gruppi e associazioni.

Ma il nostro abbraccio è per tutti e tutte voi: che la forza dello Spirito e l’energia dell’Amore vi accompagnino in ogni momento di queste giornate sinodali e in ogni giorno della vostra vita, individuale e di comunità.

La Segreteria nazionale delle CdB italiane
Pinerolo (To), 25 agosto 2018

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VIOTTOLI

E’ uscito il numero 1/18 che ospita gli Atti del Seminario nazionaleBeati gli atei perchè incontreranno Dio”, svoltosi a Rimini nei giorni 8-10 dicembre 2017.

Ringraziamo chi ha accolto con grande disponibilità il nostro invito a collaborare mandandoci articoli, commenti biblici, segnalazioni, recensioni, ecc.

Vi invitiamo a rinnovare la quota associativa per il 2018: 25,00 € (socio ordinario) – 50,00 € (socio sostenitore); oppure potete versare un contributo libero utilizzando il ccp n. 39060108 intestato a: Associazione Viottoli – via Martiri del XXI, 86 – 10064 Pinerolo (TO) o con bonifico bancario: IBAN: IT 25 I 07601 01000 000039060108   BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX

Potete inoltre richiedere copie saggio gratuite del nostro semestrale (per informazioni: viottoli@gmail.com). Sono disponibili raccolte complete con tutti i numeri della rivista dal 1992 a oggi.

Sul nostro sito www.cdbpinerolo.itcliccando su VIOTTOLI —> ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI trovate, e potete scaricare gratuitamente, tutti i numeri in formato *.pdf dal 1998 al 2/2017

UOMINI  IN CAMMINO

Gli incontri dei due gruppi riprenderanno con il seguente calendario:

Il gruppo UinC 1si riunirà al FAT giovedì 13 e27 settembre alle ore 18,45.

Il gruppo UinC 2 si riunirà venerdì 14 sempre al FAT, alle ore 21.

Come già preannunciato, per favorire la partecipazione anche di chi lavora spesso in trasferta durante la settimana, abbiamo spostato al venerdì gli incontri del gruppo 2. L’incontro successivo sarà venerdì 5 ottobre (a settembre ci sono concomitanze che creano problemi) e poi proseguiremo regolarmente ogni due settimane.

Ricordiamo agli uomini che leggono questo foglio che i due gruppi sono sempre aperti a chi sente il desiderio di conoscerci o di coinvolgersi. Basta una telefonata per un contatto preventivo con uno di noi.

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VERSO IL 25 NOVEMBRE

Giovedi 6 settembre alle ore 17,30 presso il FATtornerà a riunirsi il gruppo di donne e uomini che sta preparando una manifestazione per la “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza maschile alle donne”. Grazie ai nostri vari “cappelli” si sono coinvolte/i: Svolta Donna, AnLib, Uomini in cammino 1 e 2, CdB Viottoli, Liberi dalla Violenza.  L’incontro è aperto a chi desidera dare il proprio contributo.

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LETTERA AD UN FIGLIO SUL ’68 CHE NON HO VISSUTO

Caro figlio,

l’altra sera abbiamo parlato del ‘68 ma, come sempre più spesso accade, eravamo di fretta: tu in quell’età meravigliosa nella quale ci si muove, si parla, si ascolta alla velocità della luce e gli amici che ti aspettano per uscire sono una calamita gigantesca puntata dritta agli organi vitali;  io in quell’età, altrettanto meravigliosa, nella quale le responsabilità che ho scelto rischiano di occuparmi anche il tempo bello e senza scopo della sera. Mi hai chiesto del ’68 e ti ho sparato l’affresco di un’epoca nella quale ragazzi della tua età o poco più, hanno assaltato il cielo e, mettendo in discussione tutto, sono entrati nella storia.

Ti ho parlato di Martin Luther King e della guerra in Vietnam, dei Beatles e della libertà di indossare la minigonna, delle scuole e delle fabbriche occupate, della pillola anticoncezionale e del divorzio, di Agape (proprio la stessa Agape nella quale sei ora, mentre scrivo) e della Fgei, del rapporto tra fede e politica. A ripensarci però non ti ho raccontato l’unica cosa importante: cioè il senso che per me, per la mia formazione, ha avuto e ha il ’68, anche se personalmente non l’ho vissuto.

Appartengo alla cosiddetta Generazione X, dei nati tra il 1960 e il 1980, e praticamente siamo i figli  e le figlie di quelli che hanno fatto il ‘68. Si perché prima ci sono stati i Baby Boomers – che hanno favorito di un periodo di crescita economica irripetibile e che hanno fatto il ’68 – e poi ci siamo noi – che ci siamo beccati la fine del boom economico e le strade disoccupate dai sogni. Quelli come me sono stati educati a partire dal mito del ’68, e con la certezza che per combattere diseguaglianze e ingiustizie, se ci si mette tutti insieme, prima o poi, ce la si fa: i partigiani  si erano messi insieme e avevano sconfitto il fascismo, i sessantottini si erano messi insieme e avevano cambiato la società, conquistando diritti sul lavoro e libertà nei comportamenti. Hai presente quando da bambino ti addormentavi ascoltando i grandi chiacchierare e ridere fino a tardi? Ecco. Io da bambino mi addormentavo ascoltando gli adulti cantare in cerchio, a casa o al Centro Ecumenico di Tramonti di Sopra, sia le canzoni dei partigiani che quelle del ‘68 : “O cara moglie”, “Morti di Reggio Emilia”, “La locomotiva”, “Corro a gettare il mio peso”. E come fai, ascoltando quelle storie e canzoni, e se per di più ti dicono che alla fine anche Gesù era un rivoluzionario, a non pensare che il mondo sia qualcosa di dolorosissimo e pieno di ingiustizia, ma al contempo migliorabile grazie alla protesta, alla resistenza o alla rivolta?

A ripensarci, quando siamo diventati grandi, è stato un po’ faticoso accorgersi che le cose non stanno sempre così e che la democrazia è un affare difficilissimo, mai risolto una volta per tutte e che anche la più vittoriosa delle proteste non solo non sarà mai l’ultima ma bisogna pure fare occhio a che non produca storture ancora peggiori. Nei primi anni ’90 quelli della mia generazione si sono trovati nel movimento no global e hanno vissuto le giornate di Genova: ti ricordi che ti ho parlato di Carlo Giuliani e di come ci hanno saputo spaventare e dividere? Tutto ormai era cambiato e noi non avremmo fatto il nostro ’68. In più, la crisi economica, che ad un certo punto sarebbe divampata, si sarebbe portata dietro i linguaggi e le forme della partecipazione tipiche della sinistra del ‘900: è da lì che salta fuori la rabbia che oggi molti sfruttano.

Però, qui volevo arrivare e con questo ti saluto, “il ’68 che non ho vissuto” mi ha insegnato che quanto più i tempi sono bui e difficili, tanto più siamo chiamati a partecipare con fantasia: le sorti del proprio quartiere, territorio, città e magari anche del proprio Paese (il mio è l’Europa) non possono essere lasciate sempre ad altri e la partecipazione la si deve fare in prima persona, insieme ad altri e reinventandosi di volta in volta, di generazione in generazione, il linguaggio e le forme della democrazia.

Dicono che le chiese, i partiti, le associazioni siano finite. Io non ne sono per niente sicuro e mi sa che oggi siamo proprio qui e da qui dobbiamo ripartire.

Samuele Pigoni
RIFORMA N. 29 – 20 luglio 2018

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Un abbraccio caloroso a ciascuno e a ciascuna di voi, con l’augurio di cominciare alla grande il nuovo anno di impegno comunitario e di proseguirlo con solidarietà, convivialità, pazienza, serenità e tanta voglia di ricerca e di giustizia…

Che la Sorgente dell’Amore ci veda sempre assetati/e: lei non ci verrà mai a mancare!

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