Lunedì 12 marzo 2012 – Vangelo di Matteo cap. 11

Le reazioni alla predicazione e ai miracoli di Gesù sono diverse e spesso negative, nelle città della Palestina; e queste reazioni sono loro imputate a responsabilità precise, direttamente dipendenti dalla predicazione dei profeti e dai miracoli in esse compiuti: chi non “vede” è perché non vuole vedere…

Diverso è per le città in cui il messaggio non è stato predicato (Tiro, Sidone, Sodoma) e che quindi non sono responsabili di un rifiuto impossibile da opporre a ciò che non si conosce. O meglio: tutte le città (gli uomini e le donne che le abitano) sono chiamate a praticare la giustizia e tutte lo fanno a modo loro. La responsabilità più grande è di quelle in cui la predicazione (e i miracoli compiuti) è diretta e più forte: nessuno/a può dire “non sapevo…”.

 

Giovanni il battezzatore

Il primo “miracolo” è rappresentato da Giovanni il battezzatore. In un paese che conosceva a memoria vita e miracoli di tanti profeti dell’antichità, sembra impossibile che non venga riconosciuto come profeta quell’uomo che vive all’opposto dei ricchi oppressori e paga con la vita (con l’esempio e con la morte) la coerenza con il messaggio che incarna (vv. 7-15).

Lo stesso discorso vale per Gesù: le opere rendono testimonianza alla verità del suo messaggio (vv. 1-6). Ma qualunque sia il modello di vita del profeta, la sua vita suona sempre come “giudizio” per chi vive nell’ingiustizia e le reazioni più scontate sono le critiche denigratorie, anche le più incoerenti: Giovanni è un indemoniato, perchè non mangia e non beve… Gesù, al contrario, è un mangione e un beone…

Denigrare è un meccanismo di rimozione, per evitare di guardarsi dentro e confrontarsi con il messaggio che ci viene annunciato. Come facevano i bambini giocando: un gruppo suona il flauto e l’altro non balla; un gruppo mima i lamenti funebri e l’altro non si mette a piangere… Non stanno al gioco, non reagiscono in maniera coerente.

Ed ecco la sentenza, la riflessione paradigmatica: alla sapienza è resa giustizia dalle sue opere (19b). Quando c’è coerenza tra le parole e le opere di una persona, lì c’è profezia, c’è giustizia; quella è una persona da ascoltare con attenzione (v. 5).

L’altra faccia della medaglia è l’invito conseguente, a ogni persona, a vivere con coerenza tra le parole e le pratiche, per essere discepola dell’amore e della giustizia: quella è la strada della salvezza (Matteo 10,22).

 

Un carico leggero

La preghiera finale di Gesù (vv. 25-28) dice la stessa cosa con altre parole: prima erano i ricchi a rifiutare la profezia (v. 8), qui sono i sapienti e i furbi (v. 25). La parola di Dio, l’invito a salvarsi con l’amore è accolta dai poveri, dai semplici, da coloro che nel capitolo 5 sono invitati/e ad alzarsi in piedi e a ribellarsi all’ingiustizia, perchè quella è la strada della loro “beatitudine”.

Questo è un “carico leggero”, un “giogo agevole”. Sembra che la vita bella la facciano i ricchi e i potenti; in realtà non è così, e lo può testimoniare chi cammina sulla strada dell’amore: è immensamente più piacevole vivere con amore e condivisione che non in uno stato di perenne competizione.

Questa è anche la mia testimonianza, e quella di tutte le persone che si sono “convertite” secondo lo spirito evangelico: hanno cambiato vita e resistono ogni giorno fino alla fine. Salvezza e beatitudine a loro e, grazie a loro, al mondo!

 

La novità insuperabile

Infine, alcune annotazioni su un capitolo che condensa e riassume temi della polemica anti-giudaica propria della catechesi di Matteo:

1- Il “nuovo” (vv. 12-14) è cominciato, per Matteo, con la risurrezione di Gesù: lì Giovanni non ci sarà, ci saranno solo i “violenti” tra coloro che vivono in quel periodo. E’ il brano più oscuro di Matteo. Molte sono le interpretazioni; riporto le due di Ortensio da Spinetoli: i violenti sono le persone di buona volontà che prendono d’assalto il Regno, che a poco a poco si va affermando, per riceverne i beni promessi; ma ci sono anche i violenti che vogliono distruggerlo; però esso continua ad affermarsi.

2- Il “regno nuovo” è talmente “più” di quanto c’era prima che il più piccolo, il più umile di quanti vi avranno parte sarà più grande del più grande del vecchio, che è Giovanni. Insomma, Matteo non bada a spese per presentare Gesù e il suo Vangelo come la novità insuperabile; e, nella competizione tra i discepoli dei due, non esita a dichiarare la superiorità di Gesù facendola testimoniare dallo stesso Giovanni (1-6).

3- E’ così grande, Gesù, che è persino più grande di Elia, il profeta di cui tutto Israele continuava ad aspettare il ritorno per annunciare i tempi messianici. Ebbene – dice Gesù – la funzione di Elia è incarnata da Giovanni, annunciatore dell’avvento del Messia. Il suo stile di vita e la sua predicazione ve lo devono far capire con tutta evidenza. La responsabilità, adesso, è vostra: l’annuncio l’avete ricevuto; se avete orecchie “adeguate” lo potete capire, non potete non capirlo. Ma ci vuole capacità e disponibilità all’ascolto profondo, per “capire”, comprendere e trasformare in vita.

 

Riflessioni del gruppo

  1. Chi si crede sapiente non è capace di vedere la coerenza del profeta e, quindi, di farsi coinvolgere dall’invito a fare altrettanto. Che le opere del profeta siano “opere di bene” lo vedono solo occhi che vedono il bene: qui sta la responsabilità personale di chi reagisce a ciò che vede e sente.
  2. Per “vedere” non bisogna essere pieni/e di sé: essere concentrati/e solo su se stessi/e porta alla cecità del cuore. Forse è frutto di paura… In realtà tutti/e siamo un po’ autocentrati/e. Dobbiamo aprire il cuore alla compassione, all’empatia.
  3. Questo è un “cammino per la vita”; ed è un impegno “leggero”, nel senso che non comporta tormenti e ansia, ma dà felicità. E’ un “giogo leggero”, perchè Gesù non ci chiede di rispettare norme dettagliate di vita, pesanti quando sono obbligatorie. Il suo invito è semplice: ama e vivi come vuoi.
  4. Giovanni è molto valorizzato, ma anche relativizzato. E su questo confronto tra il “vecchio” e il “nuovo” Matteo costruisce la sua teologia (come ha già fatto Paolo): Gesù è il Messia annunciato da Elia, proprio come credete voi! E’ catechesi per la sua comunità; è catechesi per i seguaci di Giovanni il battezzatore; è l’oggetto della polemica, aspra e radicale, nei confronti dei giudei, incapaci di “vedere” e di cogliere il “nuovo” che è Gesù e il suo messaggio.
  5. E il messaggio conclusivo del capitolo (vv. 25-30) è un bel messaggio di speranza anche per noi oggi: questo cammino di vita sui sentieri dell’amore è fonte di felicità, è novità che costantemente rinnova i nostri giorni e ci educa alla capacità di stare in tutte le relazioni con empatia e gioiosa compassione.

Beppe Pavan

N° 3/2012

FOGLIO DI COMUNITA’

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base
Distribuzione gratuita — Stampato in proprio c/o ALP, Via Bignone 89, Pinerolo (To) il 28/02/2012


LE EUCARESTIE

(nella sede della comunità)

DOMENICA    4 marzo  ore   10 :   prepara il gruppo del lunedì sera-sede
DOMENICA  11 marzo  ore   10 :   prepara il gruppo del lunedì sera-FAT
DOMENICA  18 marzo  ore   10 :  prepara il gruppo del lunedì sera-sede
DOMENICA  25 marzo  ore   10 :  prepara il gruppo “La scala di Giacobbe”

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PASQUA
Celebriamo la Pasqua di Gesù con alcuni momenti significativi:

DOMENICA  1 aprile ore 10:  il gruppo bimbebimbi e il gruppo genitori invitano la comunità alla propria festa di Pasqua. Sarà l’occasione per condividere con tutta la comunità il cammino fatto quest’anno dal gruppo, in compagnia di Zena e di Ghi.   Al Centro Sociale di via dei Rochis

LUNEDI’       2 aprile  ore 21:  Festa del perdono. Prepara il gruppo del lunedì sera-FAT.    Nella sede della comunità

SABATO        7 aprile ore 21: Veglia pasquale. Prepara il gruppo del lunedì sera-sede.    Al Centro Sociale di via dei Rochis

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ALTRI APPUNTAMENTI

ASSEMBLEA DELLA COMUNITÀ: domenica 18 marzo, ore 10,30, subito dopo una breve celebrazione eucaristica, la comunità è convocata per l’assemblea di programmazione, prevista fino alle ore 12. Si raccomanda la maggior partecipazione possibile. Seguirà, per chi può e lo desidera, il pranzo comunitario autogestito.

GRUPPO DONNE: Giovedì 1, 8, 15 e 22 marzo, ore 16,30 da Carla o da Luisa. Ci stiamo confrontando in vista del prossimo incontro di collegamento nazionale che avrà luogo il 24 e 25 marzo a Bologna.

GRUPPO BIMBEBIMBI: sabato 3 marzo ore 15 e domenica 18 marzo, ore 17, nella sede della Cdb.

GRUPPO RICERCA: martedì 13 e 27 marzo, alle ore 21 a casa di Paola Bertozzi ed Elio Tebaldini

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GRUPPI BIBLICI SETTIMANALI

lunedì ore 21 in sede lunedì ore 21 al FAT
Stiamo leggendo il vangelo di Matteo.

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LA SCALA DI GIACOBBE

SABATO 24 MARZO alle ore 17, presso la sede della Comunità, con Franco Barbero discuteremo del ruolo dei gruppi di credenti omosessuali nella società italiana, in vista del secondo Forum dei cristiani omosessuali italiani, che avrà luogo dal 30 marzo al 1 aprile 2012 ad Albano, a cui prenderanno parte i nostri rappresentanti Emanuele e Luca. Alle ore 19,30 cena autogestita presso i locali del F.A.T. Dopo cena guarderemo insieme il film “A single man” (USA 2009) di Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore. Ambientato a Los Angeles nel 1962, il film racconta la storia di George, professore universitario che fatica a trovare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim.
DOMENICA 25 MARZO alle ore 10 il nostro gruppo guiderà l’eucarestia della Comunità.

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VERBALE DELL’ASSEMBLEA COMUNITARIA

L’Eucarestia breve si è rivelata una pratica felice, permettendoci di cominciare con puntualità l’assemblea di programmazione. Abbiamo discusso e deliberato in merito a:

1) – Calendario mese di marzo (v. sopra).

2) – Convegno nazionale e incontro regionale (v. notizie specifiche su questo foglio)

3) – Autofinanziamento. Dome ci ha illustrato la situazione entrate/uscite per l’anno 2011. Chi desidera conoscere i dettagli li chieda a lui. Stiamo praticando tagli e risparmi, anche nel nostro piccolo. E ringraziamo l’Associazione Viottoli che collabora per il pareggio. Riflessione conclusiva: l’importante è fare comunità, e questo è un impregno assolutamente libero e volontaristico. Purtroppo i soldi sono necessari, dal momento che ci serve una sede funzionante. Per questo l’invito è a impegnarsi a versare con regolarità la propria quota. Chi non può sappia che l’importante è fare e stare in comunità.

4) – Archivio Cdb. Stiamo cercando di collaborare con l’iniziativa avviata a livello nazionale. Chi ha a casa propria materiali della cdb di Pinerolo è pregato/a di tenerlo raccolto in un luogo preciso, a disposizione del gruppo di lavoro che, se la proposta di Francesco si tradurrà in pratica, si assumerà il compito di compilare la scheda di archiviazione predisposta dalla comunità dell’Isolotto.

Beppe Pavan

Nel pomeriggio si è svolta l’assemblea sul tema dell’Eucarestia in comunità. Lo scambio è stato ricco e partecipato, difficile da riassumere. Chi desidera condividere un contributo scritto su questo tema, potrà proporlo per la pubblicazione sui prossimi fogli di comunità.

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VERSO LA GIORNATA “CONTRO L’OMOFOBIA”

Giovedì 29 marzo alle ore 21, al Cinema Italia Sala 2Cento, via Montegrappa 2, nell’ambito di “8 marzo e dintorni – Giornata Internazionale della Donna 2012”, proiezione del film “TOMBOY” (Francia, 2011) di Céline Sciamma con Zoé Héran e Malonn Lévana.

Venerdì 20 aprile alle ore 21, nella Sala della Comunità Montana del Pinerolese – Piazza III Reggimento Alpini 1, proiezione del film “PRAYERS FOR BOBBY” (USA, 2009) di Russell Mulcahy con Sigourney Weaver e Ryan Kelley.

Domenica 20 maggio, dalle ore 14, Piazza Luigi Facta, manifestazione contro l’omofobia con stands informativi, musica dal vivo, spettacoli e letture.

Il gruppo organizzatore si ritroverà lunedì 5 marzo, ore 17, nella sede della comunità.

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GRUPPO  MEDIE

Proseguono gli incontri mensili del gruppo ragazzi/e medie, animato da Francesco Melillo. Anche noi genitori ci incontriamo regolarmente per leggere insieme il libro di Ortensio da Spinetoli, Gesù di Nazaret, Ed. La Meridiana. Il prossimo incontro si svolgerà sabato 10 marzo, dalle ore 16 alle 17,30, a casa di Silvia Arseni.

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CLAUDIO  CARAMELLINO  E  MARIA  CI  HANNO  LASCIATO

Dopo quasi 10 anni di sofferenze e pesanti limitazioni dovute alla sua condizione di tetraplegico e affrontate con coraggio, pazienza e grande dignità, Claudio si è spento. La fine più volte invocata e attesa è arrivata in una gelida e nevosa mattina di febbraio. Lo vogliamo ricordare come era nel fiore della salute e della voglia di vivere e progettare. Un carissimo ricordo anche a mamma Maria. Dopo questi lunghi e pesanti anni trascorsi a prendersi cura di questo figlio notte e giorno, incessantemente e con una dedizione totale, ha cessato di combattere. A soli 17 giorni di distanza dalla morte di Claudio, lo ha seguito. Si è arresa al male incurabile che da più di due anni la affliggeva.
O Dio, ora sono tra le Tue amorevoli braccia. Siamo sicuri/e che presso di Te troveranno quella pace a lungo inseguita e sperata.

Antonella e Domenico

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UN ABBRACCIO A CRISTIANO…

…che ha accompagnato la mamma negli ultimi giorni della sua vita. Ora anche lei è tra le braccia di Dio… Un abbraccio affettuoso anche al papà di Cristiano.

La comunità

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INCONTRO  CON  STELLA  BERTUGLIA

Lunedì 5 marzo, alle ore 10, in sede. Stella è una nostra carissima amica, femminista e insegnante a Palermo. Ci presenterà alcune sue riflessioni sulle relazioni uomo-donna in Sicilia, che ha raccolto in una veste tipografica particolare e che ha chiamato “segnalibri”. Proponiamo di portare qualcosa da condividere per pranzo, continuando così l’incontro.

Beppe e Carla

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COLLEGAMENTO NAZIONALE DELLE CDB

Sabato 18 febbraio 2012 si sono riuniti a Roma, presso la Comunità di S. Paolo, i rappresentanti di varie comunità cristiane di base italiane, in particolare di quelle maggiormente coinvolte nella organizzazione e gestione del XXXIII incontro nazionale che si terrà a Napoli dal 28 al 30 Aprile di quest’anno.

Si trattava infatti di dare gli ultimi ritocchi al programma e individuare i mezzi più appropriati alla sua diffusione (dépliants, locandine, ecc.) nonché di esaminare alcuni problemi di copertura finanziaria.

Sono presenti: Stefano Toppi, Dea Santonico e Antonio Guagliumi della Comunità di S. Paolo, Roma; Gabriella Natta del Gruppo donne della medesima Comunità; Corrado Maffia, Enzo Cortese e Cristofaro Palomba della Comunità del Cassano di Napoli e Beppe Pavan della Comunità di Pinerolo.

Viene letta l’e-mail inviata da Marcello Vigli, che per motivi di salute non ha potuto partecipare di persona all’incontro e che contiene vari suggerimenti operativi e orientativi per i vari interventi degli invitati e della quale si terrà conto nel modo più approfondito possibile.

La variante più significativa rispetto alla bozza di programma sin qui circolata è quella proposta dalla Comunità del Cassano: si tratterebbe di far svolgere tutte le attività previste per il pomeriggio di domenica 29 (pranzo, assemblea, Eucaristia, Coro Gospel) anziché presso l’aula magna dell’Istituto che ci ospita, presso l’auditorium comunale sito nel quartiere di Scampia, il quale verrebbe concesso gratuitamente dal Comune. Tutti sarebbero d’accordo, ma problemi logistici (trasporto) ed economici (catering) sono ancora all’esame per una soluzione sostenibile.

Altre precisazioni riguardano:

– Il titolo dell’incontro di apertura di sabato 28 è così modificato: “Quali speranze per un futuro alternativo: le Comunità s’interrogano conversando con…;
– la persona che mancava tra gli invitati a questo “conversare” viene individuata in Elena Coccia, avvocata
al termine dell’incontro sarà fatta una presentazione dei “Laboratori” del giorno successivo;
– l’inizio del titolo del III laboratorio da “dialogare con le paure” diventa “confrontarsi con le paure”;
– per quanto riguarda il laboratorio “Ragazzi e ragazze” si stabilisce che sarà possibile assicurarlo se verrà confermata la presenza dei giovani della comunità di Piossasco, e sarà organizzato con il sostegno di altre realtà che hanno esperienza di “laboratorio giovani” (Roma, Verona).

Per la Segreteria Nazionale Cdb: Stefano Toppi

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NOVITA’ PER IL SITO

Dopo alcuni anni, in cui abbiamo curato a turno la preparazione di un commento al brano del Vangelo proposto dalla liturgia domenicale cattolica, ci siamo accorti/e di commentare sempre gli stessi brani. E la cosa diventava ripetitiva: è difficile elaborare sempre commenti nuovi.
Abbiamo perciò scelto di cambiare: dal mese di gennaio, in accordo con il direttivo di Viottoli, pubblicheremo sul sito della cdb (http://cdbpinerolo.wordpress.com) le introduzioni allo studio biblico settimanale, arricchite dai contributi del confronto nel gruppo. In questo modo offriremo una lettura completa e il nostro commento di tutto il Vangelo di Matteo. E così via.
Chi volesse comunque il commento al brano della liturgia domenicale troverà un link al sito dell’associazione Viottoli (www.freeitaly.eu/viottoli) che ospita i  commenti pubblicati negli anni scorsi.

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CORSO DI TEOLOGIA DEL PLURALISMO A TORINO

Il corso biennale di teologia del pluralismo è giunto al suo decimo incontro, il quarto di quest’anno. Franco Barbero introdurrà la discussione con una relazione su “Le grandi famiglie dell’induismo”. L’incontro, che si svolgerà sabato 17 marzo dalle 15,30 alle 18 (presso il Colegio de Salamanca in vìa Buozzi, 2 a Torino) è aperto a chiunque sia interessato/a. Chi volesse “prepararsi” può trovare una nutrita bibliografia nel numero del foglio di comunità di febbraio.

Francesco Giusti

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GRUPPO “UOMINI IN CAMMINO”

Giovedì 8 marzo: il gruppo si riunisce “in trasferta” a Buriasco, dove sarà allestita la mostra fotografica contro la violenza nei confronti delle donne;   giovedì 22 marzo, presso la sede del FAT (Vicolo Carceri 1, Pinerolo), il gruppo si riunisce con il solito orario: 19-20,30.

Ricordiamo che il gruppo di Pinerolo è sempre aperto ad accogliere chi volesse provare a mettersi in cammino… chiediamo solo di contattare prima uno di noi.

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COMUNITA’ CRISTIANA DI BASE DI PIOSSASCO

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Di seguito gli impegni della comunità per il mese di marzo 2012:

Sabato 2 marzo h. 10,00: poco più di un anno fa ci lasciava la nostra cara Lina. Suo fratello Carmelo, i suoi amici e amiche e la comunità la ricorderanno con la gioia e l’allegria che hanno contraddistinto la sua vita, presso la Sala del Centro Multimediale, via Alfieri 4.

Giovedì 15 marzo h. 21,00:  Riunione da Maria Grazia Suppo (Via Martiri della Libertà 17) –  Iniziamo la lettura del libro di ESTER

Domenica 25 marzo h. 10,00: celebrazione dell’Eucarestia e gruppo biblico da Carla e Cesare (via Pinerolo 102). Proseguiremo la lettura del libro di ESTER.

Lunedì 5 marzo 2012 – Vangelo di Matteo cap. 10

vv.1-4

In questo capitolo Mt. ha raccolto i temi riguardanti la missione dei discepoli-apostoli di Gesù che sono il prototipo della chiesa (vengono chiamati discepoli <v.10,1 e 11,1> e apostoli<10,2>, solo in questo brano Mt. utilizza questo termine, probabilmente copiato dalla fonte dalla quale ha ricavato l’elenco. Il termine non ha altro significato se non inviato, missionario – non ha il significato di testimoni, rappresentanti autorizzati. E’ più vicino al significato di servizio: sono coloro che hanno lasciato tutto per dedicarsi totalmente alla sequela di Gesù ed il suo messaggio).

I temi :

–         l’investitura
–         l’invio
–         le persecuzioni
–         la rimunerazione
–         le rinunce
–         l’accoglienza

 La sequela di Gesù ha il mandato di seguire la strada che fu del Battista come precursore e di Gesù di proclamare la venuta del regno, la conversione e confermare le parole con le azioni salvifiche: nel testo vengono citati  i 12 -come le tribù di Israele-,  sono  convocati (v.1) ed inviati (v.5) , sono  eredi delle promesse fatte ad Israele (confortevole notizia per i giudeo-cristiani preoccupati di aver deviato dalla tradizione dei padri). E’ loro accordato la potestà di compiere azioni terapeutiche (liberare ossessi e guarire malattie ed infermità che sono gli attacchi delle forze del male.

Notiamo che l’elenco presenta un numero di discepoli che nella chiesa primitiva deve aver riscosso una fiducia particolare, l’estrazione sociale è varia ma in genere provengono da umili condizioni : i primi 4 sono pescatori e forse non diversa è la professione degli altri. Appartengono a correnti contrapposte es. un pubblicano (collaborazionista) e uno zelota (Simone del partito rivoluzionario armato schierato contro Roma).

 
vv.5-15

La precisazione dei vv.5-6 è solo di Mt., piuttosto che una discriminazione, potrebbe riferirsi ad un ricordo storico. Mt. non ha simpatia per i pagani a cui assimila i samaritani ed è verosimile che il testo codifichi l’abituale comportamento di Gesù e dei primi missionari apostolici che parlavano nelle sinagoghe e si rivolgevano prevalentemente ai propri connazionali ed eccezionalmente ai non israeliti.

Al v. 6 c’è un collegamento con cap.9,35-36 (pecore stanche e perdute ove i pastori, inviati di Jahve hanno trascurato il loro compito e sbandato) dove rileviamo la preoccupazione di Gesù per lo stato di abbandono spirituale dei suoi connazionali.

La predicazione apostolica riprende e continua gli annunci di Gesù e del Battista partendo dal tema della venuta del regno (vv.7-8).

L’annuncio è fatto con la parola, le opere di bene e la testimonianza della vita – questa proposta di bene deve essere tradotta in opere salutari (esorcismi e guarigioni).

L’inviato di Gesù:

–         ha ricevuto gratuitamente e gratuitamente dona: il disinteresse è la prova più grande della bontà della causa che difendono;

–         non avrà monete del tempo (oro,argento,rame) né altri beni superflui (due tuniche, sandali ecc.): la povertà ed il distacco dalle preoccupazioni materiali sottolineano l’urgenza dell’evangelizzazione e il riferimento alla beatitudine (poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli). Il missionario deve far affidamento sulla bontà di Dio e sulla generosità di coloro ai quali annuncia la buona novella.

–         Il saluto che precede la missione (v.12) è un augurio di pace e di benedizione, pace che nel linguaggio della Bibbia è sinonimo di benessere sia spirituale che materiale. Il saluto introduce l’annuncio di un messaggio che propone la felicità a chi lo accoglie, liberandolo dalle inquietudini, affanni e mali.

–         Gli insuccessi non arrestano l’azione missionaria. Se la predicazione non ha presa nell’animo degli ascoltatori, non occorre perdere tempo. Scuotere la polvere dai propri piedi era il gesto simbolico che ogni buon israelita compiva rientrando in Palestina da un territorio pagano: segno di distacco e protesta.  Questo atteggiamento sembra più appartenere al puritanesimo giudaico che al messaggio di amore universale trasmesso da Gesù.

 
vv.16-25

“Guardatevi da..!” sottolinea un pericolo reale. Gesù è stato perseguitato come i profeti. I giusti soffrono ed i malvagi trionfano. Perché chiede Abacuc a Dio? (1,1-4).

Gesù suggerisce non la lotta ma la mitezza e l’accortezza, occorre stare bene in guardia – pare che il discorso per Mt. si ampli nei confronti dei cristiani in genere.

Si insiste sulla perseveranza.

Essere tenaci si, ma non lasciarsi martirizzare prima del tempo! Difendersi, fuggire, eclissarsi (anche Gesù lo fece 12,15). E’ grande la speranza di scampare il pericolo (v.23).

Gli apostoli non si devono smarrire: Gesù arriverà fra breve e simbolicamente per consolare i suoi e con ostilità verso i loro persecutori. E comunque non potranno avere maggiore trattamento del loro maestro!

 
vv.26-33

L’insegnamento che è stato impartito nelle tenebre (nel nascondimento, nell’intimità della cerchia apostolica) dovrà essere annunciato pubblicamente (sui tetti, sulle terrazze).

In questi versetti si esorta a non aver timore di coloro che perseguiteranno i seguaci di Gesù perché Dio Padre Buono si prende cura di tutte le sue creature, anche le più insignificanti (passeri) e tiene conto di ogni aspetto e particolare (conta i capelli dell’uomo).

La fiducia in Dio non è la sicurezza di essere liberati dalla prova ma è la convinzione di saper giustificata e valorizzata la propria condanna.

Matteo fa ricorso alla minaccia della geenna (v.28) e mette in bocca a Gesù anche parole di vendetta e rancore (chi mi riconoscerà – chi mi negherà v. 32-33): evidentemente le raccomandazioni da sole non bastavano per evitare defezioni….

 
vv.34-39

I missionari sono stati inviati a portare la pace nelle case che avrebbero visitato, non è possibile che siano esortati a provocare la guerra nelle proprie. Il richiamo è circoscritto al momento difficile e alle persecuzioni che la comunità sta attraversando.

Il discepolo potrà andare incontro al più totale isolamento (famiglia d’origine, d’adozione, la propria).

Il prezzo per la sequela di Gesù è alto ma è alta la ricompensa = beatitudine che però non è gratuita.

 
vv.40-42

Apostoli, discepoli, profeti, giusti, piccoli : accogliendo quanto ciascuno mette a disposizione per l’annuncio del regno di Dio, assistendo gli inviati insomma facendo tutti la nostra parte si partecipa all’opera di evangelizzazione. Ciascuno ha la sua responsabilità.

 
Alcune considerazioni emerse nel gruppo biblico

Quant’è difficile “dare” gratuitamente! Ognuno deve interrogarsi a proposito delle proprie azioni :  quanto gratuiti sono i nostri gesti di amore e generosità?

Non “accanirsi” nell’annuncio nelle realtà che rifiutano – comunque assumersi la responsabilità e prendere la parola per comunicare e denunciare (superare le delusioni).

Portare parola di pace sapendo che prima deve abitare in noi.

Luciana Bonadio

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