Lunedì 19 marzo 2012 – Vangelo di Matteo cap. 12

L’argomento generale di questo capitolo è un tema nuovo, finora mai toccato nel Vangelo di Matteo, nonostante la sua importanza per l’ebraismo. E’ l’osservanza dello Shabbat, del sabato; osservanza già richiamata in molte occasioni nelle scritture ebraiche: ad esempio in Es 23,12 come “riposo” e in Es 34,21 come “tempo destinato al servizio divino”.

Per Gesù il sabato si situa ancora su un altro piano: egli reinterpreta il comandamento del riposo come una “prefigurazione della pace messianica e del dono dello Spirito Santo”.


Il primato della misericordia (vv 1-8)

Perchè il figlio dell’uomo è signore del sabato. Qui Matteo osserva, e vuole far osservare a tutti, che Gesù non intende abrogare l’osservanza del sabato, ma evidenziare il criterio per cui non è più osservanza della legge mosaica, bensì fede messianica. Per questo è determinante appoggiarsi e fondarsi sulla citazione di Osea 6,6: “Misericordia voglio e non sacrificio”.

Il problema nasce dal sabato; i farisei non ammettevano ciò che era ammesso dalla stessa Torah (Deut 23,26): strappare spighe da un campo di grano perchè si ha fame. Per loro ciò era proibito; Matteo contrasta questa obiezione con l’affermazione che “il sabato è stato fatto per l’uomo, cioè per la vita”. Gesù lo rimarca prendendo come spunto l’esempio di David: egli, figlio di David, è dotato di autorità messianica ancora maggiore; poi cita anche i sacerdoti del tempio e quel che facevano di sabato.

Matteo afferma (v 6) che “Qui c’è qualcosa di più grande del tempio”, che ormai è stato distrutto, non esiste più: Gesù ci vuole dire che, come il tempio è stato distrutto, superato dai fatti storici, così è possibile per i suoi discepoli infrangere la legge del riposo sabbatico in quanto lui, il messia, è molto più grande del tempio.

A questo punto riprende la citazione di Osea: se aveste saputo cosa significa “misericordia voglio e non sacrificio” non avreste condannato dei senza colpa. Il primato della misericordia: questo è il vero argomento, quello decisivo per l’umanità.


E’ lecito di sabato fare del bene (vv 9-14)

In questo secondo brano, legato all’osservanza del sabato, viene posto al centro un uomo con una mano colpita da paralisi. Il problema di quest’uomo non è solo la malattia, ma anche l’impossibilità di vivere con il lavoro delle proprie mani; quindi il rischio che corre è di dover fare il mendicante tutta la vita, per sopravvivere.

Gesù propone un esempio tratto dalla loro esperienza quotidiana: chi non salverebbe di sabato una propria pecora caduta in un pozzo e che rischia la morte? Un uomo è senz’altro più importante! Matteo ha presente l’obiezione che potrebbero sollevare i farisei: una mano paralizzata non è un pericolo di morte; si potrebbe quindi aspettare un giorno per guarirla.

La differenza di prospettiva è tutta qui: essere preoccupati del sabato oppure della guarigione di un uomo. I farisei cercano di metterlo in difficoltà, ma Gesù risponde con un’affermazione netta (v 12): “E’ lecito di sabato fare del bene”. Proprio questa è la destinazione messianica del sabato: la redenzione dell’umanità e il riposo integrale dell’anima e del corpo. E Gesù lo guarisce.

A questo punto Matteo per la prima volta parla di un complotto contro Gesù. E’ certamente un punto di svolta nella narrazione: si tratta di una condanna a morte, e proprio sul sabato, uno dei punti cardine del sistema religioso ebraico, si verifica la massima opposizione contro Gesù.


Questo servo non condannerà nessuno (vv 15-21)

Nel primo versetto di questo brano troviamo la soluzione temporanea al complotto ordito dai farisei: si dice infatti che Gesù “seppe di tutto quello che stavano tramando” e si ritirò in un altro luogo appartato, dove però lo seguirono molte persone che erano in difficoltà o con malattie ed egli le guarì tutte.

Gesù chiede di tenere il segreto su queste guarigioni; Matteo cerca di mettere in evidenza e di dare una motivazione a questa richiesta con una citazione di Isaia (42,1-4): il segreto messianico di Gesù diventa in Matteo una questione di mitezza e umiltà. Il “servo” di Isaia era portatore, non solo per Israele ma per tutte le genti, di un giudizio non di condanna, bensì di salvezza, di speranza e di coraggio. Per Matteo questo servo è, naturalmente, Gesù e il suo atteggiamento non sarà quello di chi grida e fa sentire la sua voce nelle piazze; questo servo non condannerà nessuno: il giudizio che deve portare nel mondo lo prenderà su di sé, quindi sarà un giudizio salvifico, anche per i pagani.


Dove viene detronizzato Beelzebul, lì si attua il regno di Dio (vv 22-37)

Matteo ci riferisce della guarigione di un uomo cieco e muto. Anche in questo caso la guarigione provoca una profonda divisione tra i presenti, cioè tra le folle che seguono Gesù e i farisei, una “disputa in nome del cielo”, che è un po’ più di una discussione teologica. Lo stupore delle folle controbilancia l’avversione dei farisei, che affermano: Costui scaccia sì i demoni, ma non con il nome santo di Dio, bensì con il nome infame del principe dei demoni. Mettono in discussione l’autorità di Gesù: pensano che sia proprio lui il padrone di casa di quell’uomo, per questo ha la facoltà di mettervi ordine o disordine.

Gesù, assumendo il punto di vista dei suoi interlocutori, ne dimostra l’inconsistenza: è impossibile che Satana scacci se stesso; non può essere diviso in se stesso, altrimenti non avrebbe più alcun potere, alcun dominio. Ci vuole qualcun altro, più forte di lui, per legarlo e privarlo dei suoi possedimenti. Questo qualcun altro più forte è colui che è dotato, dallo Spirito Santo, della potenza di Dio. Dove viene detronizzato Beelzebul, lì si attua il regno di Dio: ecco chi sono il vero e il falso padrone di casa.

Matteo ci dice che il peccato o la bestemmia contro Gesù è ancora perdonabile: ciò che non è perdonabile è la bestemmia contro lo Spirito che opera in lui. Gesù rimprovera ai farisei un peccato di ingratitudine verso lo Spirito. E qui Matteo aggiunge un detto sugli alberi e sui loro frutti, un altro criterio di discernimento, che in fondo è anche il più ovvio: “Dal frutto infatti si riconosce l’albero”. Non è detto che lo Spirito Santo conduca sempre alla confessione messianica di Gesù, ma quello che è certo è che non può condurre alla sua abiura, alla sua sconfessione. L’accusa contro Gesù viene ritorta contro i suoi accusatori: sono essi che traggono pensieri cattivi dal loro cuore.


Questa generazione cattiva e adultera non vedrà alcun segno (vv 38-42)

I farisei riprendono la parola: vogliono un segno da Gesù. Intendono dire un segno dal cielo, un segno messianico: se è vero tutto quello che dici, se è vero che è arrivato il regno di Dio, allora daccene un segno, una dimostrazione. Gesù si rifiuta e lo motiva così: “Questa generazione cattiva e adultera non vedrà alcun segno”. Questo termine, ghenea = questa generazione, è usato ben quattro volte ed è un termine “giudiziale”: queste persone si trovano nella situazione di essere giudicate per il loro rifiuto alla proposta di salvezza ricevuta prima dal Battista, poi dallo stesso Gesù e infine dai discepoli missionari.

Questi farisei non hanno aderito all’evento messianico. Perciò gli abitanti di Ninive si leveranno come testimoni, nel giorno del giudizio, non soltanto per accusare i contemporanei increduli di Gesù, ma anche per affermare la sua superiorità rispetto a Giona, agli altri profeti e ai sapienti tipo Salomone. Salomone era un sapiente, ma qui vi è “la sapienza”!


Continua possibilità di una ricaduta (vv 43-45)

Anche in questo penultimo brano del capitolo troviamo una parabola che si rifà al v. 29, dove si parlava della casa del forte e di come fare per entrarvi. In questo brano è evidente una grande conoscenza esperienziale dell’animo umano: essa ci insegna la continua possibilità di una ricaduta.

Questa parabola era forse il seguito del detto sull’uomo forte, ma è stata spostata da Matteo al termine di tutto il capitolo sul sabato per insegnarci due cose. La prima è che il riposo, la pace sabbatica, non è una bella esperienza “una tantum”, ma richiede una vigilanza continua e una rinnovata resistenza nel tempo. La seconda: chi è testimone dell’azione dello Spirito Santo, ma non sa corrispondervi con opere coerenti, si espone ad un rischio ancora maggiore: quello di ricadere nei propri errori e che, anzi, questi si aggravino.


Un’altra cerchia di relazioni primarie (vv 46-50)

Questi ultimi versetti sono un preludio a quello che ci dirà il capitolo successivo. Conflitti tra Gesù e la sua famiglia devono essercene stati altri, ma qui Matteo non intende soffermarsi su queste diatribe: il punto è che Gesù ha ormai costituito un’altra cerchia di relazioni primarie, che si è sostituita a quella familiare. Questa nuova esperienza di maternità e di fraternità non si costruisce più su una base naturale, ma sulla comune obbedienza alla volontà del Padre che è nei cieli, sulla comune ricerca del regno di Dio.

Bello il versetto conclusivo: “Chiunque faccia la volontà del Padre mio”, che ci indica la strada da percorrere per far parte di questa grande famiglia.

Luciano Fantino

Lunedì 12 marzo 2012 – Vangelo di Matteo cap. 11

Le reazioni alla predicazione e ai miracoli di Gesù sono diverse e spesso negative, nelle città della Palestina; e queste reazioni sono loro imputate a responsabilità precise, direttamente dipendenti dalla predicazione dei profeti e dai miracoli in esse compiuti: chi non “vede” è perché non vuole vedere…

Diverso è per le città in cui il messaggio non è stato predicato (Tiro, Sidone, Sodoma) e che quindi non sono responsabili di un rifiuto impossibile da opporre a ciò che non si conosce. O meglio: tutte le città (gli uomini e le donne che le abitano) sono chiamate a praticare la giustizia e tutte lo fanno a modo loro. La responsabilità più grande è di quelle in cui la predicazione (e i miracoli compiuti) è diretta e più forte: nessuno/a può dire “non sapevo…”.

 

Giovanni il battezzatore

Il primo “miracolo” è rappresentato da Giovanni il battezzatore. In un paese che conosceva a memoria vita e miracoli di tanti profeti dell’antichità, sembra impossibile che non venga riconosciuto come profeta quell’uomo che vive all’opposto dei ricchi oppressori e paga con la vita (con l’esempio e con la morte) la coerenza con il messaggio che incarna (vv. 7-15).

Lo stesso discorso vale per Gesù: le opere rendono testimonianza alla verità del suo messaggio (vv. 1-6). Ma qualunque sia il modello di vita del profeta, la sua vita suona sempre come “giudizio” per chi vive nell’ingiustizia e le reazioni più scontate sono le critiche denigratorie, anche le più incoerenti: Giovanni è un indemoniato, perchè non mangia e non beve… Gesù, al contrario, è un mangione e un beone…

Denigrare è un meccanismo di rimozione, per evitare di guardarsi dentro e confrontarsi con il messaggio che ci viene annunciato. Come facevano i bambini giocando: un gruppo suona il flauto e l’altro non balla; un gruppo mima i lamenti funebri e l’altro non si mette a piangere… Non stanno al gioco, non reagiscono in maniera coerente.

Ed ecco la sentenza, la riflessione paradigmatica: alla sapienza è resa giustizia dalle sue opere (19b). Quando c’è coerenza tra le parole e le opere di una persona, lì c’è profezia, c’è giustizia; quella è una persona da ascoltare con attenzione (v. 5).

L’altra faccia della medaglia è l’invito conseguente, a ogni persona, a vivere con coerenza tra le parole e le pratiche, per essere discepola dell’amore e della giustizia: quella è la strada della salvezza (Matteo 10,22).

 

Un carico leggero

La preghiera finale di Gesù (vv. 25-28) dice la stessa cosa con altre parole: prima erano i ricchi a rifiutare la profezia (v. 8), qui sono i sapienti e i furbi (v. 25). La parola di Dio, l’invito a salvarsi con l’amore è accolta dai poveri, dai semplici, da coloro che nel capitolo 5 sono invitati/e ad alzarsi in piedi e a ribellarsi all’ingiustizia, perchè quella è la strada della loro “beatitudine”.

Questo è un “carico leggero”, un “giogo agevole”. Sembra che la vita bella la facciano i ricchi e i potenti; in realtà non è così, e lo può testimoniare chi cammina sulla strada dell’amore: è immensamente più piacevole vivere con amore e condivisione che non in uno stato di perenne competizione.

Questa è anche la mia testimonianza, e quella di tutte le persone che si sono “convertite” secondo lo spirito evangelico: hanno cambiato vita e resistono ogni giorno fino alla fine. Salvezza e beatitudine a loro e, grazie a loro, al mondo!

 

La novità insuperabile

Infine, alcune annotazioni su un capitolo che condensa e riassume temi della polemica anti-giudaica propria della catechesi di Matteo:

1- Il “nuovo” (vv. 12-14) è cominciato, per Matteo, con la risurrezione di Gesù: lì Giovanni non ci sarà, ci saranno solo i “violenti” tra coloro che vivono in quel periodo. E’ il brano più oscuro di Matteo. Molte sono le interpretazioni; riporto le due di Ortensio da Spinetoli: i violenti sono le persone di buona volontà che prendono d’assalto il Regno, che a poco a poco si va affermando, per riceverne i beni promessi; ma ci sono anche i violenti che vogliono distruggerlo; però esso continua ad affermarsi.

2- Il “regno nuovo” è talmente “più” di quanto c’era prima che il più piccolo, il più umile di quanti vi avranno parte sarà più grande del più grande del vecchio, che è Giovanni. Insomma, Matteo non bada a spese per presentare Gesù e il suo Vangelo come la novità insuperabile; e, nella competizione tra i discepoli dei due, non esita a dichiarare la superiorità di Gesù facendola testimoniare dallo stesso Giovanni (1-6).

3- E’ così grande, Gesù, che è persino più grande di Elia, il profeta di cui tutto Israele continuava ad aspettare il ritorno per annunciare i tempi messianici. Ebbene – dice Gesù – la funzione di Elia è incarnata da Giovanni, annunciatore dell’avvento del Messia. Il suo stile di vita e la sua predicazione ve lo devono far capire con tutta evidenza. La responsabilità, adesso, è vostra: l’annuncio l’avete ricevuto; se avete orecchie “adeguate” lo potete capire, non potete non capirlo. Ma ci vuole capacità e disponibilità all’ascolto profondo, per “capire”, comprendere e trasformare in vita.

 

Riflessioni del gruppo

  1. Chi si crede sapiente non è capace di vedere la coerenza del profeta e, quindi, di farsi coinvolgere dall’invito a fare altrettanto. Che le opere del profeta siano “opere di bene” lo vedono solo occhi che vedono il bene: qui sta la responsabilità personale di chi reagisce a ciò che vede e sente.
  2. Per “vedere” non bisogna essere pieni/e di sé: essere concentrati/e solo su se stessi/e porta alla cecità del cuore. Forse è frutto di paura… In realtà tutti/e siamo un po’ autocentrati/e. Dobbiamo aprire il cuore alla compassione, all’empatia.
  3. Questo è un “cammino per la vita”; ed è un impegno “leggero”, nel senso che non comporta tormenti e ansia, ma dà felicità. E’ un “giogo leggero”, perchè Gesù non ci chiede di rispettare norme dettagliate di vita, pesanti quando sono obbligatorie. Il suo invito è semplice: ama e vivi come vuoi.
  4. Giovanni è molto valorizzato, ma anche relativizzato. E su questo confronto tra il “vecchio” e il “nuovo” Matteo costruisce la sua teologia (come ha già fatto Paolo): Gesù è il Messia annunciato da Elia, proprio come credete voi! E’ catechesi per la sua comunità; è catechesi per i seguaci di Giovanni il battezzatore; è l’oggetto della polemica, aspra e radicale, nei confronti dei giudei, incapaci di “vedere” e di cogliere il “nuovo” che è Gesù e il suo messaggio.
  5. E il messaggio conclusivo del capitolo (vv. 25-30) è un bel messaggio di speranza anche per noi oggi: questo cammino di vita sui sentieri dell’amore è fonte di felicità, è novità che costantemente rinnova i nostri giorni e ci educa alla capacità di stare in tutte le relazioni con empatia e gioiosa compassione.

Beppe Pavan

N° 3/2012

FOGLIO DI COMUNITA’

Bollettino informativo non periodico della Comunità cristiana di base
Distribuzione gratuita — Stampato in proprio c/o ALP, Via Bignone 89, Pinerolo (To) il 28/02/2012


LE EUCARESTIE

(nella sede della comunità)

DOMENICA    4 marzo  ore   10 :   prepara il gruppo del lunedì sera-sede
DOMENICA  11 marzo  ore   10 :   prepara il gruppo del lunedì sera-FAT
DOMENICA  18 marzo  ore   10 :  prepara il gruppo del lunedì sera-sede
DOMENICA  25 marzo  ore   10 :  prepara il gruppo “La scala di Giacobbe”

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PASQUA
Celebriamo la Pasqua di Gesù con alcuni momenti significativi:

DOMENICA  1 aprile ore 10:  il gruppo bimbebimbi e il gruppo genitori invitano la comunità alla propria festa di Pasqua. Sarà l’occasione per condividere con tutta la comunità il cammino fatto quest’anno dal gruppo, in compagnia di Zena e di Ghi.   Al Centro Sociale di via dei Rochis

LUNEDI’       2 aprile  ore 21:  Festa del perdono. Prepara il gruppo del lunedì sera-FAT.    Nella sede della comunità

SABATO        7 aprile ore 21: Veglia pasquale. Prepara il gruppo del lunedì sera-sede.    Al Centro Sociale di via dei Rochis

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ALTRI APPUNTAMENTI

ASSEMBLEA DELLA COMUNITÀ: domenica 18 marzo, ore 10,30, subito dopo una breve celebrazione eucaristica, la comunità è convocata per l’assemblea di programmazione, prevista fino alle ore 12. Si raccomanda la maggior partecipazione possibile. Seguirà, per chi può e lo desidera, il pranzo comunitario autogestito.

GRUPPO DONNE: Giovedì 1, 8, 15 e 22 marzo, ore 16,30 da Carla o da Luisa. Ci stiamo confrontando in vista del prossimo incontro di collegamento nazionale che avrà luogo il 24 e 25 marzo a Bologna.

GRUPPO BIMBEBIMBI: sabato 3 marzo ore 15 e domenica 18 marzo, ore 17, nella sede della Cdb.

GRUPPO RICERCA: martedì 13 e 27 marzo, alle ore 21 a casa di Paola Bertozzi ed Elio Tebaldini

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GRUPPI BIBLICI SETTIMANALI

lunedì ore 21 in sede lunedì ore 21 al FAT
Stiamo leggendo il vangelo di Matteo.

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LA SCALA DI GIACOBBE

SABATO 24 MARZO alle ore 17, presso la sede della Comunità, con Franco Barbero discuteremo del ruolo dei gruppi di credenti omosessuali nella società italiana, in vista del secondo Forum dei cristiani omosessuali italiani, che avrà luogo dal 30 marzo al 1 aprile 2012 ad Albano, a cui prenderanno parte i nostri rappresentanti Emanuele e Luca. Alle ore 19,30 cena autogestita presso i locali del F.A.T. Dopo cena guarderemo insieme il film “A single man” (USA 2009) di Tom Ford con Colin Firth e Julianne Moore. Ambientato a Los Angeles nel 1962, il film racconta la storia di George, professore universitario che fatica a trovare un senso alla propria vita dopo la morte del compagno Jim.
DOMENICA 25 MARZO alle ore 10 il nostro gruppo guiderà l’eucarestia della Comunità.

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VERBALE DELL’ASSEMBLEA COMUNITARIA

L’Eucarestia breve si è rivelata una pratica felice, permettendoci di cominciare con puntualità l’assemblea di programmazione. Abbiamo discusso e deliberato in merito a:

1) – Calendario mese di marzo (v. sopra).

2) – Convegno nazionale e incontro regionale (v. notizie specifiche su questo foglio)

3) – Autofinanziamento. Dome ci ha illustrato la situazione entrate/uscite per l’anno 2011. Chi desidera conoscere i dettagli li chieda a lui. Stiamo praticando tagli e risparmi, anche nel nostro piccolo. E ringraziamo l’Associazione Viottoli che collabora per il pareggio. Riflessione conclusiva: l’importante è fare comunità, e questo è un impregno assolutamente libero e volontaristico. Purtroppo i soldi sono necessari, dal momento che ci serve una sede funzionante. Per questo l’invito è a impegnarsi a versare con regolarità la propria quota. Chi non può sappia che l’importante è fare e stare in comunità.

4) – Archivio Cdb. Stiamo cercando di collaborare con l’iniziativa avviata a livello nazionale. Chi ha a casa propria materiali della cdb di Pinerolo è pregato/a di tenerlo raccolto in un luogo preciso, a disposizione del gruppo di lavoro che, se la proposta di Francesco si tradurrà in pratica, si assumerà il compito di compilare la scheda di archiviazione predisposta dalla comunità dell’Isolotto.

Beppe Pavan

Nel pomeriggio si è svolta l’assemblea sul tema dell’Eucarestia in comunità. Lo scambio è stato ricco e partecipato, difficile da riassumere. Chi desidera condividere un contributo scritto su questo tema, potrà proporlo per la pubblicazione sui prossimi fogli di comunità.

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VERSO LA GIORNATA “CONTRO L’OMOFOBIA”

Giovedì 29 marzo alle ore 21, al Cinema Italia Sala 2Cento, via Montegrappa 2, nell’ambito di “8 marzo e dintorni – Giornata Internazionale della Donna 2012”, proiezione del film “TOMBOY” (Francia, 2011) di Céline Sciamma con Zoé Héran e Malonn Lévana.

Venerdì 20 aprile alle ore 21, nella Sala della Comunità Montana del Pinerolese – Piazza III Reggimento Alpini 1, proiezione del film “PRAYERS FOR BOBBY” (USA, 2009) di Russell Mulcahy con Sigourney Weaver e Ryan Kelley.

Domenica 20 maggio, dalle ore 14, Piazza Luigi Facta, manifestazione contro l’omofobia con stands informativi, musica dal vivo, spettacoli e letture.

Il gruppo organizzatore si ritroverà lunedì 5 marzo, ore 17, nella sede della comunità.

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GRUPPO  MEDIE

Proseguono gli incontri mensili del gruppo ragazzi/e medie, animato da Francesco Melillo. Anche noi genitori ci incontriamo regolarmente per leggere insieme il libro di Ortensio da Spinetoli, Gesù di Nazaret, Ed. La Meridiana. Il prossimo incontro si svolgerà sabato 10 marzo, dalle ore 16 alle 17,30, a casa di Silvia Arseni.

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CLAUDIO  CARAMELLINO  E  MARIA  CI  HANNO  LASCIATO

Dopo quasi 10 anni di sofferenze e pesanti limitazioni dovute alla sua condizione di tetraplegico e affrontate con coraggio, pazienza e grande dignità, Claudio si è spento. La fine più volte invocata e attesa è arrivata in una gelida e nevosa mattina di febbraio. Lo vogliamo ricordare come era nel fiore della salute e della voglia di vivere e progettare. Un carissimo ricordo anche a mamma Maria. Dopo questi lunghi e pesanti anni trascorsi a prendersi cura di questo figlio notte e giorno, incessantemente e con una dedizione totale, ha cessato di combattere. A soli 17 giorni di distanza dalla morte di Claudio, lo ha seguito. Si è arresa al male incurabile che da più di due anni la affliggeva.
O Dio, ora sono tra le Tue amorevoli braccia. Siamo sicuri/e che presso di Te troveranno quella pace a lungo inseguita e sperata.

Antonella e Domenico

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UN ABBRACCIO A CRISTIANO…

…che ha accompagnato la mamma negli ultimi giorni della sua vita. Ora anche lei è tra le braccia di Dio… Un abbraccio affettuoso anche al papà di Cristiano.

La comunità

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INCONTRO  CON  STELLA  BERTUGLIA

Lunedì 5 marzo, alle ore 10, in sede. Stella è una nostra carissima amica, femminista e insegnante a Palermo. Ci presenterà alcune sue riflessioni sulle relazioni uomo-donna in Sicilia, che ha raccolto in una veste tipografica particolare e che ha chiamato “segnalibri”. Proponiamo di portare qualcosa da condividere per pranzo, continuando così l’incontro.

Beppe e Carla

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COLLEGAMENTO NAZIONALE DELLE CDB

Sabato 18 febbraio 2012 si sono riuniti a Roma, presso la Comunità di S. Paolo, i rappresentanti di varie comunità cristiane di base italiane, in particolare di quelle maggiormente coinvolte nella organizzazione e gestione del XXXIII incontro nazionale che si terrà a Napoli dal 28 al 30 Aprile di quest’anno.

Si trattava infatti di dare gli ultimi ritocchi al programma e individuare i mezzi più appropriati alla sua diffusione (dépliants, locandine, ecc.) nonché di esaminare alcuni problemi di copertura finanziaria.

Sono presenti: Stefano Toppi, Dea Santonico e Antonio Guagliumi della Comunità di S. Paolo, Roma; Gabriella Natta del Gruppo donne della medesima Comunità; Corrado Maffia, Enzo Cortese e Cristofaro Palomba della Comunità del Cassano di Napoli e Beppe Pavan della Comunità di Pinerolo.

Viene letta l’e-mail inviata da Marcello Vigli, che per motivi di salute non ha potuto partecipare di persona all’incontro e che contiene vari suggerimenti operativi e orientativi per i vari interventi degli invitati e della quale si terrà conto nel modo più approfondito possibile.

La variante più significativa rispetto alla bozza di programma sin qui circolata è quella proposta dalla Comunità del Cassano: si tratterebbe di far svolgere tutte le attività previste per il pomeriggio di domenica 29 (pranzo, assemblea, Eucaristia, Coro Gospel) anziché presso l’aula magna dell’Istituto che ci ospita, presso l’auditorium comunale sito nel quartiere di Scampia, il quale verrebbe concesso gratuitamente dal Comune. Tutti sarebbero d’accordo, ma problemi logistici (trasporto) ed economici (catering) sono ancora all’esame per una soluzione sostenibile.

Altre precisazioni riguardano:

– Il titolo dell’incontro di apertura di sabato 28 è così modificato: “Quali speranze per un futuro alternativo: le Comunità s’interrogano conversando con…;
– la persona che mancava tra gli invitati a questo “conversare” viene individuata in Elena Coccia, avvocata
al termine dell’incontro sarà fatta una presentazione dei “Laboratori” del giorno successivo;
– l’inizio del titolo del III laboratorio da “dialogare con le paure” diventa “confrontarsi con le paure”;
– per quanto riguarda il laboratorio “Ragazzi e ragazze” si stabilisce che sarà possibile assicurarlo se verrà confermata la presenza dei giovani della comunità di Piossasco, e sarà organizzato con il sostegno di altre realtà che hanno esperienza di “laboratorio giovani” (Roma, Verona).

Per la Segreteria Nazionale Cdb: Stefano Toppi

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NOVITA’ PER IL SITO

Dopo alcuni anni, in cui abbiamo curato a turno la preparazione di un commento al brano del Vangelo proposto dalla liturgia domenicale cattolica, ci siamo accorti/e di commentare sempre gli stessi brani. E la cosa diventava ripetitiva: è difficile elaborare sempre commenti nuovi.
Abbiamo perciò scelto di cambiare: dal mese di gennaio, in accordo con il direttivo di Viottoli, pubblicheremo sul sito della cdb (http://cdbpinerolo.wordpress.com) le introduzioni allo studio biblico settimanale, arricchite dai contributi del confronto nel gruppo. In questo modo offriremo una lettura completa e il nostro commento di tutto il Vangelo di Matteo. E così via.
Chi volesse comunque il commento al brano della liturgia domenicale troverà un link al sito dell’associazione Viottoli (www.freeitaly.eu/viottoli) che ospita i  commenti pubblicati negli anni scorsi.

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CORSO DI TEOLOGIA DEL PLURALISMO A TORINO

Il corso biennale di teologia del pluralismo è giunto al suo decimo incontro, il quarto di quest’anno. Franco Barbero introdurrà la discussione con una relazione su “Le grandi famiglie dell’induismo”. L’incontro, che si svolgerà sabato 17 marzo dalle 15,30 alle 18 (presso il Colegio de Salamanca in vìa Buozzi, 2 a Torino) è aperto a chiunque sia interessato/a. Chi volesse “prepararsi” può trovare una nutrita bibliografia nel numero del foglio di comunità di febbraio.

Francesco Giusti

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GRUPPO “UOMINI IN CAMMINO”

Giovedì 8 marzo: il gruppo si riunisce “in trasferta” a Buriasco, dove sarà allestita la mostra fotografica contro la violenza nei confronti delle donne;   giovedì 22 marzo, presso la sede del FAT (Vicolo Carceri 1, Pinerolo), il gruppo si riunisce con il solito orario: 19-20,30.

Ricordiamo che il gruppo di Pinerolo è sempre aperto ad accogliere chi volesse provare a mettersi in cammino… chiediamo solo di contattare prima uno di noi.

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COMUNITA’ CRISTIANA DI BASE DI PIOSSASCO

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Di seguito gli impegni della comunità per il mese di marzo 2012:

Sabato 2 marzo h. 10,00: poco più di un anno fa ci lasciava la nostra cara Lina. Suo fratello Carmelo, i suoi amici e amiche e la comunità la ricorderanno con la gioia e l’allegria che hanno contraddistinto la sua vita, presso la Sala del Centro Multimediale, via Alfieri 4.

Giovedì 15 marzo h. 21,00:  Riunione da Maria Grazia Suppo (Via Martiri della Libertà 17) –  Iniziamo la lettura del libro di ESTER

Domenica 25 marzo h. 10,00: celebrazione dell’Eucarestia e gruppo biblico da Carla e Cesare (via Pinerolo 102). Proseguiremo la lettura del libro di ESTER.

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